Foggia:Campo largo ai ferri corti scontro in Consiglio comunale a Foggia
Episcopo e Di Chiara si affrontano in aula sul caso Iorio. Il consigliere socialista mette in discussione la permanenza del Psi nella maggioranza. La sindaca replica in maniera dura, esplicita e soprattutto provocatoria: “Siete in undici in minoranza, lei è il dodicesimo. Ne servono tredici e andiamo a casa”
Più che un campo largo, un campo di battaglia. È stata una seduta del Consiglio comunale di Foggia dai toni durissimi quella che ha visto contrapporsi la sindaca Maria Aida Episcopo e il consigliere comunale del Psi Mino Di Chiara. Una giornata nella quale le tensioni accumulate all’interno della maggioranza sono esplose pubblicamente, mettendo in discussione anche la tenuta dell’alleanza che sostiene l’amministrazione.
Ad accendere la miccia è stato il caso dell’assessore socialista Luigi Iorio, estromesso dalla Giunta dalla sindaca dopo le dimissioni dal Psi della consigliera Stefania Rignanese. Una decisione che Di Chiara ha contestato apertamente, trasformando il suo intervento in quella che lui stesso ha definito una “operazione verità”.

Sul caso Rignanese, intanto, circolano anche ricostruzioni e insinuazioni politiche secondo le quali la scelta della consigliera sarebbe stata concordata con il padre, che avrebbe poi contestato pubblicamente le divisioni attribuite allo stesso Di Chiara. Si tratta, però, di una ricostruzione politica non accompagnata, in questa sede, da elementi che ne consentano una verifica indipendente.
Prima ancora di entrare in aula, il segretario cittadino del Psi aveva fatto capire chiaramente quale sarebbe stato il tono della seduta, anticipando alla stampa: “Oggi succederanno casini”.
E così è stato.
L’attacco è stato diretto alla sindaca e al Partito Democratico, accompagnato da un interrogativo politico di peso sulla permanenza dei socialisti nella maggioranza.

“Più che un campo largo, mi sembra un campo santo, visto il comportamento degli alleati”, è stata una delle frasi più dure pronunciate da Di Chiara.
Il caso Iorio e le accuse al Pd e al M5S
Secondo il consigliere socialista, l’estromissione di Iorio sarebbe stata il risultato di una serie di interlocuzioni tra i partiti della maggioranza. Di Chiara ha parlato di un “gesto pesante” da parte della sindaca e soprattutto del cosiddetto campo largo, accusando Pd e Movimento 5 Stelle di aver avuto un comportamento che ha definito “sleale”.
Al centro della sua ricostruzione c’è una riunione, avvenuta circa quindici giorni prima, nella quale sarebbero state discusse modifiche al Piao, il Piano integrato di attività e organizzazione.

Episcopo ha raccontato di telefonate e interlocuzioni con l’ex assessore Iorio e con il segretario cittadino del Pd, sostenendo che l’assessore socialista sarebbe stato invitato a fare un passo indietro per evitare una spaccatura nella maggioranza.
“Devo raccontare le telefonate intercorse tra me, Iorio e il segretario del Pd, che poi si è tirato fuori”, ha affermato in aula.
Secondo la sua ricostruzione, “Iorio è stato tirato fuori dalla riunione di Giunta dai partiti di maggioranza, dal Pd e dai Cinquestelle”.
Una ricostruzione politica contestata dalla sindaca, che ha fornito una diversa spiegazione della revoca.
Episcopo: “Non c’erano più i numeri”
Maria Aida Episcopo ha spiegato che la decisione di revocare la delega a Iorio sarebbe stata determinata dalla perdita della consistenza numerica del Psi in Consiglio comunale.
“Ho revocato la delega all’assessore Iorio perché non c’era più la consistenza numerica del suo partito, sopravvenute le dimissioni motivate dell’altra consigliera”, ha dichiarato la sindaca.
E poi, rivolgendosi direttamente a Di Chiara: “Non avete i numeri. Con un solo consigliere non si hanno assessori”.
Episcopo ha inoltre rivendicato di aver affrontato la questione con i vertici del Partito Socialista, citando le interlocuzioni avute con il segretario provinciale Michele Santarelli e con il segretario nazionale Enzo Maraio. Durante la seduta, la sindaca ha anche mostrato alcune chat relative ai rapporti con Santarelli.
La sindaca ha difeso inoltre l’operato della sua amministrazione sul Piao e sulle assunzioni, assumendosi la responsabilità dei ritardi ma rivendicando una politica assunzionale che, a suo dire, punta concretamente al rafforzamento dell’organico comunale.
“Mi assumo le responsabilità del ritardo del Piao, ma qui a Foggia le assunzioni si fanno sul serio”, ha detto Episcopo.
E ha respinto anche la ricostruzione di un rapporto personale deteriorato con il consigliere socialista: “Non ho mai litigato con nessuno come leggo su alcune testate. Non ho mai litigato con il consigliere Di Chiara”.
Di Chiara rilancia: “Dovrebbe dimettersi”
La replica del consigliere socialista, però, non ha attenuato lo scontro. Anzi.
Quando ha ripreso la parola, Di Chiara ha rilanciato le accuse, chiamando direttamente in causa il Partito Democratico e il suo gruppo consiliare.
“Dobbiamo essere uomini? Siamo uomini?”, ha detto rivolgendosi al capogruppo dem Pasquale Dell’Aquila, dopo aver chiamato in causa le persone con cui, a suo dire, si sarebbero svolte le interlocuzioni sul caso Iorio.
Poi l’affondo nei confronti della sindaca: “La mia impressione è che lei sia contraria al Psi e ai socialisti a prescindere”.
Di Chiara ha rivendicato il contributo del Psi all’elezione di Episcopo: “I nostri voti sono serviti a eleggere lei, non i suoi voti a eleggere noi”.
E ha aggiunto: “In questi tre anni ha solo offeso un partito, il mio, che rappresenta 150 anni di storia”.
Fino alla richiesta più radicale: “Lei dovrebbe solo dimettersi, insieme a quelli che nella Giunta l’hanno spinta a fare un gesto del genere. Il mercato delle vacche non fa parte del Psi”.
La sindaca alza il tiro: “Presentate la mozione di sfiducia”
A quel punto la temperatura in aula è ulteriormente salita.
La sindaca ha risposto con una frase dai toni duri, espliciti e volutamente provocatori, trasformando lo scontro politico in una sfida aperta.
“Se la città non mi vuole, giacché mi dice che è pronto ad andare a casa, faccia appello all’articolo 52 del Tuel”, ha detto Episcopo, richiamando la possibilità di presentare una mozione di sfiducia nei confronti del sindaco.
Poi ha messo sul tavolo i numeri:
“Sono 11 in minoranza, lei è il dodicesimo. Ve ne servono 13 e andiamo a casa”.
Una provocazione politica chiarissima, rivolta direttamente a Di Chiara: se davvero il consigliere ritiene conclusa l’esperienza dell’amministrazione, allora provi a costruire in aula i numeri necessari per mandarla a casa.
“Per favore, sia il capofila di questa mozione, perché le dimostrerò che io sono legata alla funzione e non agli interessi”, ha aggiunto la sindaca.
Parole che hanno trasformato lo scontro sul caso Iorio in qualcosa di molto più ampio: un confronto sulla tenuta politica della maggioranza e sul rapporto tra il Psi e il resto della coalizione.
Il nodo politico: il Psi resta in maggioranza?
Il punto più delicato, tuttavia, è forse quello lasciato sul tavolo da Di Chiara prima ancora dell’inizio della seduta: la permanenza del Psi nella maggioranza.
Il consigliere ha ricordato che il prossimo anno sono previste le elezioni politiche e ha sottolineato la necessità, per il Partito Socialista, di “riflettere sull’alleanza”.
Un passaggio che apre una questione politica destinata a pesare nei rapporti interni alla coalizione.
Il caso Iorio, dunque, sembra essere diventato il detonatore di tensioni più profonde: da una parte la sindaca, che rivendica la legittimità della propria decisione e sfida il consigliere socialista a verificare in aula l’esistenza dei numeri per una sfiducia; dall’altra il Psi, che contesta il metodo seguito dalla maggioranza e mette in discussione la lealtà degli alleati.
Per qualche momento, dopo lo scontro, gli animi sembravano essersi raffreddati. Ma in aula le voci hanno continuato ad alzarsi e la tensione non è mai realmente scomparsa.
La seduta di oggi consegna così l’immagine di una maggioranza attraversata da una frattura politica evidente. Il punto non è più soltanto il destino di un assessore, ma la qualità dei rapporti tra le forze che compongono la coalizione.
E soprattutto resta una domanda politica: il Psi è ancora parte integrante del campo largo o si è ormai aperta una crepa destinata ad allargarsi?
Dopo lo scontro di oggi, il rapporto tra Episcopo e Di Chiara è entrato certamente in una fase nuova. E quella che fino a ieri poteva apparire come una tensione interna alla maggioranza è ormai diventata una questione politica pubblica.
