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Foggia:Caso Canonico, Marco Lombardi in aula «Mai conosciuto Mustaccioli prima degli arresti». E rivendica la strategia intimidatoria


Processo per le intimidazioni contro l’ex presidente del Foggia Calcio Nicola Canonico: il teste, detenuto nel carcere di Melfi, esclude qualsiasi rapporto con l’imputato e afferma di aver agito personalmente per ottenere un posto di lavoro nel club rossonero. Una deposizione che potrebbe avere un peso nella strategia difensiva.

FOGGIA – Una testimonianza destinata a entrare nel confronto tra accusa e difesa nel processo a carico di Danilo Mustaccioli, 49 anni, foggiano, detenuto dal maggio 2025 e imputato, tra le altre contestazioni, di concorso in tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso, porto e detenzione illegale di armi, incendio e danneggiamento.

Al centro dell’udienza davanti al Tribunale di Foggia, la deposizione di Marco Lombardi, ritenuto dagli inquirenti il regista della strategia intimidatoria ai danni dell’ex presidente del Foggia Calcio Nicola Canonico. Il teste, collegato in videoconferenza dal carcere di Melfi, ha reso dichiarazioni che potrebbero rivelarsi rilevanti per la difesa di Mustaccioli, chiamato a rispondere delle accuse nell’ambito dell’inchiesta coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Bari.

Lombardi è stato indicato dall’avvocato difensore come unico testimone a discarico dell’imputato. Pur avendo la facoltà di non rispondere in quanto coimputato, ha scelto di sottoporsi alle domande del legale e del presidente del collegio giudicante.

«Non ho mai conosciuto Mustaccioli prima degli arresti»

Nel corso di circa venti minuti di deposizione, Lombardi ha escluso categoricamente di aver avuto rapporti con Mustaccioli prima degli arresti del 19 maggio 2025, sostenendo di non averlo mai conosciuto in precedenza.

Il primo incontro, secondo quanto riferito dal teste, sarebbe avvenuto proprio nel carcere di Melfi, dove entrambi si trovavano detenuti. Lombardi ha inoltre precisato che, successivamente, i due sarebbero stati assegnati a sezioni differenti, senza avere ulteriori occasioni di contatto.

Si tratta di dichiarazioni che assumono particolare rilievo nel quadro accusatorio, secondo il quale Mustaccioli avrebbe avuto un ruolo operativo nell’esecuzione di alcuni degli atti intimidatori contestati.

La versione fornita da Lombardi, escludendo qualsiasi rapporto precedente con l’imputato, si pone dunque in contrasto con la ricostruzione investigativa relativa al presunto coinvolgimento di Mustaccioli.

Lombardi: «Ho agito personalmente contro Canonico»

Un altro passaggio significativo della testimonianza riguarda la responsabilità della strategia intimidatoria contro l’allora presidente del Foggia Calcio.

Lombardi ha rivendicato di aver agito personalmente, spiegando di aver sperato di ottenere un’assunzione come magazziniere della società rossonera. Una richiesta che, secondo il suo racconto, sarebbe stata respinta da Nicola Canonico.

Una ricostruzione che attribuisce quindi a una propria iniziativa personale la ragione delle pressioni esercitate sull’ex presidente, senza indicare, nelle dichiarazioni riportate in aula, un coinvolgimento di Mustaccioli.

Resta tuttavia necessario distinguere quanto affermato dal teste dalla ricostruzione complessiva dell’accusa: la deposizione dovrà essere valutata dal Tribunale insieme agli altri elementi acquisiti nel corso del procedimento.

Mustaccioli, dal canto suo, si è sempre dichiarato innocente e ha scelto di affrontare il processo con rito ordinario, diversamente dagli altri tre imputati coinvolti nell’inchiesta.

Cinque episodi intimidatori tra il 2023 e il 2024

L’inchiesta della Dda di Bari riguarda una serie di episodi verificatisi tra giugno 2023 e marzo 2024, che gli investigatori considerano parte di una presunta strategia finalizzata a costringere Canonico a lasciare la presidenza e a cedere la società calcistica.

Secondo l’ipotesi accusatoria, ancora da verificare nelle sedi giudiziarie competenti, Lombardi avrebbe agito per conto del clan Sinesi-Francavilla, nell’ambito della criminalità organizzata foggiana, coordinando una duplice pressione: da un lato una campagna sui social network contro la gestione del club, dall’altro una serie di gravi atti intimidatori.

Gli episodi contestati sono cinque.

Il primo risale al 18 giugno 2023, quando furono esplosi colpi di fucile contro la Jeep del calciatore Davide Di Pasquale, parcheggiata nel piazzale dello stadio Pino Zaccheria.

Il 9 gennaio 2024, a Modugno, venne collocato un ordigno esplosivo davanti all’automobile di Emanuele Canonico, figlio dell’allora presidente e vicepresidente del Foggia Calcio. Il veicolo era parcheggiato nei pressi della sede dell’impresa edile di famiglia.

Nel marzo 2024 si verificarono poi altri tre episodi, tra il 14 e il 16 del mese: incendi o tentativi di incendio ai danni delle automobili di Antonello D’Ascanio, esponente della tifoseria ultras, Giuseppe Severo, segretario generale del club, e Vincenzo Milillo, direttore generale della società.

L’ipotesi della Dda e la posizione della difesa

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Mustaccioli sarebbe stato incaricato da Lombardi di sparare contro l’automobile del calciatore e di incendiare le tre vetture prese di mira nel marzo 2024.

È proprio su questo presunto ruolo operativo che la testimonianza resa in aula potrebbe aprire un ulteriore fronte di confronto processuale. Lombardi ha infatti escluso di aver conosciuto Mustaccioli prima degli arresti e ha rivendicato la responsabilità personale della strategia contro Canonico.

Le sue parole rappresentano un elemento che la difesa potrà sottoporre all’attenzione del collegio giudicante, ma non determinano, da sole, il superamento dell’impianto accusatorio. Sarà il Tribunale a valutare la credibilità delle dichiarazioni e la loro compatibilità con gli altri elementi probatori.

Il processo dovrà quindi chiarire se Mustaccioli abbia effettivamente avuto un ruolo negli episodi contestati oppure se, come sostiene la difesa, il suo coinvolgimento non trovi conferma nelle prove.

La deposizione di Lombardi segna così un passaggio importante nel procedimento: da una parte la ricostruzione investigativa, che individua in Mustaccioli un presunto esecutore materiale di alcuni attentati; dall’altra le dichiarazioni del teste, che esclude rapporti precedenti con l’imputato e si attribuisce personalmente la responsabilità della strategia intimidatoria. Il confronto tra queste due versioni sarà ora rimesso alla valutazione del Tribunale di Foggia.

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