Foggia:Capitanata, cambia l’asse del potere Giuseppe Nobiletti consolida la guida, Raffaele Piemontese perde centralità
Il risultato delle elezioni provinciali di Foggia racconta molto più di una semplice distribuzione di seggi: segna, soprattutto, la capacità di Giuseppe Nobiletti di consolidare e rendere credibile un progetto politico che fino a poco tempo fa veniva considerato fragile o di transizione.
Nobiletti esce da questa tornata con un dato politico chiaro: pur non controllando direttamente il maggior numero di consiglieri, riesce comunque a mantenere il baricentro dell’amministrazione provinciale. È il segno di una leadership costruita più sulla rete degli amministratori locali e sulle liste civiche che su un dominio numerico puro. La sua lista, “La Provincia sei tu”, tiene, resiste e in alcune fasce territoriali addirittura prevale, dimostrando che il suo progetto ha radici concrete nei territori.
Dall’altra parte, Raffaele Piemontese si trova davanti a un paradosso politico difficile da ignorare. Forte di una lunga esperienza e di un peso consolidato in Capitanata, dispone ancora di leve politiche e di una rappresentanza consiliare più ampia nell’area di centrosinistra. Eppure, ancora una volta, non riesce a ribaltare l’assetto del potere provinciale. Nobiletti resta al comando.
È proprio questo il punto: i numeri, da soli, non bastano più. Il voto degli amministratori locali sembra indicare una lenta ma evidente erosione dell’influenza di Piemontese. Dopo oltre un decennio di centralità politica, emergono segnali di stanchezza e di autonomia nei territori. Sindaci e consiglieri comunali del centrosinistra appaiono meno allineati, più inclini a costruire percorsi alternativi, spesso proprio sotto l’ombrello civico di Nobiletti.
La domanda che si apre ora è inevitabile: lo scontro tra Nobiletti e Piemontese è destinato a chiudersi o è solo all’inizio di una nuova fase? Perché se è vero che Piemontese mantiene ancora un peso rilevante, è altrettanto evidente che non riesce più a esercitare quel controllo pieno che in passato gli permetteva di determinare gli equilibri senza resistenze.
In questo scenario si inseriscono anche le dinamiche interne, fatte di fedeltà, attese e compensazioni. Figure come Rosario Cusmai diventano centrali: i cosiddetti “delfini” di Piemontese attendono riconoscimenti concreti, sia in chiave provinciale che regionale. Il tema delle ricompense politiche sarà uno dei banchi di prova per capire quanto il sistema costruito negli anni reggerà ancora.
Il risultato elettorale, infatti, non certifica solo una vittoria amministrativa, ma apre una fase nuova: il potere in Capitanata non è più monolitico. Scricchiola, si frammenta, si ridefinisce. E mentre Nobiletti dimostra di saper governare anche senza egemonia numerica, Piemontese è chiamato a decidere se rilanciare lo scontro o ripensare profondamente la propria strategia.
La partita, insomma, è tutt’altro che chiusa. Ma per la prima volta dopo anni, non è più scontato chi abbia davvero il controllo del gioco.

