Confindustria Foggia sotto scacco: La scissione di ANCE minaccia l’unità, Salatto avverte “Individualismo mette a rischio il futuro”
Le problematiche sollevate da Salatto e la critica alla scelta di Ance la vicenda sul tavolo di Confindustria
La vicenda che ha coinvolto Confindustria Foggia, con la decisione di ANCE (Associazione Nazionale Costruttori Edili) di distaccarsi dall’associazione, sta per approdare sul tavolo dei vertici nazionali di Confindustria. A sollevare la questione è stato il presidente di Confindustria Foggia, Potito Salatto, il quale non ha esitato a criticare la scelta di Ance, considerandola una scissione in piena regola.
La visione di Salatto: unità e coesione in pericolo
Il presidente Salatto ha sempre posto l’accento sulla necessità di mantenere l’unità tra le varie sezioni e sull’importanza di un approccio coeso e sinergico. Secondo lui, l’obiettivo della sua presidenza è stato quello di garantire l’univocità di vedute e comportamenti tra le varie componenti di Confindustria. Ma la decisione di Ance, che ha portato alla rottura, sembra smentire questa visione. Salatto ha parlato apertamente di una “scissione in piena regola”, che secondo lui non è altro che il risultato di un atteggiamento di individualismo, alimentato da chi, avendo più risorse economiche, si sente in diritto di decidere da solo. Una situazione che Salatto definisce come un evidente segno di distorsione dei principi di unità e collaborazione che dovrebbero contraddistinguere l’associazione.
La critica a Chierici: un trasloco “non convincente”
Non meno dure sono state le parole di Salatto verso Ivano Chierici, presidente di Ance. Quest’ultimo ha giustificato la decisione di distaccarsi da Confindustria con l’idea di un “trasloco” che avrebbe dovuto favorire una maggiore sinergia con gli enti bilaterali di cui Ance è socio fondatore. Secondo Salatto, però, la giustificazione di Chierici non è affatto convincente. “Non prendiamoci in giro”, ha affermato, sottolineando come dietro a questa scelta non ci sia altro che una manifestazione di individualismo e della volontà di una sezione storicamente potente di Confindustria Foggia di consolidare il proprio potere a discapito di un progetto collettivo. La storicità di Ance all’interno di Confindustria, per Salatto, non può giustificare azioni che rischiano di minare la coesione dell’associazione.
Un passo indietro o un’opportunità per il futuro?
La critica di Salatto alla decisione di Ance non si limita alla questione dell’individualismo. Il presidente di Confindustria Foggia ha anche parlato della possibilità che questa scissione possa essere, paradossalmente, un’opportunità. L’uscita di Ance, secondo Salatto, potrebbe infatti stimolare una rinnovata adesione e coesione tra i soci che in passato avevano lasciato l’associazione. Una tendenza già visibile nel 2025, che Salatto si augura possa proseguire e rafforzarsi nel 2026, con o senza Ance. Inoltre, ha espresso la speranza che un ritorno dell’orgoglio dell’associazione possa contribuire a incrementare la quota di iscritti in Confindustria Foggia, spingendo l’associazione a una nuova stagione di crescita e prosperità.
La conclusione di Salatto: la pace e l’unità sono la priorità
Nonostante il forte dissenso nei confronti della scelta di Ance, Salatto ha ribadito l’impegno a lavorare per la pace e l’unità delle componenti di Confindustria Foggia. La sua posizione resta salda nella convinzione che l’unicità di intenti e la collaborazione tra le diverse sezioni siano gli unici strumenti per garantire la forza e l’efficacia dell’associazione nel lungo periodo. Tuttavia, ha sottolineato che, se necessario, Confindustria Foggia continuerà a cercare una soluzione che possa tutelare i valori fondanti dell’associazione, senza scendere a compromessi con chi, come Ance, sembra voler anteporre gli interessi individuali a quelli collettivi.
In sintesi, la vicenda della scissione di Ance, sollevata da Potito Salatto, diventa un punto cruciale per il futuro di Confindustria Foggia. La discussione non si limiterà a una semplice critica, ma sarà probabilmente oggetto di un’analisi approfondita a livello nazionale, che potrebbe portare a decisioni cruciali per la coesione interna dell’associazione.

