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Centrodestra in Puglia: quale strategia utilizzerà,continuerà con le divisioni interne o lascerà decidere a chi non ha meriti ?

Centrodestra in Puglia: una sconfitta annunciata tra errori strategici, divisioni interne e candidati calati dall’alto
Dalle Comunali di Foggia a San Severo ,Manfredonia per ultimo Orta Nova,fino alle Regionali di cinque anni fa,una coalizione che sembra fare di tutto per perdere

Il centrodestra in Puglia sembra aver sviluppato un talento singolare: perdere anche quando le condizioni politiche generali sarebbero favorevoli. Le recenti tornate elettorali – dalle comunali alle pseudo provinciali e alle regionali confermano un trend negativo che si ripete da oltre 15 anni, con una puntualità disarmante.

Non è più un caso, né una sfortuna ciclica: è un fallimento strutturale. Un copione scritto da una classe dirigente che non ascolta il territorio, calando decisioni dall’alto, trascurando le dinamiche locali, le aspirazioni della base e la reale qualità dei candidati.

Le divisioni mai ricomposte
Le ultime elezioni hanno dimostrato ancora una volta che le spaccature interne alla coalizione restano profonde. Le fratture non vengono sanate, ma semplicemente accantonate fino alla prossima campagna elettorale. Così, si arriva alle urne divisi, con candidati “di bandiera” che non rappresentano un vero punto d’incontro ma piuttosto un compromesso scomodo.

Alcuni dirigenti locali hanno “ingoiano il rospo” per mera sopravvivenza politica, altri sono stati emarginati da scelte imposte dalle segreterie nazionali che, spesso, non conoscono minimamente il territorio, i suoi equilibri, i suoi voti di opinione.

Candidati sbagliati, comizi grotteschi
A peggiorare la situazione, la gestione goffa della comunicazione e dei comizi. In più di un’occasione, esponenti nazionali arrivati “in pompa magna” per sostenere i candidati locali hanno mostrato una totale impreparazione, compiendo errori madornali, dimenticando i nomi dei candidati o facendo gaffe che hanno trasformato il comizio in un boomerang.

Questi episodi non solo hanno indebolito la credibilità della coalizione, ma hanno anche umiliato candidati e militanti, portando alcuni alla sconfitta prima ancora del voto.

I “contentini” post-elettorali: la politica della consolazione
Il meccanismo, ormai ben rodato, prevede che i candidati sconfitti – siano essi aspiranti sindaci o consiglieri regionali – vengano “ricompensati” con incarichi in enti o organismi di area, grazie al fatto che il centrodestra è al governo nazionale. Una prassi che, più che pacificare, alimenta rancori e clientele, allontanando i cittadini e riducendo la politica a una catena di favori.

Ma questa strategia di “contentini” rischia di esplodere, soprattutto se non sarà accompagnata da un rinnovamento autentico e da una selezione meritocratica della classe dirigente.

Un futuro a rischio: serve un cambio di passo alle prossime Regionali
La leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, nei suoi ultimi interventi ha parlato di coesione, ammettendo che “avere tre posizioni diverse ha penalizzato la coalizione”. Un’autocritica parziale, ma necessaria.

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Errore ancora più grave è stato presentare i candidati in ritardo, spesso civici oscurati da campagne mediatiche ostili, mentre la sinistra, abilmente, ha cavalcato le diverse inchieste giudiziarie come leva per colpire l’immagine del centrodestra.

Eppure, oggi la situazione potrebbe ribaltarsi: la Puglia è scossa da numerose indagini, che coinvolgono anche esponenti di primo piano del centrosinistra. Il centrodestra avrebbe, per una volta, l’occasione di passare all’attacco, ma lo potrà fare solo con credibilità, con unità e, soprattutto, con candidati autorevoli e riconosciuti, non con fedelissimi “paracadutati” dalle segreterie romane.

La domanda finale
Il punto cruciale è: avrà il centrodestra il coraggio di fare scelte serie e autonome per vincere le prossime Regionali in Puglia? Oppure, ancora una volta, le logiche di spartizione e il controllo dei vertici nazionali prevarranno, regalando alla sinistra l’ennesima vittoria “a tavolino”?

Vedremo. Ma se non cambia rotta adesso, il centrodestra continuerà a perdere dove potrebbe vincere. E la colpa non sarà né dei nemici politici né dei giudici, ma solo della sua incapacità cronica di guardare in faccia la realtà.

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