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A San Severo il silenzio non è neutrale

A San Severo, in politica, il silenzio non è mai casuale. È una scelta. E come tutte le scelte, produce conseguenze.

Da settimane la città vive una fase di sospensione: problemi irrisolti, tensioni evidenti, cittadini disorientati. Eppure, da Palazzo Celestini e dai principali protagonisti politici, le parole arrivano col contagocce. Nessuna presa di posizione chiara, nessuna spiegazione completa. Solo atti isolati, come la recente conferenza stampa di due esponenti di Fratelli d’Italia con i cittadini: un gesto apprezzabile, ma insufficiente a colmare un vuoto politico che resta enorme.

In questo scenario, un’immagine ha finito per dire più di mille comunicati ufficiali. Una fotografia, circolata in settimana, che ritrae insieme Giandonato La Salandra, onorevole di Fratelli d’Italia, Luigi Marino e Marsano. Uno scatto apparentemente innocuo, ma che, nel contesto sanseverese, diventa inevitabilmente politico.

Luigi Marino uomo da sempre di sinistra. Per anni è stato legato a Miglio e all’area della sinistra cittadina. Poi, con le ultime elezioni, il cambio di campo: l’appoggio a Lidia Colangelo, candidata sostenuta da Fratelli d’Italia, nonostante una storia politica che affonda le radici proprio a sinistra. Una scelta che già allora aveva sollevato perplessità, perché simbolo di quelle trasversalità che, se non spiegate, alimentano solo confusione.

Accanto a lui, Marsano. Una figura che, pur senza incarichi ufficiali, viene indicata da più parti come presenza costante e influente nelle scelte politiche che hanno riguardato la Colangelo. Un ruolo “dietro le quinte”, mai formalizzato, ma percepito come determinante. Non dentro il Comune, ma – si dice – sempre vicino al centro delle decisioni.

E allora la domanda è inevitabile: cosa rappresenta quella fotografia?
Cosa ci faceva Giandonato La Salandra insieme a queste figure centrali – seppur informali – della politica locale? Era un incontro casuale o l’espressione di un dialogo politico più ampio, che però non viene raccontato alla città?

In una fase in cui nessuno parla, ogni gesto assume un peso maggiore. E quando la politica sceglie il silenzio, non può stupirsi se i cittadini iniziano a leggere tra le righe, a interrogarsi, a dubitare. Perché il silenzio, soprattutto in politica, non è mai neutrale: o protegge qualcuno, o evita di assumersi responsabilità.

San Severo oggi non ha bisogno di fotografie enigmatiche né di alleanze che si intuiscono ma non si spiegano. Ha bisogno di chiarezza. Ha bisogno che chi rappresenta le istituzioni – a ogni livello – dica apertamente quale direzione sta prendendo questa città e con chi.

Perché se la politica smette di parlare ai cittadini, saranno le immagini, i retroscena e le voci a farlo al suo posto. E questo, per una comunità già stanca e disillusa, è forse il segnale più preoccupante di tutti.

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