Libri scolastici: Aumenti oltre il tasso di inflazione previsto
Con l’inizio del nuovo anno scolastico, torna la consueta corsa agli acquisti per studenti e famiglie. Tuttavia, quest’anno la spesa per i libri scolastici presenta un aumento significativo, che preoccupa le famiglie italiane. Secondo le stime dell’Unione Nazionale Consumatori, i prezzi dei libri scolastici sono aumentati del 2,8% rispetto al 2023, un dato che supera il tasso di inflazione programmato, fissato all’1,8% per la scuola primaria e secondaria di primo grado.
Le cifre sono chiare: la spesa media per i libri scolastici si attesta a circa 580 euro per gli studenti delle scuole medie e 1.250 euro per quelli delle scuole superiori. L’aumento dei prezzi non riguarda solo i libri, ma anche il materiale scolastico: penne e matite sono aumentate del 6,9%, mentre i quaderni hanno visto un incremento del 20,3%. In generale, dal 2021 a oggi, gli aumenti sono stati notevoli: penne e biro +24,2%, quaderni +20,3% e libri scolastici +14,4%.
L’Antitrust, nei mesi scorsi, ha messo sotto accusa l’editoria scolastica, puntando il dito contro il crescente costo dei libri, la scarsità di concorrenza nel settore, le difficoltà legate al mercato dell’usato e le limitazioni sugli sconti. Inoltre, l’alto costo dei libri non riguarda solo i testi obbligatori, ma anche i dizionari e i cosiddetti “libri facoltativi”, spesso costosi e non sempre utili.
Un aumento che si fa sentire particolarmente per le scuole superiori, dove la variazione dei prezzi raggiunge il 6,7% rispetto al 2023 e l’11,9% rispetto al 2022, un dato che supera ampiamente il tasso di inflazione generale, che è stato pari al 2,9% nel 2024 e al 9% nel 2023.
La situazione, dunque, si presenta tutt’altro che semplice per le famiglie italiane, costrette a fare i conti con un rincaro che non accenna a fermarsi. In questo scenario, la questione del mercato dell’usato, che potrebbe rappresentare una via d’uscita per molte famiglie, rimane centrale. Tuttavia, come sottolineato dall’Antitrust, la difficoltà di accesso e la limitata disponibilità di libri usati fanno sì che questa opzione non sia sempre facilmente praticabile.
In conclusione, la questione del caro libri scolastici non è solo una preoccupazione per il bilancio delle famiglie, ma anche un tema che solleva interrogativi sulla concorrenza nel settore editoriale, sul supporto al mercato dell’usato e sulla necessità di politiche di contenimento dei prezzi, in un momento in cui l’inflazione continua a incidere sulla vita quotidiana degli italiani.

