Foggia non dimentica: il silenzio per Dino Carta,rompe l’ombra dell’omertà
La città di Foggia si prepara a vivere un momento di forte partecipazione civile e umana per ricordare Dino Carta, il 42enne ucciso a colpi di pistola lo scorso 13 aprile mentre usciva con il cane. Un delitto che ha profondamente scosso la comunità e che, a distanza di giorni, resta ancora senza risposte concrete.
Le indagini, infatti, non hanno finora portato a sviluppi significativi. Un vuoto investigativo che alimenta inquietudine e domande tra i cittadini, mentre il dolore della famiglia e degli amici si unisce a un senso diffuso di insicurezza.
In questo contesto, le parole del procuratore Infante — “chi sa, si faccia avanti” — assumono un significato preciso ma anche complesso. Si tratta di un appello pubblico rivolto a chiunque possa aver visto o sentito qualcosa di utile alle indagini, anche dettagli apparentemente marginali. È un invito alla collaborazione civica, spesso decisiva in casi dove le prove dirette scarseggiano. Allo stesso tempo, però, questa dichiarazione evidenzia implicitamente una difficoltà investigativa: l’assenza di testimoni o di elementi sufficienti per ricostruire con chiarezza quanto accaduto.
Proprio per reagire a questo clima di incertezza, la città si mobilita. Lunedì 20 aprile, alle ore 20, è previsto un corteo serale nato spontaneamente dall’iniziativa di amici, conoscenti e cittadini. Il ritrovo sarà in via Caracciolo, nei pressi dell’abitazione di Carta e del luogo dell’agguato. Da lì, il corteo attraverserà alcune strade cittadine fino a concludersi con un momento di raccoglimento in chiesa.
L’iniziativa non è solo un gesto simbolico di vicinanza alla famiglia, ma rappresenta anche una presa di posizione collettiva: un modo per chiedere verità e giustizia, per non lasciare che il caso cada nell’oblio. Il silenzio previsto durante la manifestazione sarà carico di significato, espressione di rispetto ma anche di una domanda forte rivolta alle istituzioni e a chiunque possa contribuire a fare luce sull’omicidio.
In una città ferita, la partecipazione attesa al corteo diventa così un segnale importante: la comunità non intende voltarsi dall’altra parte, ma vuole restare unita nel ricordo di Dino Carta e nella ricerca della verità.

