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Sicurezza, il Viminale: reati in calo nel primo semestre 2026. Omicidi giù del 15%, femminicidi del 37%


ROMA – Diminuiscono i principali reati commessi in Italia nei primi sei mesi del 2026. È quanto emerge dal Dossier Sicurezza del Ministero dell’Interno, che mette a confronto i dati del periodo gennaio-giugno 2026 con quelli dello stesso semestre del 2025. Il quadro delineato dal Viminale evidenzia una riduzione complessiva della criminalità del 10%, con i delitti passati da 1.186.268 a 1.068.240.

A presentare i dati è stato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, secondo il quale la diminuzione riguarda «tutti i delitti a maggior allarme sociale». Tra questi figurano gli omicidi volontari, le violenze sessuali, i furti e le rapine. Il ministro ha inoltre sottolineato come i numeri, a suo giudizio, confermino l’Italia tra i Paesi più sicuri i.

Omicidi in calo del 15,3%
Uno dei dati più significativi riguarda gli omicidi volontari, che nel primo semestre dell’anno sono stati 138, con una diminuzione del 15,3% rispetto allo stesso periodo del 2025.

La riduzione riguarda anche gli omicidi con vittime di sesso femminile. Nei primi sei mesi del 2026 sono state registrate 34 vittime donne, contro le 54 dello stesso periodo dell’anno precedente: una flessione del 37%. Il dato viene indicato dal Viminale anche nell’ambito dell’analisi sui femminicidi.

Il numero, pur segnando un miglioramento rispetto all’anno precedente, mantiene alta l’attenzione sul fenomeno della violenza contro le donne. Parallelamente, infatti, crescono gli strumenti di prevenzione: gli ammonimenti del questore sono stati 4.582, con un incremento del 10,7%. In particolare, quelli per violenza domestica sono aumentati del 24,1%, raggiungendo quota 3.247.

Violenza sessuale: -7,1%
In diminuzione anche le violenze sessuali, che nel semestre sono state 3.142, il 7,1% in meno rispetto allo stesso periodo del 2025. Il dato si inserisce in un quadro generale caratterizzato dalla contrazione dei principali reati considerati dal ministero ad alto impatto sociale.

La flessione non riguarda soltanto i reati contro la persona. I furti sono diminuiti dell’11,4%, mentre le rapine hanno registrato una riduzione del 12,3%. In calo anche le truffe e le frodi informatiche, scese del 9,5%.

Il dato sui femminicidi
Particolarmente rilevante, nel dossier, è il capitolo dedicato alla violenza di genere. La diminuzione del 37% delle vittime femminili di omicidio rappresenta uno dei principali elementi messi in evidenza dal ministero. Ma il dato va letto insieme a quelli relativi alle attività di prevenzione e contrasto, che mostrano un aumento degli interventi per intercettare situazioni di possibile pericolo.

Il quadro restituito dal Viminale è dunque quello di una criminalità complessivamente in diminuzione, ma con fenomeni che continuano a richiedere particolare attenzione. La riduzione statistica degli omicidi e delle violenze sessuali non cancella infatti la gravità dei singoli episodi né la necessità di mantenere alta l’attività di prevenzione.

Un bilancio in chiaroscuro
Il dossier fotografa quindi un primo semestre caratterizzato da un calo generalizzato dei reati. Secondo i dati ministeriali, la diminuzione complessiva raggiunge il 10%, mentre i principali indicatori – dagli omicidi alle rapine, fino alle violenze sessuali – mostrano tutti un andamento negativo.

Numeri che il ministro Piantedosi interpreta come un segnale positivo sul fronte della sicurezza nazionale. Allo stesso tempo, soprattutto per quanto riguarda la violenza sulle donne, la lettura dei dati impone cautela: dietro le percentuali restano persone e vittime, mentre l’aumento degli ammonimenti per violenza domestica indica che il fenomeno continua a rappresentare una priorità per le forze dell’ordine e per le istituzioni.

Il bilancio del primo semestre 2026 consegna così una fotografia complessivamente positiva sul piano statistico, ma che non consente di abbassare la guardia sui reati più gravi e sui fenomeni di violenza di genere

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