Gargano:Perché accadono i terremoti sul Gargano? Analisi dopo la scossa del 7 ottobre
Una scossa di terremoto di magnitudo 3.6 ha scosso ieri il Gargano alle 14:29, generando preoccupazione tra i cittadini di Lesina, Apricena e di gran parte della Capitanata. Il sisma, localizzato dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) lungo la costa settentrionale del promontorio garganico, è stato chiaramente avvertito anche a Foggia, San Severo, San Nicandro Garganico e nei comuni dei Monti Dauni. Fortunatamente, non si registrano danni né richieste di intervento ai Vigili del Fuoco o alla Protezione Civile.
Molti residenti hanno raccontato di aver percepito un breve ma netto tremolio, che ha fatto oscillare lampadari e finestre. I social, come spesso accade in questi casi, si sono rapidamente riempiti di messaggi e commenti: un misto di paura, curiosità e la solita voglia di capire “cosa è successo”.
Ma perché il Gargano, una delle zone più suggestive della Puglia, è soggetto a fenomeni sismici?
Il Gargano e la sismicità della Puglia settentrionale
Contrariamente a quanto si possa pensare, la Puglia non è una regione del tutto esente da attività sismica. In particolare, la zona del Gargano e dell’Appennino Dauno presenta una sismicità moderata ma non trascurabile. I terremoti, qui, sono legati principalmente alla complessa dinamica geologica che interessa l’intera area dell’Appennino meridionale e il vicino bacino adriatico.
Il promontorio del Gargano si trova infatti in una zona di contatto tra la placca africana e quella euroasiatica. Sebbene il movimento tra le due placche avvenga in modo lento e graduale, l’accumulo di tensioni tettoniche può generare, di tanto in tanto, terremoti di bassa o media intensità. Il sottosuolo dell’area è inoltre attraversato da numerose faglie attive, alcune delle quali poco conosciute e ancora oggetto di studio da parte dei sismologi.
I precedenti storici
Non è la prima volta che la terra trema in questa zona. Il Gargano ha una storia sismica documentata: uno dei terremoti più noti è quello del 30 luglio 1627, che devastò gran parte del Tavoliere e provocò danni ingenti fino a Napoli, con un bilancio stimato in migliaia di vittime. Si tratta di uno degli eventi sismici più gravi della storia italiana, la cui memoria oggi è poco presente, ma che ha lasciato una traccia profonda negli studi geologici e storici.
Più recentemente, nel 2002, una serie di scosse colpì il Molise e la parte settentrionale della Puglia, causando anche il tragico crollo di una scuola a San Giuliano di Puglia. Anche se l’epicentro di quell’evento era fuori regione, le vibrazioni furono avvertite distintamente anche sul Gargano.
Terremoti e prevenzione: cosa fare?
L’evento di ieri,pur non avendo causato danni, è un richiamo all’importanza della prevenzione sismica, anche in territori ritenuti erroneamente “a basso rischio”. La Protezione Civile ricorda che conoscere il comportamento da tenere durante e dopo un terremoto è fondamentale: mettersi al riparo sotto tavoli o architravi, non usare ascensori, e mantenere la calma sono solo alcune delle indicazioni principali.
L’INGV continua a monitorare costantemente la situazione attraverso una rete di sensori e stazioni sismiche distribuite su tutto il territorio nazionale. Gli esperti rassicurano: la scossa di oggi, benché avvertita distintamente, rientra nella normale attività sismica dell’area e, al momento, non ci sono segnali di eventi più forti imminenti.
Il terremoto del di ieri 7 ottobre 2025 ricorda che il Gargano, pur essendo una terra di bellezza straordinaria, è anche un territorio che convive con una certa instabilità geologica. Nessun allarme, ma una consapevolezza necessaria: vivere in un Paese sismico come l’Italia significa anche essere informati, preparati e attenti. La prevenzione e la conoscenza sono le vere chiavi per affrontare con responsabilità questi fenomeni naturali.

