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Milano:Addio a don Antonio Mazzi, il prete che ha restituito speranza a migliaia di giovani


Si è spento all’età di 96 anni don Antonio Mazzi, sacerdote, educatore e fondatore della Fondazione Exodus, la realtà che da oltre quarant’anni rappresenta un punto di riferimento nell’accoglienza e nel recupero dei giovani segnati da dipendenze, emarginazione e disagio. Con la sua scomparsa l’Italia perde una delle figure più autorevoli e coraggiose dell’impegno sociale, un uomo che ha fatto della vicinanza agli ultimi la missione di un’intera esistenza. I funerali saranno celebrati lunedì alle ore 15 nella Basilica di Sant’Ambrogio a Milano.
Fino agli ultimi istanti della sua vita, don Mazzi è rimasto fedele al suo stile: quello di un padre che non voleva essere lasciato solo dai suoi ragazzi. Nelle ultime settimane, segnate da ricoveri e da un progressivo peggioramento delle condizioni di salute, aveva espresso un unico desiderio: avere accanto la sua famiglia di Exodus. Un desiderio che è stato esaudito. Nella cascina che da anni rappresenta il cuore della comunità, collaboratori, educatori e giovani sono rimasti al suo fianco, accompagnandolo con discrezione e affetto.

Anche ieri sera aveva condiviso con loro momenti di quotidianità, guardando la televisione e informandosi sui progetti in corso. Questa mattina, poi, la crisi definitiva. Quando i medici hanno suggerito la sedazione, la comunità si è stretta ancora di più intorno a lui, in un silenzioso abbraccio che racconta meglio di qualsiasi parola il legame costruito in decenni di vita spesa per gli altri.

Don Antonio Mazzi non è stato soltanto un sacerdote. È stato un educatore capace di guardare oltre gli errori e le fragilità delle persone. Ha insegnato che nessun giovane è un caso perduto e che dietro ogni storia difficile esiste sempre una possibilità di rinascita. La sua pedagogia era fatta di ascolto, responsabilità, lavoro e fiducia, ma soprattutto di una convinzione incrollabile: non giudicare mai chi cade, bensì aiutarlo a rialzarsi.

Con la Fondazione Exodus ha costruito una rete di comunità educative che ha restituito dignità e futuro a migliaia di ragazzi e alle loro famiglie, diventando un modello riconosciuto di inclusione e recupero. La sua voce, spesso controcorrente, non ha mai smesso di richiamare istituzioni e società civile alla responsabilità educativa, ricordando che dietro il disagio giovanile ci sono sempre solitudine, povertà affettiva e mancanza di opportunità.

La sua eredità va ben oltre le opere realizzate. Resta l’esempio di un uomo che ha scelto di vivere accanto agli ultimi, condividendone fatiche e speranze, senza mai perdere la fiducia nell’essere umano. Una testimonianza di fede concreta, vissuta nelle periferie dell’esistenza, dove per oltre quarant’anni ha dimostrato che l’accoglienza, il dialogo e l’amore possono cambiare il destino di una persona.

Con don Antonio Mazzi se ne va un sacerdote che ha saputo trasformare il Vangelo in gesti quotidiani e che ha lasciato un segno profondo nella storia dell’educazione e del volontariato italiano. Ma resta il patrimonio più prezioso della sua vita.

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