Monte Sant’Angelo sotto shock: tentato omicidio,sparato in pieno volto, la vittima è un uomo del posto
MONTE SANT’ANGELO (FG) – Un colpo sparato in pieno volto, nel cuore della notte, in una via del centro cittadino. È successo tutto in pochi, drammatici istanti. La vittima, Luciano Bisceglia, uomo del posto, è ora ricoverato in rianimazione all’ospedale Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo. Gravemente ferito, ma – secondo fonti sanitarie – non sarebbe in pericolo di vita. Un miracolo, considerando la dinamica brutale dell’agguato.
Il fatto è avvenuto nella notte dell’11 luglio, intorno all’una, in via Ruggiero Bonghi, una strada solitamente tranquilla. A sconvolgerla, invece, sono stati uno sparo e l’urlo di un uomo ferito. Secondo le prime ricostruzioni, l’aggressore avrebbe chiamato Luciano per nome, come a volersi assicurare che la vittima si voltasse prima di premere il grilletto. Un gesto che, in certi contesti, non è affatto casuale.
Il volto come bersaglio: un segnale inquietante
Nel codice non scritto della criminalità organizzata, colpire al volto significa punire un tradimento. È un’esecuzione simbolica, un gesto che comunica un messaggio preciso: chi “tradisce” – o viene sospettato di averlo fatto – non merita nemmeno di essere riconosciuto dopo la morte. Un volto cancellato, come a voler eliminare anche l’identità della persona.
In questo caso, però, le circostanze non sembrano portare con certezza a questa pista. Non è chiaro se Bisceglia fosse nel mirino della malavita organizzata, ma la modalità dell’agguato – il colpo sparato al viso, la chiamata per nome – ricorda fin troppo da vicino dinamiche da regolamento di conti. Che si tratti di un messaggio “in codice” o di un gesto personale che ha mutuato i rituali della criminalità, resta il fatto che Monte Sant’Angelo si sveglia con la paura addosso.
Indagini in corso, massima riservatezza
Sul posto sono intervenuti immediatamente i carabinieri della locale stazione e della compagnia di Manfredonia, che stanno lavorando in queste ore per ricostruire l’esatta dinamica dell’agguato. Nessuna pista è esclusa: si parla di un possibile regolamento di conti, ma anche di questioni private sfociate in una violenza inaudita. I militari stanno visionando le immagini delle telecamere di sorveglianza della zona e raccogliendo testimonianze tra i residenti.
Luciano Bisceglia è stato soccorso in condizioni gravissime e trasportato d’urgenza con elisoccorso a San Giovanni Rotondo. È attualmente in prognosi riservata, ma i medici fanno sapere che le sue condizioni, pur critiche, non fanno temere per la vita.
Una comunità stanca e impaurita
L’episodio scuote profondamente la cittadina garganica. Non è solo la violenza del gesto a spaventare, ma la sensazione che la criminalità – organizzata o meno – continui ad agire indisturbata, anche nei piccoli centri, anche in piena notte, anche a pochi passi dalle abitazioni.
«È chiaro che esiste un problema di percezione e gestione della sicurezza, soprattutto nei piccoli comuni», commenta un cittadino che preferisce restare anonimo. «Siamo stanchi di sentir parlare di episodi gravi solo dopo che accadono. Serve prevenzione, non solo repressione».
Monte Sant’Angelo si interroga ora sul peso di un colpo di pistola esploso nel buio, ma dal significato fin troppo chiaro. Le indagini proseguono nel massimo riserbo, ma la domanda resta: è stato un avvertimento? Un errore? O l’eco sinistra di codici criminali che nessuno ha il coraggio di pronunciare ad alta voce?

