Rimini:Giuseppe Tucci morto dopo la rissa a Rimini, il papà: “Non si può morire così”

Il padre Claudio Tucci, “Lui vigile del fuoco come me, era il mio orgoglio. Vogliamo sapere cosa è successo nel locale: mio figlio non era il tipo che infastidisce le ragazze, contro di lui una violenza ingiustificata”

Il padre non si da pace  “Non doveva finire assolutamente finire così, non è giusto“. 

Una notte passata accanto al figlio Giuseppe,finito in coma  dopo uno scambio di opinioni terminato con uno scambio di pugni,  all’esterno del ristorante – discoteca Frontemare. I sanitari  avevano parlato quasi subito di “morte cerebrale”. Tutta la famiglia,papà Claudio, la moglie e la sorella ,si sono  stretti nell’abbraccio dei vigili del fuoco del comando provinciale di Rimini. Giuseppe aveva scelto di seguire le orme del padre, come  vigile  del fuoco. .Le gravissime lesioni riportate dal 34enne alla fine non gli hanno lasciato scampo. Alle 16.35 di ieri i medici dell’ospedale ’Infermi’ hanno accertato il decesso di Giuseppe. “Ce lo avevano detto subito, che non c’era speranza”.

Gli investigatori sono al lavoro per ricostruire quanto accaduto la notte tra sabato e domenica all’interno e all’esterno del locale. 

Il padre ha dichiarato:Cosa è successo secondo lei?

“So soltanto quello che ha riferito l’altro un ragazzo, collega di mio figlio, che era insieme a lui quella sera. Hanno guardato la finale di Champion’s League insieme, poi si sono fermati a bere qualcosa. Una serata come tante, una serata normale”.

Secondo quanto è stato riferito dai gestori del locale, Giuseppe sarebbe stato redarguito e allontanato per aver infastidito delle ragazze.

“Io non c’ero, non so come siano andate le cose, ma non è un comportamento in linea con l’indole di mio figlio. Da quel che hanno riferito i testimoni, si sarebbe avvicinato a una ragazza e avrebbe sbirciato il suo cellulare mentre scriveva un messaggio. Un gesto innocuo, fatto per scherzo. Il buttafuori lo avrebbe però rimproverato e sarebbe nata una discussione, solamente verbale”.

Poi cos’è accaduto?

“Giuseppe e l’altro ragazzo sono usciti, ma in seguito mio figlio è tornato nel locale. A quel punto non sappiamo cosa sia successo. La polizia sta facendo le indagini, confidiamo che gli inquirenti possano ricostruire la dinamica. Qualcuno ha detto di averlo visto steso a terra con il sangue che gli usciva dalla bocca. Vogliamo la verità, vogliamo sapere cos’è successo a Giuseppe: è un nostro diritto”.

Il buttafuori adesso è indagato per omicidio.

Se ha sbagliato, mi auguro che paghi. C’è modo e modo di svolgere il proprio lavoro. Quella violenza era ingiustificata”.

Lei lavora da anni per i vigili del fuoco. Suo figlio ha deciso di ispirarsi a lei?

“Sì, Giuseppe era il mio orgoglio. Cinque anni fa era entrato nel corpo, nel 2019 si era trasferito a Rimini, lavorava per il distaccamento aeroportuale. Aveva un figlio di 14 anni e una compagna, e insieme avevano comprato casa”.

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