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Gargano in fiamme: ogni estate la stessa tragedia, ogni inverno la stessa inerzia

Ancora una volta il Gargano brucia. Ancora una volta il territorio è costretto a fare i conti con incendi che devastano la macchia mediterranea e le pinete, mentre vigili del fuoco, Protezione civile e mezzi aerei sono impegnati in una difficile corsa contro il tempo. E ancora una volta torna una domanda che si ripete puntualmente ogni estate: perché si continua a intervenire solo quando le fiamme sono già divampate?
Due distinti incendi

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stanno interessando il promontorio garganico. Il primo è scoppiato lungo la strada statale 693, all’altezza del chilometro 27+700, dove un vasto fronte di fuoco ha coinvolto la vegetazione mediterranea. Sul posto opera la squadra dei vigili del fuoco di Vico del Gargano, coordinata dal Direttore delle Operazioni di Spegnimento, con il supporto richiesto di un Canadair. Per consentire i lanci d’acqua in sicurezza potrebbe rendersi necessaria anche la temporanea chiusura della statale.

Il secondo rogo interessa invece la pineta Mazzini, in località San Menaio, dove numerosi focolai stanno rendendo particolarmente complesse le operazioni di spegnimento. A coordinare gli interventi è il Dos, tenente Iaco, mentre sono già operativi un elicottero della Protezione civile e una squadra dei vigili del fuoco proveniente da San Giovanni Rotondo. Nelle prossime ore è atteso anche l’arrivo di un Canadair.

Le alte temperature e le condizioni meteorologiche stanno favorendo la propagazione delle fiamme, ma il caldo estivo non può essere considerato una sorpresa. È un fenomeno prevedibile, così come prevedibile è il rischio incendi che, anno dopo anno, interessa il Gargano.

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Eppure, ogni estate si assiste allo stesso scenario. Dopo ogni emergenza arrivano sopralluoghi istituzionali, dichiarazioni, promesse di investimenti e annunci di nuovi piani di prevenzione. Si parla di pulizia dei sottoboschi, manutenzione delle fasce tagliafuoco, controllo del territorio e potenziamento della sorveglianza. Tuttavia, l’anno successivo il territorio si ritrova nuovamente a fare i conti con incendi che mettono a rischio il patrimonio ambientale, le attività economiche e la sicurezza dei cittadini.

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La prevenzione dovrebbe rappresentare il primo strumento di difesa contro gli incendi boschivi. Interventi programmati durante i mesi invernali e primaverili potrebbero contribuire a ridurre il carico di vegetazione secca e a limitare la propagazione delle fiamme. Invece, troppo spesso l’attenzione si concentra esclusivamente sull’emergenza, quando il fuoco è già fuori controllo e l’unica risposta possibile è affidata all’impegno straordinario dei vigili del fuoco, della Protezione civile e dei piloti dei Canadair.

Il Gargano continua così a vivere un’emergenza che, ormai, ha poco di imprevedibile. Ogni incendio riaccende inevitabilmente il dibattito sulla necessità di una strategia di prevenzione stabile ed efficace, capace di affiancare il fondamentale lavoro delle squadre di soccorso. Perché continuare a rincorrere le emergenze significa accettare che questo copione si ripeta, estate dopo estate, con gli stessi danni e le stesse promesse che troppo spesso restano senza seguito.

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