Roseto Valforto(FG):Un paese isolato,la voragine che inghiotte un paese e denuncia l’abbandono delle aree interne
Una ferita profonda nel territorio e nella quotidianità di un’intera comunità: è quanto accaduto a Roseto Valfortore, piccolo centro dei Monti Dauni, dove una violenta ondata di maltempo ha provocato il crollo di una parte della carreggiata, aprendo una voragine che ha di fatto isolato il paese.
Da oltre 48 ore pioggia incessante e vento hanno messo a dura prova il territorio, già fragile per conformazione e altitudine. Poi, nella serata di ieri, alle 21:05, il momento più critico: sotto gli occhi attoniti della sindaca Lucilla Parisi, dei tecnici comunali e dei volontari della protezione civile, una porzione della strada ha ceduto improvvisamente, sgretolandosi e lasciando dietro di sé un vuoto che oggi rappresenta un confine invalicabile.
La situazione è resa ancora più grave dal fatto che le principali vie di accesso erano già state chiuse in via precauzionale. La strada provinciale 129, che collega Roseto Valfortore a Biccari, era stata interdetta al traffico già nelle ore precedenti, così come diverse strade comunali, chiuse con ordinanza sindacale per motivi di sicurezza. Il crollo ha quindi completato un isolamento totale: circa mille abitanti si trovano ora impossibilitati a entrare o uscire dal paese.
Le conseguenze di un evento del genere sono molteplici e preoccupanti. L’isolamento non è soltanto geografico, ma diventa rapidamente anche sociale ed economico. I residenti rischiano di rimanere senza approvvigionamenti essenziali, con difficoltà nell’accesso a cure mediche, servizi e beni di prima necessità. Le attività economiche, già fragili in un piccolo centro montano, subiscono un duro colpo, mentre eventuali emergenze diventano più difficili da gestire.
La sindaca Parisi ha espresso tutta la sua mortificazione per quanto accaduto, sottolineando la gravità del danno e il senso di impotenza di fronte a una situazione che mette in ginocchio un’intera comunità. Un cedimento di questa portata non è solo un problema infrastrutturale: è un segnale evidente della vulnerabilità del territorio e della necessità di interventi strutturali urgenti per la messa in sicurezza delle aree interne.
Il caso di Roseto Valfortore riaccende i riflettori su una questione spesso trascurata: la fragilità delle infrastrutture nei piccoli comuni montani e il rischio crescente legato agli eventi climatici estremi. Senza interventi tempestivi e adeguati, episodi come questo rischiano di diventare sempre più frequenti, con conseguenze drammatiche per comunità già esposte allo spopolamento e all’isolamento.
Oggi Roseto Valfortore è un paese sospeso, in attesa di soluzioni rapide e concrete. Ma la voragine che si è aperta nella sua strada principale è anche simbolo di un problema più grande, che riguarda l’intero territorio e il futuro delle aree interne del Paese.

