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Orta Nova(FG):Viaggi, missioni e priorità mancate la cittadinanza “chiede risposte, non slogan e viaggi”

Viaggi, missioni e priorità mancate: Orta Nova chiede risposte, non slogan.
Era davvero necessario questo viaggio? È la domanda che molti cittadini di Orta Nova si stanno ponendo dopo aver appreso che il Comune ha speso 2.058 euro per rimborsare viaggi e missioni a quattro consiglieri comunali. Tutto regolare dal punto di vista amministrativo, certo. Ma la vera questione non è la legittimità: è l’opportunità.
In un momento storico in cui ai cittadini viene chiesto di stringere la cinghia, soprattutto dopo la pesante batosta della TARI, scoprire che l’amministrazione comunale riesce a trovare fondi per trasferte e missioni fa inevitabilmente storcere il naso. Soprattutto se si considera che, a detta di molti, dall’insediamento di questa amministrazione non si sono visti risultati concreti e tangibili per la comunità.
A Orta Nova nulla sembra muoversi, se non attraverso foto, slogan e annunci, mentre i problemi reali restano irrisolti. Le scuole, ad esempio, continuano a fare i conti con carenze basilari: non ci sono risorse nemmeno per acquistare due semplici attaccapanni in una scuola elementare, ma per i viaggi dei consiglieri i soldi si trovano. Una contraddizione che pesa come un macigno.
Davvero era indispensabile mandare quattro consiglieri in trasferta? Quali benefici concreti ha portato questa missione alla città? Quali risultati sono tornati indietro a favore dei cittadini? Senza risposte chiare e verificabili, il rischio è che queste trasferte vengano percepite più come gite istituzionali che come missioni utili al bene pubblico.
Il problema non è solo economico, ma politico e morale. In una città che chiede soluzioni urgenti su decoro urbano, servizi, lavoro e welfare, continuare a dare l’impressione di tutelare interessi personali o di immagine mina ulteriormente la fiducia già fragile tra cittadini e amministratori.
La situazione di Orta Nova deve essere affrontata e risolta, perché l’immobilismo non è più sostenibile. I cittadini non chiedono viaggi, ma azioni concrete. Non slogan, ma risultati. Non spese giustificate a posteriori, ma priorità chiare e condivise.
Tutto regolare, sì.
Ma opportuno? Decisamente no.

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