Foggia:Sosta tariffata, gli ex dipendenti ATAF «I numeri raccontati dal Comune non fotografano la realtà»
FOGGIA – La gestione della sosta tariffata torna al centro del dibattito cittadino, anche alla luce dell’ipotesi di una futura internalizzazione del servizio da parte del Comune e del possibile coinvolgimento di ATAF. A intervenire sono ex dipendenti,persone che in passato hanno lavorato in ATAF occupandosi operativamente proprio della gestione della sosta tariffata e che, chi marginalmente chi direttamente, conoscono dati e modalità.Alla alla luce delle recenti dichiarazioni provenienti da Palazzo di Città, sollevano numerosi interrogativi.
«Se si leggono i quotidiani, compreso YouFoggia – affermano gli ex dipendenti – ci rendiamo conto dei numeri,pubblicati negli anni,che in passato furono fatti gestendo la sosta tariffata. Sembra che oggi tutti siano capaci e sappiano come gestire questo servizio, ma la realtà è molto più complessa».
Secondo gli ex dipendenti,uno degli aspetti che maggiormente dovrebbe essere considerato riguarda l’occupazione generata in passato dal servizio.
«Noi davamo occupazione a 98 persone, di cui sette per il lavaggio dei mezzi ATAF,tutte a tempo pieno e con uno stipendio dignitoso. Oggi questa realtà non esiste più. E la cosa che sorprende è che, in qualche modo, questo viene ammesso dai politici senza un minimo di vergogna e di ritegno,sembra che non si rendono conto di ciò che dichiarano,creando delle conseguenze».
L’ipotesi di internalizzazione
L’eventuale scelta del Comune di internalizzare il servizio viene considerata positivamente dagli ex lavoratori, ma con una precisazione: non sarebbe un’operazione semplice e richiederebbe una programmazione adeguata.
«Se si vuole internalizzare la sosta, ben venga. Ma ci saranno seri problemi, perché non sarà facile. Bisogna partire adesso per arrivare preparati alla data prefissata. Non si può pensare di organizzare un servizio di questa complessità all’ultimo momento».
Nello loro ragionamento emerge soprattutto la necessità di affidare la gestione a persone con una conoscenza concreta del settore.
«L’impreparazione e la mancanza di conoscenza delle problematiche della sosta, lo abbiamo visto nell’attuale gestione GPS,quali errori sono stati fatti e come sono stati risolti,come detto possono portare a errori e a una cattiva gestione, con conseguenze anche sul lavoro e sullo stipendio degli addetti al controllo della sosta. Noi avevamo persone che controllavano che verificavano e che incassavano SENZA AMMANCHI ripetiamo SENZA AMMANCHI.
I numeri del parcheggio Russo
Uno dei punti contestati riguarda i dati economici recentemente illustrati sulla gestione della sosta.
Un ex dipendente prende la parola e dichiara “come esempio il parcheggio Russo e le cifre riferite pubblicamente: «È stato dichiarato che il parcheggio Russo avrebbe fruttato a GPS 200mila euro e che il Comune avrebbe incassato 66mila euro. Ma ci rendiamo conto di quello che viene dichiarato? Quando la gestione era affidata ad ATAF, si incassava 25mila euro al mese o 27 mila.In alcuni mesi erano 25mila, in altri 27mila, in altri ancora 22mila».Nonostante ci fosse qualcuno, che faceva il furbo,preso sul fatto da chi effettua i controlli.Pertanto annualmente erano 300 mila e qualcosina in più e non 200 mila.
Il riferimento è anche ai dati complessivi relativi al 2025, secondo quanto riportato dagli ex dipendentei sulla base delle cifre rese pubbliche dal Comune: 2.518.000 euro di incassi lordi della sosta e 839.527 euro di incassi netti per il Comune.
«Anche questi numeri, a nostro giudizio, devono essere analizzati e confrontati con la gestione precedente. Quando la sosta era gestita da ATAF – sostiene – gli incassi complessivi arrivavano a circa 3,2 milioni di euro anno”
Si tratta, dunque, di dati che secondo gli ex dipendenti meriterebbero un confronto puntuale, voce per voce, tra i diversi modelli di gestione, considerando non soltanto gli incassi lordi ma anche costi, personale, investimenti, percentuali riconosciute al concessionario e ricadute occupazionali.
«Non basta fare annunci»
Il tema è tornato al centro dei lavori delle commissioni consiliari, nell’ambito delle discussioni sul futuro del servizio e sulla scadenza dell’attuale rapporto con GPS Global Parking Solutions.
Gli ex dipendenti commentano anche le dichiarazioni del presidente delle Commissioni Affari Generali ed Economia, Mino Di Chiara, che ha manifestato l’intenzione di arrivare alla scadenza con una proposta concreta, “ sono mesi che grida che effettua riunioni ma non fa nulla salvo far prendere il posto a Iorio come assessore”.
«Si parla di arrivare alla scadenza con una proposta fattiva e si ripercorre l’iter del contratto, evidenziando le perplessità già espresse in passato. Ma fare annunci non basta. Come si può organizzare e gestire un servizio del genere se non si conoscono fino in fondo le problematiche operative?».
Il loro appello è rivolto quindi alle istituzioni e alle organizzazioni sindacali.
«Lasciate fare questo lavoro a persone competenti, a chi ha realmente gestito la sosta e ha maturato esperienza sul campo. I sindacati e le organizzazioni sanno chi chiamare . Ci sono persone che conoscono il servizio e che potrebbero dare un contributo».
Il nodo del personale
Per gli ex dipendenti , infatti, la discussione non dovrebbe concentrarsi esclusivamente sui ricavi.
«La sosta non è soltanto una questione di incassi. È anche occupazione, organizzazione e ordine in città. Se si vuole internalizzare il servizio bisogna capire quanti lavoratori serviranno, quali saranno le loro mansioni, come verranno organizzati i controlli e quale sarà il modello gestionale».
Una partita che, secondo gli ex lavoratori ATAF, richiede quindi una pianificazione anticipata e competenze specifiche.
«La sosta porta occupazione utile e ordine. Per questo non si può improvvisare. Bisogna conoscere il settore, studiare i numeri reali e confrontare le esperienze precedenti prima di prendere decisioni».
Le dichiarazioni degli ex dipendenti rappresentano, naturalmente, una valutazione personale basata sulla loro esperienza professionale. I dati economici e i confronti tra le diverse gestioni dovranno essere verificati attraverso la documentazione ufficiale e messi a confronto con le posizioni dell’Amministrazione comunale, di GPS e delle organizzazioni sindacali. Accadrà mai tutto questo?

