Maxi operazione antidroga a Foggia: nove arresti, colpito il clan Trisciuoglio-Tolonese
I Carabinieri della Compagnia di Foggia hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale di Foggia, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di nove indagati, ritenuti responsabili a vario titolo e in concorso dei reati di traffico, detenzione illecita e spaccio di sostanze stupefacenti.
Il provvedimento dispone tre arresti in carcere e sei agli arresti domiciliari. Tra i destinatari della misura figurano esponenti di spicco della criminalità locale: arrestato il presunto boss Raffaele Tolonese, detto “Rafanill”, ritenuto capo del clan Trisciuoglio-Tolonese, insieme al figlio Leonardo Tolonese, 39 anni, e al genero Rocco Soldo, 46 anni.
Completano il quadro degli arrestati Ciro Spinelli, 40 anni, Stefano Mucciarone, Lucio Mucciarone e Mario Mucciarone, rispettivamente di 45, 50 e 61 anni, nonché Nicola Lepore, 62 anni, e Michele Bozza, 50 anni, residente a Grottaminarda.
L’ordinanza è stata emessa all’esito degli interrogatori preventivi, il cui decreto di fissazione era stato notificato lo scorso 15 dicembre. Il provvedimento si inserisce in un più ampio procedimento penale che, nella stessa data, aveva già portato all’esecuzione su tutto il territorio nazionale di un’altra ordinanza di custodia cautelare nei confronti di ulteriori 24 persone (19 in carcere e 5 ai domiciliari), indagate per i medesimi reati.
L’attività investigativa, condotta dall’Arma dei Carabinieri da maggio 2024 ad aprile 2025, ha complessivamente portato all’emissione di misure cautelari nei confronti di 33 indagati. Le indagini hanno consentito di documentare una florida attività di spaccio di cocaina e hashish nel comune di Foggia, destinata alla successiva cessione a terzi e non limitata all’uso personale.
Gli investigatori sono riusciti a ricostruire i canali di approvvigionamento dello stupefacente, che sarebbe stato acquistato da un referente di nazionalità albanese operante a Foggia, attraverso l’intermediazione di connazionali residenti nel Nord Italia. È stato inoltre accertato che le sostanze venivano scaricate presso un’autodemolizione del capoluogo dauno, successivamente stoccate in diversi box auto e infine consegnate direttamente a domicilio agli acquirenti.
Nel corso delle indagini è emersa anche la frequente violazione, da parte di uno degli indagati, della misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel comune di Orta Nova.
Il complesso degli elementi raccolti, valutati anche in sede di interrogatorio preventivo, ha indotto l’autorità giudiziaria a ritenere sussistenti le esigenze cautelari nei confronti dei nove indagati, rafforzando il quadro indiziario delineato dall’articolata attività investigativa condotta dai Carabinieri sotto il costante coordinamento della Procura della Repubblica di Foggia.
Il procedimento penale si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari. Gli indagati, la cui posizione è al vaglio dell’Autorità Giudiziaria, non possono essere considerati colpevoli fino a eventuale sentenza di condanna definitiva.

