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Puglia, il Campo Largo si sfalda? Decaro si chiama fuori: la corsa alle regionali è un rebus

Bari, 22 luglio 2025 – Solo due giorni fa a Bari sembrava tutto pronto: Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, il gruppo civico di Michele Emiliano e altre forze territoriali avevano dato vita a un incontro ufficiale per definire la strategia in vista delle prossime elezioni regionali. Il “Campo Largo” pugliese, così definito dai promotori, si era detto compatto e pronto a sottoscrivere un “Patto per la Puglia 2030”, con l’obiettivo di rilanciare un nuovo ciclo politico e amministrativo nella Regione.

Il nome sul tavolo, neanche troppo velatamente, era uno: Antonio Decaro, ex sindaco di Bari, oggi europarlamentare e presidente della Commissione Ambiente a Bruxelles. Un profilo forte, istituzionale, in grado – secondo molti – di tenere unito il fronte progressista e assicurare continuità al governo regionale.

Ma oggi tutto è cambiato.

Con una dichiarazione secca e inaspettata, Decaro ha sbattuto la porta:
«Oggi sono il presidente della commissione più importante in Europa, quella sull’Ambiente. Sono un europarlamentare, non sono candidato», ha affermato dopo una lunga riflessione sullo stato dei fatti. Parole che hanno gelato gli alleati, spiazzato gli osservatori, e messo nuovamente in discussione tutti gli equilibri costruiti nei mesi scorsi.

Cosa è successo davvero?
Al momento non ci sono certezze. Di certo, qualcosa si è incrinato nel confronto interno alla coalizione. Secondo indiscrezioni, nelle scorse ore ci sarebbe stato un vertice tra il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, la segretaria del PD Elly Schlein e il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte. Tema sul tavolo: la composizione della lista, il candidato alla presidenza, e forse anche i futuri equilibri nel Consiglio regionale.

Fonti vicine a Decaro riferiscono di “incomprensioni”, forse addirittura di tensioni con lo stesso Emiliano – che non avrebbe nascosto la volontà di mantenere un ruolo politico attivo – e con l’ex presidente Nichi Vendola, anch’egli interessato a tornare sulla scena.

In questo contesto, Decaro avrebbe preferito restare a Bruxelles, dove ha recentemente assunto un incarico di rilievo a livello europeo. Una scelta che, ufficialmente, viene spiegata con il senso di responsabilità verso il ruolo continentale, ma che suona anche come una presa di distanza dalle dinamiche locali, giudicate forse troppo confuse o ostili.

Una regione “acquisita” che ora rischia
La Puglia era data, fino a poche settimane fa, come “sicura” per il centrosinistra, anche grazie a una macchina amministrativa ben rodata e a una narrazione progressista consolidata sul territorio. Ma con l’uscita di scena di Decaro, il quadro si complica.

Chi sarà il nuovo candidato?

Emiliano e Vendola sono davvero pronti a tornare in campo? E se lo facessero, riuscirebbero a tenere unita la coalizione, o sarebbe il preludio di uno scontro tra vecchie glorie e nuove ambizioni?

A due mesi dalle elezioni, lo scenario appare più confuso che mai. Gli accordi siglati da Decaro, il lavoro di tessitura politica svolto nei mesi scorsi, rischiano di dissolversi nel nulla. Intanto, il centrodestra osserva e aspetta, consapevole che ogni giorno di incertezza del fronte avversario è un vantaggio strategico.

Il “Patto per la Puglia 2030” potrebbe trasformarsi in un patto mancato, e il “Campo Largo” in una pianura deserta.

Vedremo, come ha detto qualcuno. Ma il tempo stringe.

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