Il Generale della FIT-CISL di Basilicata, Sebastiano Colucci, dichiara
«Ancora una volta il Cotrab si presenta in Regione Basilicata per battere cassa, tentando di scaricare sulle istituzioni pubbliche e sull’intera collettività lucana le conseguenze di anni di scelte sbagliate, di un’evidente assenza di controlli e di una gestione opaca, mentre molte delle imprese consorziate continuano a non rispettare il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro di categoria.
Questa volta il Consorzio giustifica la richiesta di ulteriori risorse parlando di presunti mancati introiti da traffico, sostenendo che tra il 2018 e il 2025 gli incassi – al netto dell’IVA – sarebbero diminuiti del 26,93%, passando da 9.055.414,39 euro a 6.617.079,05 euro, con un coefficiente di esercizio fermo a un inaccettabile 10%, ben lontano dal 35% previsto.
Il Cotrab, però, eviti di raccontare verità parziali. La drastica riduzione degli incassi è davvero il risultato di una minore affluenza dell’utenza oppure è anche la diretta conseguenza dei mancati controlli sistematici sui titoli di viaggio, dell’assenza di verificatori e della tolleranza verso l’evasione tariffaria?
È del tutto inaccettabile che, invece di assumere verificatori e contrastare seriamente l’evasione, il Cotrab scelga la strada più semplice e ingiusta: licenziare lavoratori dichiarati inidonei, colpendo famiglie e territori. Ancora una volta a pagare sono i lavoratori del trasporto pubblico locale e i cittadini lucani, mentre il Consorzio continua a chiedere risorse senza assumersi alcuna responsabilità.
Da anni il Cotrab incassa grazie al lavoro quotidiano degli addetti del settore, ma gli stessi lavoratori vedono il proprio integrativo regionale bloccato da decenni, nonostante le reiterate e legittime richieste avanzate dalle organizzazioni sindacali FIT-CISL, FILT-CGIL e UILT-UIL di Basilicata. Una situazione ormai intollerabile.
La Regione Basilicata non può continuare a finanziare un sistema senza pretendere trasparenza, controlli e rispetto delle regole. È necessario avviare immediatamente verifiche puntuali sulle linee effettivamente svolte, su quelle non effettuate, sulle linee che viaggiano vuote, sull’organizzazione complessiva del servizio e sulle reali cause che hanno determinato il calo degli incassi da traffico.
Basta scaricare il peso di una cattiva gestione sui lavoratori. Le risorse pubbliche devono servire a migliorare il servizio e a garantire salari dignitosi, non a coprire inefficienze strutturali.
Il salario, la dignità e i diritti dei lavoratori del trasporto pubblico locale devono tornare al centro delle scelte. Su questo non faremo alcun passo indietro».

