AttualitàEconomiaLavoro

Tata si prende Iveco, i sindacati avvertono: «Niente tagli né chiusure»


Primo confronto tra Tata Motors, Iveco Group e sindacati in vista del tavolo convocato il 13 ottobre al Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Il colosso indiano conferma gli investimenti e assicura attenzione a occupazione, stabilimenti e FPT Industrial. Ma per Uilm e Fismic le garanzie dovranno andare oltre i primi due anni.
Si apre con un confronto diretto tra proprietà, azienda e rappresentanze dei lavoratori la nuova fase legata all’acquisizione di Iveco Group da parte di Tata Motors. Ieri si è tenuto il primo vertice ufficiale tra i vertici del gruppo italiano, i manager del colosso indiano e le organizzazioni sindacali, in vista dell’incontro convocato per il prossimo 13 ottobre al Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Un passaggio interlocutorio, ma considerato particolarmente importante dai sindacati, chiamati a verificare sul campo le intenzioni della nuova proprietà. Tata Motors ha presentato l’operazione come un progetto di espansione e crescita, con l’obiettivo di mettere a fattor comune le competenze e le attività dei due gruppi nel settore dei veicoli commerciali.

Tata conferma investimenti e attenzione agli stabilimenti
Nel corso dell’incontro, Tata ha confermato il piano industriale e gli investimenti già annunciati per il comparto dei veicoli commerciali. Particolare attenzione è stata riservata a FPT Industrial, la divisione specializzata in motori e tecnologie per la mobilità, considerata uno degli asset strategici del gruppo e un patrimonio industriale di particolare rilievo per il territorio torinese.
Sul tavolo anche il futuro degli stabilimenti e dell’occupazione. Secondo quanto riferito dalle organizzazioni sindacali, Tata avrebbe espresso impegni sull’assenza di chiusure degli impianti e sulla salvaguardia della forza lavoro.

«È stato un primo confronto positivo», ha dichiarato Sara Rinaudo, segretario generale di Fismic Confsal. «Valutiamo con favore il riconoscimento da parte di Tata Motors del valore dei lavoratori, delle competenze, degli stabilimenti e della filiera italiana».

Per il sindacato, particolare rilievo assumono gli impegni espressi sull’occupazione e sulla continuità produttiva: «Sono significativi gli impegni espressi sull’assenza di chiusure di stabilimenti e riduzioni della forza lavoro».

Fismic: FPT e filiera italiana sono strategiche
Il confronto ha consentito ai rappresentanti dei lavoratori di mettere sul tavolo anche le priorità per il futuro dell’intero sistema industriale legato a Iveco.
Tra queste, la valorizzazione di FPT Industrial e la salvaguardia della filiera italiana. Il tema non riguarda infatti soltanto i dipendenti direttamente impiegati negli stabilimenti Iveco, ma anche la rete di aziende e fornitori che ruota attorno al gruppo e che rappresenta una componente significativa dell’industria automotive italiana.

Fismic ha inoltre richiamato l’attenzione sulle politiche europee per la transizione energetica, chiedendo una revisione dell’approccio dell’Unione europea al Green Deal e alle regole che interessano il settore automotive.

Uilm: «Due anni non bastano»
Più prudente la posizione della Uilm, che pur registrando positivamente le rassicurazioni arrivate da Tata Motors invita a guardare oltre il breve periodo.
Il nodo centrale è quello delle garanzie sulla continuità industriale. Per il sindacato, infatti, un impegno limitato ai primi due anni successivi all’operazione non sarebbe sufficiente a fornire certezze ai lavoratori e ai territori coinvolti.

La richiesta è quindi quella di costruire un piano di lungo periodo, capace di garantire investimenti, occupazione e permanenza delle attività produttive in Italia anche oltre la prima fase dell’acquisizione.

Il messaggio rivolto alla nuova proprietà è dunque chiaro: le rassicurazioni iniziali rappresentano un punto di partenza, ma dovranno essere accompagnate da impegni strutturali e verificabili nel tempo.

Il 13 ottobre il passaggio decisivo al Mimit
Il prossimo appuntamento sarà il tavolo istituzionale del 13 ottobre al Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Sarà quella l’occasione per entrare maggiormente nel dettaglio del futuro industriale di Iveco, degli investimenti previsti e delle garanzie per i lavoratori.
La partita riguarda un gruppo che rappresenta un pezzo importante dell’industria italiana e una filiera che coinvolge direttamente numerosi territori e aziende dell’indotto.

Il primo confronto con Tata ha quindi prodotto segnali di apertura, ma anche richieste precise. I sindacati chiedono che la continuità industriale non venga considerata da chiudere o da ridimensionare.

Please follow and like us:
icon Follow en US
Pin Share

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *