Puglia: Sanitaservice, la partita delle nomine che misura i nuovi equilibri della politica pugliese
A Bari si apre il confronto sulle società in house. A Foggia il dossier più delicato: la conferma di Angelo Tomaro contrapposta alle ipotesi Massimo Russo
La partita delle nomine nella sanità pugliese si allarga e, con la ripresa dell’attività politica, rischia di diventare uno dei primi veri terreni di confronto interno alla maggioranza guidata da Antonio Decaro. Sul tavolo ci sono gli incarichi nei Comitati di indirizzo e verifica degli Irccs, le caselle ancora da riempire nelle aziende sanitarie e, soprattutto, le società in house che rappresentano uno degli snodi più sensibili tra amministrazione, gestione dei servizi e rapporti politici territoriali.
A Foggia il dossier più delicato è quello di Sanitaservice, la società in house dell’Asl Foggia. E proprio qui la questione amministrativa sembra intrecciarsi con quella politica.
Va però fatta una distinzione importante: allo stato delle informazioni disponibili, non esiste un atto ufficiale che abbia già deciso il cambio ai vertici di Sanitaservice. L’attuale amministratore unico è Angelo Tomaro, nominato nel giugno 2023 dopo la conclusione del mandato di Massimo Russo. La stessa società, nella sezione dedicata agli organi di amministrazione, indica ancora Tomaro come amministratore unico.
È dunque una partita ancora aperta, nella quale le indiscrezioni politiche raccontano soprattutto la ricerca di un nuovo equilibrio.
Il vero peso di Sanitaservice
Per capire perché la nomina di un amministratore unico possa assumere un valore politico superiore alla semplice scelta di un manager, bisogna partire dal ruolo della società.
Sanitaservice è il braccio operativo dell’Asl Foggia per una serie di servizi essenziali. Non si tratta quindi di una partecipata marginale, ma di una struttura che incide concretamente sull’organizzazione della sanità provinciale e sul lavoro di un numero significativo di dipendenti.
La società è stata guidata per sei anni da Massimo Russo, dal 2017 al 2023. Alla scadenza del suo secondo mandato arrivò Tomaro, commercialista e già direttore della Fondazione Turati di Vieste. All’epoca la stampa locale descrisse la sua nomina come il risultato di un’intesa nell’area politica riconducibile all’allora presidente Michele Emiliano e a Raffaele Piemontese.
Oggi, tre anni dopo, quella scelta torna al centro del confronto.
Piemontese e la linea della continuità
Secondo le ricostruzioni politiche circolate nelle ultime settimane, Raffaele Piemontese sarebbe orientato alla conferma di Tomaro.
Il dato politico è interessante anche per un altro motivo. Piemontese non è più l’assessore alla Sanità: nella nuova Giunta regionale presieduta da Antonio Decaro la delega alla Salute è affidata a Donato Pentassuglia, mentre Piemontese è assessore alle Infrastrutture e alla Mobilità.
Il suo peso politico, tuttavia, resta rilevante, soprattutto nell’area foggiana e nel Partito Democratico.
Per questo la conferma di Tomaro, se effettivamente perseguita, non sarebbe soltanto la scelta di un amministratore uscente. Sarebbe anche un segnale di continuità rispetto a un determinato equilibrio politico.
E qui si innesta il ragionamento più delicato: quando un amministratore viene confermato, la sua permanenza può essere letta come la prosecuzione di una linea politica; quando invece viene sostituito, la sostituzione può essere interpretata come il segnale di un nuovo equilibrio.
È proprio questa la ragione per cui la partita di Sanitaservice può diventare molto più importante del singolo incarico.
Il fronte Barone e l’ipotesi Russo
Sul fronte opposto viene indicata la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Rosa Barone.
Barone, esponente storica del M5S nella provincia di Foggia e oggi presidente del gruppo consiliare pentastellato nella precedente legislatura, continua ad avere un ruolo politico significativo nel confronto regionale.
Secondo le ricostruzioni riportate dalla stampa locale, l’alternativa a Tomaro potrebbe essere Massimo Russo, già amministratore unico di Sanitaservice per sei anni.
Russo conosce quindi la macchina dall’interno. La sua esperienza alla guida della società risale al 2017 e si è conclusa nel 2023, quando lasciò l’incarico dopo due mandati.
La sua eventuale candidatura avrebbe dunque un significato preciso: non una rottura radicale con il passato, ma il ritorno di un amministratore che ha già conosciuto struttura, personale e funzionamento della società.
Ma nella partita entra anche un altro politico che in passato appoggio Russo ma adesso fa l’equilibrista.
Le indiscrezioni sulla pressioni di Cusmai sulla Sanitaservice circolano da mesi considerazioni su presunti suoi interessi ad avere un incarico all’interno della società. hanno parlato di una sua possibile inserimento come consulente da affiancare l’amministratore. La stessa ricostruzione sottolinea però che, al momento della pubblicazione, non esisteva alcun atto formale dell’Asl e che si trattava di una partita ancora aperta.
Questo rende il quadro ancora più interessante: Piemontese Barone e Cusmai non rappresentano necessariamente la stessa soluzione politica, ma entrambi testimoniano che attorno alla società si muovono più ipotesi.
E i rapporti tra Emiliano, Piemontese, Cusmai e Decaro?
Qui si trova probabilmente la chiave per leggere l’intera vicenda.
La Puglia ha cambiato presidente: Antonio Decaro è stato proclamato presidente della Regione il 7 gennaio 2026. Michele Emiliano non è oggi consigliere regionale, ma sulle nomine dello stesso Decaro, svolge anche il ruolo di consigliere giuridico della Presidenza.non ufficiale.
Piemontese, invece, è rimasto nella Giunta regionale, ma con deleghe diverse rispetto alla precedente esperienza alla Sanità.
Ne deriva un equilibrio politico completamente nuovo.
Non è più semplicemente la stagione di Emiliano presidente e Piemontese uomo forte della Sanità. Oggi c’è Decaro alla guida della Regione, Emiliano conserva un peso politico e istituzionale importante, mentre Piemontese mantiene un ruolo di primo piano nella Giunta e nel PD.
Le nomine diventano quindi il luogo nel quale si verifica quanto siano realmente solidi questi equilibri.
Sanitaservice, in questo senso è una sorta di termometro politico.
La questione delle assunzioni
C’è poi un secondo elemento che rende particolarmente sensibile la posizione di Tomaro: quello delle procedure di reclutamento del personale.
Nel marzo 2026 Sanitaservice ha nominato le commissioni per le selezioni relative a 28 assunzioni a tempo pieno e indeterminato: 16 ausiliari/pulitori, 9 soccorritori e 3 autisti di ambulanza. Le candidature complessive hanno superato quota 8mila. Le commissioni sono state nominate con determinazioni firmate proprio dall’amministratore unico Angelo Tomaro.La procura della Repubblica di Foggia e la DDA di Bari investigarono,non facendo uscire nulla sulle risultanza.Questo fa capire molto di che rapporti Piemontese ha costruito negli anni.
È un passaggio che merita attenzione proprio perché riguarda una materia politicamente delicatissima: il lavoro.
Su eventuali contestazioni, irregolarità o responsabilità personali occorre però essere estremamente prudenti. La presenza di polemiche o di contestazioni politiche non equivale, di per sé, alla prova di una responsabilità amministrativa o di un illecito. Qualsiasi giudizio su procedure di assunzione deve essere fondato su atti, verifiche e, ove esistano, provvedimenti degli organi competenti.
Il punto politico, invece, è un altro: chi governa una società come Sanitaservice governa anche una struttura che gestisce procedure con un forte impatto sociale e occupazionale.
E questo spiega perché la scelta dell’amministratore sia così contesa.
La domanda vera: chi comanda dopo le nomine?
Alla fine, la domanda non è soltanto chi sarà il prossimo amministratore di Sanitaservice.
La domanda è: quale equilibrio politico emergerà dalla stagione delle nomine?
Se Tomaro venisse confermato, Piemontese potrebbe rivendicare la capacità di mantenere una propria linea e di dare continuità a una scelta compiuta nel 2023.
Se invece Tomaro venisse sostituito, la lettura politica sarebbe inevitabile: il vecchio equilibrio non è più sufficiente e qualcuno ha acquisito la forza necessaria per modificarlo.
È qui che la vicenda assume un significato che va oltre Foggia.
Perché una mancata conferma non dimostrerebbe automaticamente che Piemontese abbia “perso” peso politico. Le nomine sono infatti il risultato di equilibri complessi, procedure societarie e decisioni degli organi competenti. Ma sul piano politico sarebbe difficile non leggere una sostituzione di un amministratore fortemente associato alla sua area come un ridimensionamento della sua capacità di incidere su quella determinata casella.
Al contrario, una conferma di Tomaro sarebbe un segnale altrettanto evidente: la linea della continuità avrebbe prevalso sulle richieste di cambiamento.
Il confronto con De Caro
Il presidente Decaro si trova così davanti a una partita che non può essere considerata esclusivamente foggiana.
La sua leadership dovrà tenere insieme anime diverse della maggioranza, dal PD alle forze progressiste che sostengono il nuovo corso regionale. E il rapporto tra il presidente, Emiliano e Piemontese sarà inevitabilmente osservato proprio attraverso queste scelte.
La vera sfida, dunque, non sarà soltanto decidere chi siederà sulla poltrona di Sanitaservice.
Sarà capire chi avrà la forza politica di proporre un nome, chi avrà quella di bocciarlo e, soprattutto, chi riuscirà a costruire una sintesi senza trasformare ogni nomina in una prova muscolare.
La partita è appena iniziata
La vicenda Sanitaservice arriva in un momento nel quale la politica pugliese deve ancora assestare i nuovi rapporti di forza dopo il cambio della presidenza regionale.
Tomaro, Russo sono i nomi che ruotano attorno alla partita, ma dietro i nomi c’è molto di più: il rapporto tra Foggia e Bari, il peso degli esponenti territoriali, il ruolo del M5S nella maggioranza progressista, la posizione di Piemontese, l’eredità politica di Emiliano e la nuova leadership di Decaro.
Per questo Sanitaservice può diventare il primo vero banco di prova della nuova stagione.
E alla fine, più che chiedersi semplicemente “chi sarà il prossimo amministratore?”, bisognerà chiedersi “chi avrà avuto la forza di decidere?”.
Perché se Tomaro resterà, sarà la conferma della continuità, e sarà la giusta ricompensa della Fedeltà a Piemontese. Se invece lascerà il posto a Russo, o a un altro nome, la politica pugliese dovrà necessariamente interrogarsi sul nuovo equilibrio che quella scelta avrà prodotto.
La partita, insomma, non riguarda soltanto una poltrona. Riguarda il peso delle parole, delle alleanze e degli impegni assunti dentro la nuova maggioranza regionale.

