L’ARSENALE DA GUERRA DI DE BENETICS OGGETTO DI INDAGINI: DA KALASHNIKOV A PISTOLE MAGNUN 357

Lo scissionista Della Malva, è indiziato per una serie di reati gravissimi, in concorso con altri, deteneva  illecitamente , un vero e proprio arsenale da guerra che faceva utilizzare al suo clan:

un fucile mitragliatore Spas,( Franchi SPAS-15 è un fucile a canna liscia fucile a canna semiautomatico. un calibro 12, 6 Kalashnikov (Avtomat Kalašnikova 12 (in lingua russa lingua  Автомат Калашникова АК-12, chiamato AK-200, una pistola mitragliatrice Pleter 91, calibro 9 parabellum, una pistola mitragliatrice Zagi M91,( La pistola mitragliatrice o pistola automatica è un’arma da fuoco molto sensibile,  due pistole mitragliatrici Skorpion calibro 7,65, 6 revolver 357 magnum,( La .357 Magnum (in misura metrica 9 x 33 mm R) con cartucce particolari e molto potenti, realizzata prevalentemente per pistole e revolver. 15 pistole per completare svariato munizionamento, caricatori e protezioni balistiche”.

Gli inquirenti e gli investigatori hanno concordato che “ E’ evidente che la corruzione dell’ex G.I.P. De Benedictis, sia stata creata apposta, dall’avv, Chiarello, ossia lo scambio di denaro per riduzioni di pena o la scarcerazione in arresti domiciliari. In sostanza non può che essere avvenuta solo per il tramite, l’avvocato Chiarello appositamente nominato avvocato difensore degli indiziati”.

LA PERQUISIZIONE Di APRILE E LA CONSEGNA DEL DENARO CONTANTE

Questa interpretazione che dato una “chiave di lettura più limpida” ha trovato nei fatti, verificati e riscontrati. Nei primi giorni di aprile 2021, gli investigatori notarono una maggiore frequentazione tra i due, organizzarono immediatamente un bliz. 

Il Nucleo investigativo dei Carabinieri di Bari effettuano una perquisizione, dopo che l’ex giudice incontro ’l’avv, Chiarello. Nello svolgimento della perquisizione il De Benedicts si vede scoperto, e senza battere ciglio consegna agli investigatori una busta contenente 5.500 euro, frutto di un corrispettivo per un suo intervento per la scarcerazione di Ippedico. Tanto è vero che i giudici scrissero l’impianto accusatorio nell’ordinanza di custodia cautelare:” il gip Giuseppe De Benedictis e l’avvocato hanno stretto un sodalizio creando anche un tariffario per tipologia di reato, un accordo corruttivo creato dall’avvocato Chiarello” come si evince dal libretto che aveva l’ex giudice.   

Dalla consegna della busta contenente i soldi, gli inquirenti si resero conto che era, una operazione che si replicava spesso ma cambiava solo il prezzo in base alla richiesta che l’avv, Chiarello effettuava. I sostituti che indagavano compresero che era stato imbastito un metodo considerato “Baratto”in base al quale in cambio di somme di denaro in contante, consegnate presso l’abitazione e lo studio del legale, o anche all’ingresso di un bar sito nelle vicinanze del nuovo Palazzo di Giustizia di Bari, corrispondeva a provvedimenti di liberazione favorevoli agli assistiti di Chiariello.

LE SVARIATE PERQUISIZIONI FECERO TROVARE DENARO NEI POSTI PIU’ IMPENSATI E NEI LUOGHI PIU’ STRANI  NELLE PRESE ELETTRICHE DELL’ABITAZIONE.

 Nei bagni, dietro armadi sopra i lampadari, nella vaschetta di raccolta acque di scarico del WC. Nelle diverse perquisizioni sono state sequestrate ingenti somme, erano conservati in buste di plastica con importi variabili tra 2mila e 4mila,8mila,16mila euro divise in maniera tale da potersi ricordare per quale motivo, oltre al fatto che scriveva tutto su libretto, in maniera meticolosa. Le somme che ritrovarono furono di 60mila,80mila,120mila, per un totale di circa 260mila euro. 

Nell’abitazione dell’ex magistrato è stato trovato molto denaro.

In totale fu ritrovato un milione e 400mila euro in zaini nascosti in un divano e in un armadio a casa del figlio dell’avvocato Chiariello. Somma sulla quale sono ancora in corso verifiche per accertarne la provenienza. 

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