FOGGIA, CIMITERO: QUANDO UN COMUNE DIMENTICA I SUOI MORTI
Oggi cari amici vorrei fare delle riflessioni per ciò che è successo a una persona che chiamerò Rodolfo.
Non c’è burocrazia che tenga davanti a certe cose.
Oggi non parliamo di carte, di concessioni, di date. Oggi parliamo di un figlio, che, come ogni anno, alla vigilia del giorno dei nostri cari, ha preso un fiore, ha attraversato la città, è entrato nel cimitero con nel cuore la stessa emozione di sempre. Quella di andare a trovare suo padre e suo padre non c’era più.
Puglia Popolare non può tacere davanti a questo. Rodolfo ha trovato l’oculo vuoto. Svuotato d’ufficio dal Comune con la motivazione che la concessione sarebbe scaduta nel 2006.
Peccato che quella concessione sia stata regolarmente rinnovata e pagata ,carta canta,Ricevuta alla mano.
Non c’è metafora che possa contenere questo vuoto. È il vuoto più grande che un uomo possa provare. Andare a cercare le proprie radici e trovare un buco vuoto.
E poi ti fermi e pensi,che siamo nel 2026, dove con l’intelligenza artificiale facciamo di tutto. Ci sono programmi, software che ti trovano una persona dall’altra parte del mondo in un secondo. Che ti ricordano tutto, che non dimenticano niente.
E un Comune non è in grado di avere un programma che gli ricordi che un loculo è stato rinnovato? Che c’è una ricevuta? Che c’è un figlio che paga?
Ma vi sembra possibile? Siamo nell’epoca in cui una macchina sa tutto di noi, e un Comune non sa dove ha messo un padre.
Vedete, un cimitero non è un ufficio. È l’hard disk della memoria di una città. Se cancelli un file lì dentro senza guardare, vuol dire che hai perso il senso dell’umanità.
Questa non è cattiveria, è qualcosa di peggio: è l’indifferenza. È il pilota automatico. È una burocrazia che non guarda più in faccia le persone, nemmeno quando sono i nostri padri.
Perché un padre non è un loculo. Un padre è la mano che ti ha insegnato a scrivere. È la voce che ti ha detto,vai avanti. È il faro. Per Rodolfo, suo padre è stato questo: un faro per lui, per la sua famiglia, per la sua Foggia fatta di lavoro e di impresa.
E oggi quel faro è stato spostato da una mano distratta.
Io non so dove siano ora quei resti. Ma so dov’è il dolore di Rodolfo. E so che nessuna ricevuta, nessuna scadenza del 2036, potrà mai ripagare quell’attimo, quell’attimo in cui un figlio ha cercato suo padre e non lo ha trovato.
A Rodolfo voglio dire, da uomo a uomo, da figlio a figlio: tuo padre non è in quell’oculo. Tuo padre è in te. È nel tuo modo di lavorare, di essere perbene, di rispettare le regole. Loro hanno spostato delle ossa, non hanno spostato la sua storia. Quella nessuno potrà mai estumularla.
Puglia Popolare è al tuo fianco, Rodolfo. Siamo tutti vicini a te.
E come movimento chiediamo, con fermezza e con spirito costruttivo:
L’immediato rintraccio e la dignitosa ricollocazione dei resti.
Una verifica immediata e straordinaria di tutte le concessioni cimiteriali, perché questo non accada mai più a nessun altro foggiano;
L’accertamento trasparente delle responsabilità.
Noi non cerchiamo un capro espiatorio. Cerchiamo un metodo diverso, rispetto per i padri.
Faremo di tutto perché tu possa tornare a posare quel fiore dove il tuo cuore sa che deve stare.
Claudio Di Lernia
Coordinatore Provinciale Puglia Popolare Foggia

