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Maturità 2026, l’esame cambia volto: dalle tracce emerge la svolta culturale voluta dal Ministero


Niente Pirandello, niente Intelligenza Artificiale, niente celebrazioni per gli ottant’anni della Repubblica italiana. Le previsioni della vigilia sono state completamente smentite e i circa 37mila maturandi pugliesi, di cui oltre 12mila nel Barese, hanno scoperto all’apertura del plico elettronico una Maturità profondamente diversa da quella immaginata.
Il cambiamento, tuttavia, non riguarda soltanto i contenuti delle tracce. L’edizione 2026 segna infatti una svolta significativa nell’impostazione dell’esame finale delle scuole superiori. La prova torna ufficialmente a chiamarsi “Maturità”, abbandonando la denominazione di “Esame di Stato”, ma soprattutto inaugura un modello che punta meno sulla semplice memorizzazione di nozioni e più sulla capacità di interpretare, argomentare e collegare conoscenze diverse.

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La riforma si traduce in un esame più snello, con un numero ridotto di materie e un ruolo più centrale affidato al colloquio orale. Una trasformazione che richiede agli studenti un diverso approccio allo studio: non più accumulare informazioni, ma sviluppare spirito critico, autonomia di giudizio e competenze comunicative.
Le sette tracce proposte per la prima prova scritta sembrano confermare pienamente questa filosofia. Nelle due analisi del testo, gli studenti si sono confrontati con la poesia “Passerò per piazza di Spagna” di Cesare Pavese e con un brano tratto da “I piaceri” di Vitaliano Brancati. Due autori che invitano a riflettere sull’identità personale, sui sentimenti e sul rapporto tra individuo e società, privilegiando l’interpretazione rispetto alla mera conoscenza biografica degli scrittori.

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Ancora più evidente appare il filo conduttore nelle tracce argomentative. Il discorso di insediamento del presidente Giuseppe Saragat all’Assemblea Costituente richiama il valore delle istituzioni democratiche e della partecipazione civica. Il testo del sociologo Frank Furedi, “I confini contano. Perché l’umanità deve riscoprire l’arte di tracciare frontiere”, affronta invece un tema di forte attualità, spingendo gli studenti a riflettere sul delicato equilibrio tra globalizzazione, identità e sicurezza. Infine, l’estratto dal libro “Alzarsi all’alba” di Mario Calabresi propone una riflessione sul valore dell’impegno, della responsabilità e della costruzione del proprio percorso di vita.
A emergere è quindi un tema comune: il cambiamento. Un cambiamento che attraversa sia la struttura dell’esame sia i contenuti delle tracce. Gli studenti sono chiamati a confrontarsi con una società in trasformazione, con nuove sfide culturali e sociali, ma anche con la necessità di sviluppare strumenti critici per interpretare la realtà.
La Maturità 2026 segna dunque l’inizio di una nuova fase. Non basta più conoscere; occorre comprendere, analizzare e prendere posizione. Una sfida impegnativa per i maturandi, ma anche un segnale chiaro della direzione intrapresa dalla scuola italiana: formare cittadini consapevoli, capaci di leggere il presente e affrontare il futuro con maggiore autonomia e senso critico.

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