Gargano in fiamme, nuovo rogo alle porte di Monte Sant’Angelo: paura per abitazioni e residenza per anziani
Le fiamme avanzano lungo la strada per l’Abbazia di Pulsano. La Provinciale 56 è stata chiusa al traffico. In azione Canadair, elicottero, Vigili del Fuoco e squadre dell’Arif. Al momento non risultano evacuazioni.
MONTE SANT’ANGELO – Il Gargano torna a fare i conti con il fuoco. Un vasto incendio è divampato nella tarda mattinata di oggi, martedì 11 agosto, alle porte di Monte Sant’Angelo, lungo la strada che conduce all’Abbazia di Santa Maria di Pulsano. Un fronte di fiamme esteso ha interessato la vegetazione nell’agro della città, alimentando una densa colonna di fumo visibile anche a diversi chilometri di distanza.
La situazione ha destato particolare preoccupazione per la vicinanza del rogo ai primi insediamenti abitativi. Nell’area interessata si trova inoltre una residenza per anziani, elemento che rende ancora più delicata la gestione dell’emergenza. Al momento non risultano disposte evacuazioni e le operazioni sono concentrate sul contenimento dell’incendio e sulla protezione delle aree maggiormente esposte
Canadair ed elicottero contro il fronte del fuoco
Per contrastare l’avanzata delle fiamme è stato necessario l’intervento dei mezzi aerei. Due Canadair sono stati impegnati nei lanci d’acqua sul fronte dell’incendio, affiancati da un elicottero della Protezione civile. A terra sono operative le squadre dei Vigili del Fuoco, gli uomini dell’ARIF Puglia e gli altri operatori impegnati nelle attività di spegnimento e messa in sicurezza.

La Provinciale 56, la strada che conduce verso Pulsano, è stata temporaneamente chiusa al traffico per consentire lo svolgimento delle operazioni in condizioni di sicurezza. L’invito rivolto alla cittadinanza è quello alla massima prudenza e a evitare di avvicinarsi alla zona interessata dal rogo.
Un’estate difficile per il Gargano
Quello di Monte Sant’Angelo non è un episodio isolato. Il territorio garganico è stato interessato da una sequenza di incendi nelle ultime settimane, con diversi interventi che hanno richiesto l’impiego di squadre a terra e mezzi aerei.
A fine giugno un altro vasto rogo aveva interessato l’area tra Macchia e Monte Sant’Angelo, arrivando a ridosso della viabilità provinciale e rendendo necessario anche l’intervento di un Canadair.
A luglio, invece, le fiamme hanno colpito duramente anche l’area di Peschici, dove un incendio ha interessato le pinete e provocato l’evacuazione di turisti da alcune zone, con interventi proseguiti per ore prima del ritorno della situazione sotto controllo.
Il quadro restituisce dunque l’immagine di un Gargano particolarmente vulnerabile durante questa stagione estiva, con incendi che in più occasioni hanno interessato aree naturali, infrastrutture e zone frequentate da residenti e turisti.
L’ombra dei roghi dolosi
Sul rogo di Monte Sant’Angelo sono emerse anche dichiarazioni particolarmente dure da parte del sindaco Pierpaolo D’Arienzo. Il primo cittadino ha riferito che gli incendi lungo la Provinciale 56 sarebbero partiti da più fronti, circostanza che, se confermata dagli accertamenti, potrebbe far emergere l’ipotesi di un’azione deliberata.
Si tratta, tuttavia, di un’ipotesi che dovrà essere verificata dagli organi competenti. Al momento la priorità resta quella di domare le fiamme e impedire che il fronte possa raggiungere le abitazioni e le altre strutture presenti nell’area.
Il Gargano osserva il fronte delle fiamme
Mentre Canadair ed elicottero continuano a intervenire dall’alto e le squadre a terra lavorano per circoscrivere il rogo, resta alta l’attenzione sulla direttrice verso Pulsano.
L’incendio di oggi riporta ancora una volta in primo piano la fragilità di un territorio di straordinario valore ambientale e paesaggistico, costretto a confrontarsi con una nuova emergenza proprio nel cuore della stagione estiva.
Per ora nessuna evacuazione è stata disposta, ma la presenza delle fiamme a ridosso degli insediamenti abitativi e di una struttura per anziani mantiene alta la soglia di allerta. Le prossime ore saranno decisive per capire se il dispositivo di emergenza riuscirà a contenere definitivamente il fronte del fuoco.

