AttualitàPoliticaPuglia

Foggia:Il Partito Democratico cannibalizza il campo largo vittoria totale mascherata da alleanza in Capitanata

Lo spoglio per il rinnovo del Consiglio provinciale di Foggia consegna un quadro politico che, pur nella frammentazione delle liste, conferma una dinamica ormai ricorrente: le alternanze interne e le diverse anime del centrosinistra – in particolare quelle riconducibili al Partito Democratico – continuano a prevalere, mantenendo un ruolo centrale negli equilibri istituzionali della Capitanata.
Il cosiddetto “campo largo” si afferma come prima forza consiliare con quattro eletti: Angela Fazi, Anna Rita Palmieri, Mario Dal Maso e Michele Merla. Una composizione che riflette chiaramente il peso del Pd, capace di esprimere tre dei quattro consiglieri, affiancato dal contributo del Movimento 5 Stelle. È proprio questa alleanza, pur con differenze interne, a rappresentare l’asse portante della nuova maggioranza.
Accanto al campo largo, la lista civica del presidente “La Provincia sei tu” mantiene una posizione rilevante con tre seggi, confermando la propria capacità di radicamento soprattutto nei piccoli centri e in alcune fasce demografiche strategiche. In questo spazio civico si gioca una parte importante delle dinamiche di equilibrio, spesso determinanti per la tenuta della maggioranza.
“Insieme per la Capitanata” si ferma a due seggi, mentre sul fronte del centrodestra si registra una crescita di Fratelli d’Italia, che raddoppia la propria rappresentanza portandola a due consiglieri. Più contenuto il risultato di Forza Italia, che elegge un solo rappresentante, decisivo grazie al peso del voto del capoluogo.
Un dato politicamente significativo riguarda la continuità: cinque consiglieri uscenti su sette sono stati rieletti, segno di una struttura politica locale che tende a consolidarsi più che a rinnovarsi. Allo stesso tempo, la presenza di un solo sindaco in consiglio, Michele Merla, evidenzia una rappresentanza amministrativa limitata rispetto al totale degli enti locali coinvolti.
L’affluenza, pari all’84,7%, mostra un sistema elettorale provinciale ancora partecipato, soprattutto nei comuni medio-grandi, mentre nei piccoli centri si registra una leggera flessione. Interessante anche la distribuzione del consenso: il campo largo domina nella maggior parte delle fasce demografiche, ma le civiche del presidente prevalgono nei comuni più piccoli e in quelli tra 10mila e 30mila abitanti, confermando una geografia politica articolata.
Quanto alla composizione complessiva del Consiglio provinciale, essa riflette un equilibrio tra il blocco progressista (campo largo), le liste civiche e un centrodestra in ripresa ma ancora minoritario. Il presidente della Provincia non viene eletto direttamente in questa tornata, poiché il voto riguarda solo il rinnovo del Consiglio: resta quindi in carica il presidente in essere, salvo eventuali cambiamenti futuri legati a nuove elezioni o dinamiche politiche interne.
In definitiva, il risultato evidenzia come le diverse correnti e alleanze interne al centrosinistra – con il Pd come perno – continuino a prevalere, adattandosi ai territori e alle liste civiche, più che attraverso una contrapposizione netta con gli avversari. È una vittoria che parla di equilibrio, più che di dominio, e che lascia aperti spazi di competizione nei prossimi appuntamenti elettorali.

Please follow and like us:
icon Follow en US
Pin Share

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *