ONCOLOGO DI BARI:Venga venga ho un farmaco miracoloso”

La nostra testata Youfoggia ha voluto intervistare per sapere dal diretto interessato  cio’ che realmente è successo ad Antonio Gaggioli nostro concittadino.

Antonio Gaggiotti, figlio di Ottavio, ignara vittima dell’oncologo del capoluogo pugliese dott. Giuseppe Rizzi  e del servizio sanitario nazionale.

Il sig. Gaggiotti Antonio figlio di Ottavio malato 65 enne ,dopo aver avuto più consultazioni con bravissimi ed onesti oncologi di varie città d’Italia ed tutti i medici concordavano per i pochi mesi di vita , affida la sua vita, le sue speranze di guarigione al dott  Giuseppe Rizzi.                               

Gli chiediamo  al sig. Antonio quando è iniziato il calvario del papà e come hanno scoperto che era affetto dal male del secolo?

Il signor Antonio con tanta difficoltà, nel dover ripercorrere i duri anni di battaglia con il papà sempre vigile ed attento inizia il suo racconto dicendo: “mio padre soffriva di un carcinoma gastrico indifferenziato con cellule a castone, metastasi ossee ed infiltrazioni midollare, è arrivato sin al midollo. Il tutto è iniziato dal tumore gastrico. Il tutto è stato scoperto a novembre 2018, mio padre doveva essere sottoposto, in una clinica di Cesena, ad un intervento alla coliciste. Il giorno dell’intervento sia il chirurgo che l’anestesista dissero a mio padre che non potevano intervenire perché aveva dei valori molto bassi. Vengono effettuate delle biopsie sul colon e viene riscontrato la sua malattia, carcinoma gastrico, con probabili metastasi ossee.Continua il figlio-ritorniamo a Foggia, ricoveriamo al Riuniti nel reparto di medicina generale mio padre dove un bravissimo dottore gli fece una particolare biopsia dalla quale si accerta le infiltrazioni al midollo abbastanza elevate. Da lì inizia il nostro tour. Avendo avuto il parere negativo da Foggia, che ci aveva confermato non potendo effettuare alcun intervento, poche, pochissime erano le probabilità di vita di mio padre. Ci rivolgiamo da un bravissimo dottore di Chieti, che decide di sottoporre ad  una Pec-Tac a mio padre. Dall’esame si riscontrano metastasi ossee su tutta la colonna vertebrale ed anche altrove. La situazione quindi diventa peggiore”.

Gli chiediamo “ma  il sig. Ottavio era aconoscenza di tutta la verità?

Il sig. Antonio figlio risponde che” per l’uomo che era, con le sue abili conoscenze informatiche e non solo, per ciò che per il lavoro lo aveva giornalmente portato a vedere, professore in una grande industria di computer, era impossibile nascondergli qualsiasi cosa. Sin dal primo momento era a conoscenza del suo stato di salute. Il sig. Gaggiotti continua il suo racconto, -anche Chieti aveva confermato la gravità del tumore, tutti in famiglia, in primis il papà cercano informazioni su un oncologo che possa salvarlo”. E proprio un amico del sig. Ottavio lo invia su Bari dal dott. Giuseppe Rizzi, che lavorava, perché ho appreso dai giornali che è stato licenziato a Marzo, all’istituto Giovanni Paolo II di Bari. Nel reparto oncologico Don Tonino Bello.

“Nel dicembre 2018 lo contattiamo, ci dà appuntamento presso l’istituto, ci dice come dobbiamo arrivare in reparto e ci dice che una volta lì dobbiamo chiamarlo.Ciraggiunge in sala d’attesa e ci fa entrare nella sua stanza ed inizia a visionare tutte le carte portate da noi. Subito dopo ci dice,a mio padre lo avevo accompagnato io con mia madre, di non preoccuparci affatto, ne usciremo vincenti. Sentendo questo ci siamo sentiti, dopo tanto, tutti più leggeri ancor di più mio padre. Abbiamo trovato la strada.Quindi è stato umano  in questa prima visita gli viene chiesto. 

Come le è sembrato il dottore? “ La visita è stata professionale, bravo come tutti gli altri “ Lei mi ha detto, che era come altri ? Il figlio del sig. Ottavio alzando le spalle dice, “non lo so, non sono mai riuscito ad inquadrarlo come dottor, uomo,certo è che dopo la visita ci chiede € 500, 00, cosa molto strana visto che eravamo all’interno di un ospedale. Direttamente a lui chiede di pagare?” Si si, dopo che ha visto le carte ci dice la mia visita costa €500,00. Rilascia fattura? Non fatturata.

Ma voi l’avete chiesta la fattura? Non quel giorno ma successivamente si. Mio padre non essendo preparato a pagare quella somma, ha dovuto chiedere a mia madre diaiutarlo. Quello stesso giorno, eravamo quasi arrivati a foggia, ci chiama per dirci che aveva delle novità importanti e che voleva che andassimo da lui il 24 dicembre. 

Arrivati da lui il 24, sempre in ospedale, ci dice che deve farli un iniezione che però ha un costo, precisamente ogni iniezione ha il costo di € 1,250. Con queste iniezioni “Ottavio ne usciremo vincenti. Quindi mi scusi ho capito bene ogni iniezione veniva € 1,250? Lui disse che il farmaco costava €900,00 il resto era per il suo compenso. 

Suo padre sentendo questa cifra cosa decide?

Un malato terminale al quale avevano dato pochi mesi di vita non poteva rifiutarsi di certo.

Lei era presente l momento delle iniezioni, riusciva a vedere il farmaco che iniettava a suo padre e dove lo iniettava? 

Lo iniettava nel braccio, si la vedevo, le prime volte non ci facevo caso, successivamente si. Iniziai a cercare il farmaco su internet e lì soprii che era un farmaco mutuabile. Ormai mio padre non aveva più soldi e la situazione divenne sempre più pesante, ero costretto io a dargli €300,00 perché potesse mangiare. Una persona che aveva lavorato una vita, che si era riuscito a fare una giusta posizione con la sua pensione ha vissuto anche questa situazione molto umiliante chiedendo i soldi al figlio oltre il grave dolore della sua malattia.

Ogni quanto faceva queste iniezioni ogni settimana, ogni quindici giorni?

Dipendeva, quando chiamava lui, a volte anche ogni giorno. Anche due siringhe al giorno. 

Ed ogni volta in ospedale e tutto senza fattura?

Si, infatti mio padre gli disse che aveva un assicurazione che prevedeva proprio la sua malattia e se gli faceva lefatture avrebbe potuto aprire il sinistro, ma lui diede come risposta un no secco, aggiungendo che   non dovevamo parlare con nessuno di tutto ciò altrimenti lui avrebbe bloccato tutto.

Per quanto tempo va avanti questa “terapia”?

Mio padre a giugno termina tutti i soldi e lo dice al dottore e lui sentendo ciò gli diceche può pagare le iniezioni andando a fare dei lavori presso la sua villa, o comprare il mobiletto per il bagno, lo specchio o altro sempre per la sua villa.

 E suo padre a questa richiesta che fa?

​Accetta, certo non potendo pagare gli operai si porta qualche amico per dipingere la stanza,   mettere il pavimento in un’altra e il mobiletto, lo   specchio, il water li acquistavo io.

Ma quando suo padre diceva dottore io voglio continuare la terapia, voglio salvarmi  ma non ho  piu soldi quale era la risposta di quest’uomo?

Vabbè tranquillo vediamo come fare, tu conosci delle persone, tu mi fai dei lavori a casa ed io ti continuo la terapia. Il problema che iniziavano a scemare  le iniezioni. Dal momento in cui finirono i soldi  anche le   iniezioni diminuivano.

 Ma  durante   questa  terapia  lui  chiedeva  di effettuare  degli  esami  diagnostici  dicontrollo?

Si, mio padre faceva anche la chemioterapia se pur a basso dosaggio sempre a Bari. 

Cosa   succede   dal   giugno   2019,   quando   avendo  terminato i soldi suo padre le iniezioni iniziano a diminuire?

Arriviamo a gennaio dove mio padre peggiora, faticava anche a camminare, facciamo degli  esami  riscontrano   del   liquido   nei   polmoni   che   causava   l’affanno. Viene sottoposto ad intervento per drenare il liquido, in un altro ospedale di Bari dove ci aveva inviato lui. Ma mio padre peggiora, con forti dolori al costato per due aghi molto grandi che gli erano stati posti dopo l’intervento. Gli viene eseguito un esame per capire la natura del liquido e si consta che è liquido con cellule tumorali. Questovoleva dire che il tumore non stava regredendo ma prendendo sempre più piede tanto da arrivare ai polmoni. 

Da quel momento l’attività del dottore scompare quasi del tutto. Nell’ultimo mese mio padre peggiorava giorno dopo giorno, ci è venuto a mancare il 09 febbraio 2020. Quel giorno come famiglia ci siamo ritrovati a non poter pagare né il loculo né i funerali per nostro padre. Per i funerali è stata fatta una colletta, per il loculo parenti ed amici hanno effettuato un bonifico sul conto di mio padre.

Come e quando avete deciso di denunciare quanto accaduto?

C’è voluto un po’ di tempo per riprenderci in qualche modo dallo shock, non solo mio padre ma anche noi come famiglia siamo stati in totale sottomissione  psicologica di quell’uomo, quel medico che ci ripeteva ne usciremo vincenti.Vedere mia madre disperata per la perdita di papà, mancanza di soldi, tanto che nei mesi più freddi, a gennaio non aveva neanche più la possibilità di comprarsi un giubbotto, o il non poter fare il funerale come avrebbe voluto all’uomo della sua vita non è stato affatto facile?. Questa cosa la disse mio padre quando aveva terminato i soldi e chiese al dottore se potesse prenderli in farmacia a Foggia. Lui rispose che  in  effetti la scatola  che vedevamo noi non conteneva proprio quel farmaco ma un altro farmaco fatto transitare sotto copertura. In quell’occasione rimarranno ancora più allibiti .

Mi scusi  il farmaco fatto transitare in ospedale sotto copertura? Cioè lui lo prendeva dall’ospedale? 

No , non lo so sicuramente era prescrivibili dopo aver effettuato degli accertamenti personali ,certo le iniezioni inizialmente dovevamo farle in ospedale. 

Perché dopo dove le faceva?

Al caf della compagna, coindagata, dove aveva allestito una piccola stanza con il lettino medico.Questo nell’ultimo periodo, quando mio padre non aveva più soldi ed andava a ristrutturare la sua villa.

Mi scusi ma quando lei si è reso conto che questi farmaci potevano essere pagati dalservizio sanitario cosa avete fatto?

Questa cosa la disse mio padre quando avevaterminato i soldi e chiese al dottore se potesse prenderli in farmacia a Foggia. Lui rispose che  in  effetti la scatola  che vedevamo noi non conteneva proprio quel farmaco ma un altro farmaco fatto transitare sotto copertura. In quell’occasione rimanemmo ancora più allibiti

 Come siete arrivati nello studio legale D’Isidoro?

Tramite un mio carissimo amico, che vedendo ciò che avevo iniziato a fare con un altro avvocato, raggiungere i media far sapere le nostre atroci verità mi consiglio lo studio D’Isidoro.Chi mi segue è l’avvocato Francesca D’Isidoro e Pio Gaudiano, il primo atto è stato quello dell’invio di una lettera, dove è stato denunciato le grandi somme di contanti date al dottore, la lettera viene inviata  sia all’istituto che al dottore. Il 12 novembre vengo denunciato personalmente dal dottore. La lettera era stata fatta solo a nome mio.

Come si è arrivati all’arresto del dottore?

Io non lo sapevo, l’ho saputo dai giornali ricordo che era un sabato.Sul consiglio dei miei difensori, dopo l’invio delle lettere, io sono andato in procura ed ho depositato una denuncia querela.Lei aveva prove? Io ho registrato molte volte il momento in cui venivano dati i soldi, ho iniziato a fare questi video dopo la seconda, terza volta che siamo stati da lui. Oggi io non so nulla, io non sono stato ancora chiamato e tutto ciò che so e perché losto apprendendo dai giornali. Le possiamo augurare di risolvere almeno giuridicamente il problema pur sapendo che non le restituirà suo padre.

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