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Politica:Tra delusioni e nuovi approdi il valzer della politica foggiana verso “Schierarsi”


In politica la coerenza continua a essere uno dei temi più dibattuti. A Foggia, come nel resto d’Italia, il fenomeno dei cambi di casacca e dei nuovi approdi politici sembra destinato a intensificarsi in vista delle prossime elezioni. Il passaggio da un movimento a un altro, spesso motivato da delusioni personali o politiche, alimenta il dibattito sull’effettiva solidità delle appartenenze e sulla credibilità di chi decide di intraprendere nuovi percorsi.
Dalle verifiche effettuate emerge come diversi degli attivisti che oggi guardano con interesse all’associazione Schierarsi, fondata da Alessandro Di Battista, provengano dall’esperienza del Movimento 5 Stelle. Una scelta che, secondo alcuni protagonisti, sarebbe maturata dopo le profonde delusioni legate alle dinamiche interne del M5S, sia sul piano locale, con le vicende politiche foggiane, sia su quello regionale, dove l’alleanza con il Partito Democratico continua a dividere una parte della base storica del movimento.

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Sebbene Schierarsi non sia ancora un partito politico, molti osservatori ritengono che possa rappresentare, in vista delle prossime elezioni politiche, ciò che il movimento del generale Roberto Vannacci rappresenta già nell’area del centrodestra: una realtà capace di intercettare il malcontento, l’astensionismo e quella parte dell’elettorato che non si riconosce più nei partiti tradizionali. Alcuni sondaggi attribuirebbero già al progetto di Di Battista un consenso superiore al 2%, una percentuale significativa per una forza ancora in fase di strutturazione.

L’arrivo di Di Battista a Sant’Agata di Puglia, nei giorni scorsi, per la presentazione del suo libro, considerato da molti una risposta critica alle posizioni espresse da Giuseppe Conte, ha registrato una partecipazione importante. In quell’occasione sono emersi pubblicamente, insieme alla responsabile regionale Antonella Laricchia – ex consigliera regionale ed ex candidata alla presidenza della Regione Puglia, da sempre critica nei confronti del presidente Michele Emiliano e dell’alleanza tra Pd e M5S – anche i tre referenti della “Piazza di Schierarsi” di Foggia, costituita nel 2023 in maniera silenziosa.

Tra questi figurano Marco Papicchio, storico attivista del Movimento 5 Stelle e sostenitore della candidatura unitaria di Giuseppe Mainiero. Una candidatura che, secondo diversi osservatori, non venne sostenuta con convinzione dalle forze politiche interessate e che, se fosse stata perseguita fino in fondo, avrebbe potuto rivelarsi un clamoroso insuccesso elettorale. Oggi Papicchio sembrerebbe guardare anche al centrodestra in vista delle prossime elezioni amministrative, con l’obiettivo di conquistare un seggio in Consiglio comunale.

Accanto a lui c’è Alessio Lusuriello, commerciante e animatore culturale, già vicino all’esperienza civica di ProgettoConcittadino e oggi considerato più distante dalle posizioni del consigliere Antonio De Sabato. Completa il gruppo Antonio Lo Conte, dipendente della Asl, in passato ritenuto vicino all’europarlamentare Mario Furore, ma rimasto fuori dalle scelte relative alla composizione della Giunta Episcopo e dagli incarichi di sottogoverno.

Secondo indiscrezioni, al progetto potrebbero avvicinarsi anche altri ex attivisti pentastellati, tra cui Marcello Mariella, insieme ad altri esponenti provenienti dall’universo grillino.

Resta ora da capire quale sarà il reale peso di questa nuova realtà politica in Capitanata. Il progetto riuscirà a trasformarsi in una proposta credibile per una città che continua a cercare una prospettiva di rilancio oppure rappresenterà soltanto l’ennesima frammentazione di un quadro politico già fortemente diviso?

Una cosa appare evidente: in vista dei prossimi appuntamenti elettorali tutti cercano nuovi spazi politici. Da una parte Roberto Vannacci continua a raccogliere adesioni nell’area del centrodestra; dall’altra Alessandro Di Battista utilizza anche il tour di presentazione del suo libro per misurare il consenso e verificare quante persone siano pronte a seguirlo in una nuova avventura politica.

La sensazione è che il tradizionale schema dei partiti stia lasciando spazio a una fase di forte mobilità politica, nella quale molti amministratori, attivisti ed ex dirigenti sembrano pronti a cambiare collocazione pur di trovare una nuova occasione di protagonismo. Saranno gli elettori, come sempre, a stabilire se questi cambiamenti rappresentino un’autentica evoluzione politica o soltanto l’ennesimo cambio di bandiera.

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