Barletta:Tentata rapina e sparatoria a Settefrati,la criminalità non aspetta più il permesso dei boss. La nuova generazione vuole fare il salto di qualità
Sotto Natale la criminalità si rimette in movimento. Nel mirino chi maneggia denaro e si sposta per effettuare depositi bancari. Ma dietro l’episodio di Barletta potrebbe emergere un fenomeno ancora più preoccupante: una criminalità giovanile che agisce in autonomia, senza necessariamente fare riferimento ai vecchi equilibri del territorio.
La criminalità non va in vacanza, anzi. Con l’avvicinarsi del Natale, quando aumenta la circolazione di denaro e tante attività commerciali si preparano al periodo economicamente più intenso dell’anno, anche i gruppi criminali sembrano intensificare le proprie attività. Rapine, tentativi di estorsione e assalti a chi trasporta contanti diventano uno scenario che impone una riflessione sulla sicurezza.
Quanto accaduto nel pomeriggio di oggi nel quartiere Settefrati, a Barletta, è un episodio che va ben oltre una tentata rapina. In via Regina Margherita, all’angolo con via Boggiano, nei pressi della filiale della BCC Canosa-Loconia, un tentativo di assalto ai danni di un imprenditore si è trasformato in una sparatoria.
Secondo le prime ricostruzioni, due uomini sarebbero arrivati a bordo di uno scooter con l’intenzione di rapinare l’imprenditore, che stava raggiungendo la filiale bancaria per depositare del denaro. Un’azione che potrebbe essere stata preparata conoscendo gli spostamenti e le abitudini della potenziale vittima.
A terra è rimasto un 25enne barlettano, G.N., ritenuto uno dei presunti autori del tentativo di rapina. Il giovane, trovato con il volto coperto da un passamontagna e una pistola nelle vicinanze, è stato raggiunto da almeno un colpo d’arma da fuoco a un arto inferiore. Soccorso dal 118, è stato trasportato in codice rosso all’ospedale Dimiccoli. Il proiettile avrebbe provocato una lesione all’arteria femorale. Le sue condizioni sarebbero serie, ma non sarebbe in pericolo di vita.
Il secondo presunto rapinatore sarebbe invece riuscito a fuggire, abbandonando il complice ferito sull’asfalto. Sono in corso le ricerche per identificarlo.
Chi ha sparato? È questa la domanda centrale delle indagini. Non è ancora chiaro se a esplodere il colpo sia stato lo stesso imprenditore oppure un’altra persona presente a bordo di un’automobile. Gli investigatori stanno acquisendo le immagini delle telecamere di videosorveglianza della banca e degli esercizi commerciali della zona per ricostruire ogni fase dell’accaduto.
Ma l’episodio di Settefrati apre anche una questione più ampia, che riguarda gli equilibri della criminalità locale e il ruolo delle nuove generazioni.
La criminalità giovanile si muove in autonomia: si sono rotti gli schemi?
C’è un aspetto che merita particolare attenzione: la possibile affermazione di una criminalità giovanile sempre più spregiudicata, pronta a organizzare azioni violente e a muoversi senza necessariamente chiedere il consenso o l’autorizzazione dei tradizionali riferimenti criminali del territorio.
Per anni, in determinati contesti, le attività illecite sono state condizionate da gerarchie, rapporti di forza e regole non scritte. Oggi, almeno in alcuni episodi, sembra emergere un quadro diverso: giovani che potrebbero decidere di agire autonomamente, organizzare rapine, procurarsi armi e tentare di costruire propri spazi di azione criminale.
Naturalmente, sarà compito delle indagini stabilire se dietro quanto accaduto a Barletta vi siano collegamenti con organizzazioni criminali già esistenti oppure se si tratti dell’iniziativa autonoma di singoli soggetti. Non sarebbe corretto anticipare conclusioni che soltanto gli accertamenti potranno confermare.
Ma la domanda resta: si stanno rompendo gli schemi tradizionali della criminalità?
La possibilità che gruppi di giovanissimi decidano di intraprendere attività criminali senza sottostare ai vecchi equilibri rappresenta un elemento di particolare preoccupazione. Non si tratta soltanto di una questione anagrafica, ma di un possibile cambiamento nel modo di organizzare e gestire le attività illecite.
La nuova generazione criminale potrebbe voler compiere un salto di qualità: passare dai reati occasionali ad azioni più strutturate, con obiettivi selezionati, armi e una crescente disponibilità a ricorrere alla violenza.
Il periodo natalizio e il rischio di una nuova escalation
Il periodo che precede il Natale rappresenta tradizionalmente una fase delicata. Imprenditori, commercianti e operatori economici movimentano maggiori quantità di denaro, mentre le attività commerciali registrano un incremento del lavoro.
È proprio in questo scenario che la sicurezza diventa fondamentale. L’episodio di Barletta dimostra quanto possa essere pericoloso un tentativo di rapina compiuto in pieno centro urbano, in una zona frequentata, nei pressi di una banca, di un bar, di un supermercato e della chiesa di San Benedetto.
La pioggia battente non ha impedito agli investigatori di avviare i rilievi e acquisire gli elementi utili alla ricostruzione.
Ora bisognerà capire chi ha sparato, chi fosse alla guida dello scooter, quale fosse il ruolo dei due presunti rapinatori e se l’azione fosse stata pianificata nei dettagli.
Ma soprattutto, sarà importante comprendere se ci si trovi davanti a un episodio isolato oppure a un segnale di un cambiamento più profondo.
Perché il problema non è soltanto la singola rapina. Il problema è una possibile nuova generazione criminale che potrebbe non riconoscere più le vecchie gerarchie, non attendere autorizzazioni e voler conquistare spazio attraverso la violenza.
E quando i vecchi equilibri vengono messi in discussione da giovani criminali sempre più intraprendenti, il rischio per la sicurezza dei cittadini può diventare ancora più difficile da prevedere e contrastare.

