GARGANO:XYLELLA FASTIDIOSA, L’ALLARME ARRIVA DA CAGNANO VARANO 413 ULIVI INFETTI. A RISCHIO ULIVETI STORICI E ANNI DI LAVORO
Dopo aver devastato interi territori del Salento, la Xylella fastidiosa continua ad avanzare in Puglia e raggiunge il Gargano. A Cagnano Varano altre 83 piante risultano positive al batterio. Sale così a 413 il numero complessivo degli ulivi infetti. Una notizia che mette in allarme il mondo agricolo e riaccende la paura per il futuro dell’olivicoltura garganica.
La Xylella fastidiosa non è più soltanto una drammatica emergenza legata al Salento. Il batterio che negli anni ha provocato la distruzione di milioni di ulivi in diverse aree della Puglia sta facendo sentire i suoi effetti anche nel territorio della provincia di Foggia, arrivando nel cuore del Gargano.
A Cagnano Varano sono state individuate altre 83 piante positive alla Xylella. Con questo nuovo ritrovamento, il totale degli ulivi infetti nel territorio comunale sale a 413, considerando le 330 positività già accertate tra il 2025 e i primi mesi del 2026.
Un dato che non può essere liquidato come un semplice aggiornamento statistico. Dietro quei numeri ci sono aziende agricole, famiglie, sacrifici e soprattutto uliveti che rappresentano una ricchezza costruita nel corso di decenni, in alcuni casi di generazioni.
Sono ulivi piantati tanti, tantissimi anni fa, cresciuti con il lavoro e la cura degli agricoltori locali, capaci di produrre un olio di qualità che rappresenta una parte importante dell’identità e dell’economia del territorio.
Il rischio è perdere un patrimonio agricolo, economico e paesaggistico che non si ricostruisce in pochi anni.
Una situazione che continua a peggiorare
A lanciare l’allarme è Coldiretti Puglia, che chiede di rafforzare la sorveglianza fitosanitaria e accelerare gli interventi necessari a contenere il focolaio, impedendo che il batterio raggiunga altre aree.
La situazione era emersa nell’autunno del 2025, quando erano state individuate le prime 47 piante positive. Successivamente erano stati riscontrati altri 106 ulivi infetti, portando il bilancio a 153. A questi si erano aggiunti ulteriori 177 alberi individuati tra dicembre e gennaio, durante i controlli sugli ulivi monumentali.
Ora arrivano altre 83 positività, facendo salire il totale a 413.
Numeri che raccontano un’emergenza in evoluzione e che richiedono attenzione, controlli e interventi tempestivi.
Gli agricoltori non possono essere lasciati soli
Ma c’è un aspetto che merita particolare attenzione: il dramma economico e umano degli agricoltori.
Per chi vive di olivicoltura, un ulivo non è semplicemente un albero da sostituire. È un investimento fatto nel tempo, è una fonte di reddito, è il risultato di anni di potature, raccolte e sacrifici. Un uliveto storico non si ricostruisce dall’oggi al domani. Anche quando si piantano nuovi alberi, occorrono anni prima che possano raggiungere una produzione significativa.
Ecco perché la diffusione della Xylella nel Gargano rappresenta una minaccia che va ben oltre il numero delle piante risultate positive.
C’è il rischio concreto di mettere in ginocchio aziende agricole che da generazioni producono olive e olio di qualità, contribuendo a mantenere vivo il territorio e le sue tradizioni.
Non bisogna sottovalutare l’emergenza
La preoccupazione è che si finisca per ridimensionare la portata del problema, mentre i numeri continuano a crescere.
Il Gargano non può permettersi di affrontare questa emergenza con superficialità. Servono controlli capillari, trasparenza sui dati, tempi certi per gli interventi e soprattutto misure concrete di sostegno per gli agricoltori che rischiano di perdere il proprio patrimonio produttivo.
La battaglia contro la Xylella non riguarda soltanto gli ulivi infetti: riguarda il futuro dell’agricoltura, dell’economia rurale e del paesaggio del Gargano.
Dopo il Salento, adesso la preoccupazione è per il territorio di Foggia. Non aspettiamo che sia troppo tardi per renderci conto della gravità della situazione.
Salvare gli ulivi significa salvaguardare la storia, il lavoro e il futuro di intere comunità.

