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Furti sacrileghi, la criminalità non risparmia più nulla: rubata persino la spada di San Michele Arcangelo


Ormai la criminalità non conosce più limiti. Non vengono colpiti soltanto cittadini, attività commerciali o beni materiali di valore economico, ma anche luoghi simbolo della fede e della spiritualità. Un fenomeno che lascia amarezza e indignazione, perché evidenzia una crudeltà sempre più diffusa: i criminali oggi rubano davvero di tutto, persino oggetti sacri custoditi nelle chiese e legati alla devozione popolare.
È quanto accaduto alla chiesa di Santa Maria della Misericordia di Foggia, conosciuta da tutti come la “chiesa dei Morti”, dove nei mesi scorsi era stata trafugata la storica spada di San Michele Arcangelo. Un gesto grave, che ha ferito profondamente la comunità religiosa e i tanti fedeli legati a quel luogo di culto.
Ma davanti a tanta amarezza è arrivato anche un segnale di speranza. Un benefattore, che ha scelto di restare anonimo, ha deciso di donare una nuova spada dedicata a San Michele Arcangelo, restituendo così alla chiesa un simbolo importante di fede e tradizione.
La nuova riproduzione è stata benedetta durante una celebrazione eucaristica molto partecipata, nella ricorrenza della seconda apparizione di San Michele Arcangelo sul Gargano, momento particolarmente sentito dai devoti che si affidano alla protezione dell’Arcangelo.
La spada è stata realizzata dal maestro del ferro Giuseppe Ricucci, riconosciuto “maestro artigiano” dalla Regione Puglia. Nel suo laboratorio di Monte Sant’Angelo, dove è conosciuto come “il fiorentino”, Ricucci forgia rigorosamente a mano manufatti di arte sacra, seguendo le antiche tecniche tramandate dai grandi maestri del ferro battuto.
Si tratta di un dono prezioso per la comunità Magnificat Dominum, che custodisce la chiesa di piazza del Purgatorio e che, dal 2014, ha restituito il sito alla piena fruibilità dei fedeli e dei visitatori.
“Questa è una rettoria che non è mai stata sconsacrata”, ha ricordato Franca Palese prima della celebrazione. Guida turistica e referente culturale della chiesa, negli ultimi dodici anni ha accompagnato migliaia di visitatori alla scoperta del luogo sacro. Palese ha rispettato la volontà del benefattore, mantenendone segreta l’identità, ma ha raccontato che l’uomo, oltre sette anni fa, durante una visita guidata, rimase profondamente colpito dall’appello lanciato per sostenere la chiesa e dalla notizia del furto della spada.
Una vicenda che dimostra come, accanto alla brutalità di chi profana e ruba anche gli oggetti sacri, esista ancora una parte della società capace di compiere gesti autentici di generosità e amore verso la comunità.

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