Foggia:Armi destinate agli assalti ai portavalori, nuova ordinanza per Luigi Ferro il 57enne è già in carcere
L’uomo, originario di San Marco in Lamis e noto come “Gino di Brancia”, è coinvolto in una nuova inchiesta della Dda di Bari. Nel mirino degli investigatori un arsenale con un Kalashnikov, un fucile semiautomatico, munizioni da guerra e un giubbotto antiproiettile.

FOGGIA – Nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere per Luigi Ferro, 57 anni, di San Marco in Lamis, conosciuto negli ambienti della criminalità garganica con il soprannome di “Gino di Brancia”. Il provvedimento si inserisce nell’ambito di un’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Bari sulle armi che, secondo l’ipotesi investigativa, sarebbero state destinate a compiere assalti ai portavalori.
Ferro, figura storicamente nota negli ambienti della malavita del Gargano, è già detenuto per altre vicende giudiziarie. La nuova misura cautelare è stata eseguita dalla Polizia di Stato di Foggia, su disposizione della Dda barese, in seguito a un’ordinanza emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bari.
L’arsenale al centro dell’inchiesta
Al centro dell’indagine c’è un arsenale composto da un fucile d’assalto Kalashnikov AK-47, un fucile semiautomatico Beretta, quasi 200 munizioni da guerra e un giubbotto antiproiettile. Secondo la ricostruzione degli investigatori, le armi e il materiale sequestrato sarebbero stati destinati a operazioni criminali contro i mezzi blindati utilizzati per il trasporto di denaro.

Un quadro investigativo che punta a ricostruire la disponibilità delle armi, i possibili collegamenti con gli ambienti della criminalità organizzata del territorio e la loro eventuale destinazione operativa.
Le indagini partite nel 2024
L’inchiesta è stata avviata nel 2024 dalla Squadra Mobile di Foggia e riguarda gli ambienti della consorteria mafiosa Lombardi-Scirpoli-La Torre, riconducibile alla storica organizzazione criminale garganica già conosciuta come clan Romito.
Il gruppo, secondo il quadro investigativo, è attivo in un’area della provincia di Foggia che comprende Apricena, San Severo, San Marco in Lamis e San Giovanni Rotondo, territori da tempo interessati dalle dinamiche della criminalità organizzata del Gargano.
La nuova ordinanza rappresenta un ulteriore sviluppo dell’attività investigativa sul possibile impiego di armi da guerra in assalti ai portavalori, un fenomeno caratterizzato dall’utilizzo di armamenti in grado di mettere a rischio non soltanto gli addetti alla sicurezza, ma anche le forze dell’ordine e i cittadini.
Resta fermo che le contestazioni dovranno essere valutate nelle sedi giudiziarie competenti e che la responsabilità dell’indagato dovrà essere accertata con sentenza definitiva, nel rispetto della presunzione di innocenza.


