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Roma:Nicola Massimo Masciulli alla guida della DIA Nazionale esperienza e visione per la nuova sfida contro le mafie


Dall’11 settembre il Generale di Corpo d’Armata Nicola Massimo Masciulli assumerà la direzione della Direzione Investigativa Antimafia. Un passaggio di vertice che porta alla DIA un ufficiale con una lunga esperienza operativa, organizzativa e istituzionale maturata ai massimi livelli dell’Arma dei Carabinieri e della Difesa.
ROMA – Un nuovo capitolo nella lunga carriera del Generale di Corpo d’Armata Nicola Massimo Masciulli. Dall’11 settembre, infatti, l’alto ufficiale assumerà la guida della Direzione Investigativa Antimafia, lasciando il Comando Interregionale Carabinieri “Ogaden” di Napoli, incarico che ricopre dal settembre 2025 e che gli ha affidato la responsabilità su Campania, Basilicata, Puglia, Abruzzo e Molise.

Il passaggio alla DIA rappresenta molto più di un semplice avvicendamento ai vertici di un’importante struttura dello Stato. È la scelta di un profilo che ha costruito gran parte della propria esperienza proprio nei diversi livelli attraverso i quali si articolano la sicurezza nazionale, il contrasto alla criminalità e l’organizzazione delle amministrazioni della Difesa.

Masciulli, nato a Vasto nel 1964, ha alle spalle un percorso professionale particolarmente articolato. Dopo la formazione alla Scuola Militare “Nunziatella”, ha frequentato l’Accademia Militare di Modena e la Scuola Ufficiali Carabinieri di Roma. È laureato in Giurisprudenza, Scienze della Sicurezza e Scienze della Sicurezza Interna ed Esterna e ha completato la propria formazione anche attraverso gli studi strategico-militari e la frequenza dell’Istituto Superiore di Stato Maggiore Interforze presso il Centro Alti Studi per la Difesa.

Una carriera tra territorio, comando e istituzioni
Nel corso della sua carriera Masciulli ha alternato incarichi sul territorio e responsabilità di natura organizzativa, normativa e strategica.
Da giovane ufficiale ha comandate reparti operativi dell’Arma, tra cui le Compagnie Carabinieri di Lecce e Roma “San Pietro”, occupandosi anche del dispositivo dell’Arma in occasione del Giubileo del 2000. Successivamente ha ricoperto numerosi incarichi presso il Comando Generale dei Carabinieri, arrivando a occuparsi direttamente di legislazione e organizzazione del personale.

Da Colonnello ha comandato il Comando Provinciale Carabinieri di Venezia, prima di assumere ulteriori incarichi presso il Comando Interregionale “Podgora” e il Comando Generale. Nel suo percorso figura inoltre il coordinamento per l’Arma nell’ambito del Comitato Guida incaricato dell’implementazione del nuovo modello di difesa, derivante dal Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la difesa.

Da Generale di Brigata ha guidato la Legione Carabinieri Toscana, a Firenze, e ricoperto responsabilità nel settore finanziario e nell’organizzazione sanitaria e veterinaria dell’Arma. Promosso Generale di Divisione, è stato Manager Privacy dei Carabinieri e, successivamente, Capo dell’Ufficio Legislativo del Ministro della Difesa.
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Un curriculum, dunque, nel quale l’esperienza investigativa e territoriale si intreccia con una conoscenza approfondita dei meccanismi normativi e amministrativi della sicurezza.

L’esperienza dell’“Ogaden”
Particolarmente significativo, in questa prospettiva, è l’ultimo incarico alla guida del Comando Interregionale “Ogaden”.
Dal settembre 2025 Masciulli ha avuto responsabilità su cinque regioni – Campania, Basilicata, Puglia, Abruzzo e Molise – territori differenti per caratteristiche sociali, economiche e criminali, ma accomunati dalla necessità di un’azione costante di prevenzione e contrasto ai fenomeni delinquenziali.

Un osservatorio privilegiato, soprattutto per comprendere come le organizzazioni criminali sappiano modificare linguaggi, strumenti e modalità di infiltrazione, adattandosi alle trasformazioni economiche e sociali dei territori.

Durante il suo mandato all’“Ogaden”, il generale ha mantenuto particolare attenzione alla presenza capillare dell’Arma, al rafforzamento della prevenzione e alla capacità dei reparti territoriali di adattarsi alle esigenze delle comunità. Nei recenti incontri di commiato in Abruzzo e Basilicata ha ribadito l’importanza delle Stazioni e dei Nuclei Radiomobili, sottolineando il valore della prossimità come elemento fondamentale della sicurezza.

Il suo ultimo saluto ai Carabinieri dell’area interregionale assume così anche il significato di una continuità ideale: dalla conoscenza diretta dei territori alla responsabilità nazionale nel contrasto alla criminalità organizzata.

La DIA e la sfida della criminalità organizzata
Alla guida della Direzione Investigativa Antimafia, Masciulli si troverà ora a operare su uno scenario inevitabilmente più ampio.
La DIA richiede infatti una combinazione di competenze investigative, capacità di analisi e coordinamento, conoscenza delle dinamiche criminali e sensibilità istituzionale. È una struttura nella quale confluiscono professionalità e competenze diverse e nella quale il rapporto tra investigazione, intelligence e collaborazione interistituzionale assume un peso decisivo.

È proprio su questo terreno che il percorso del generale appare particolarmente significativo.

La sua esperienza non è infatti circoscritta alla dimensione operativa. Nel corso degli anni Masciulli ha lavorato sul territorio, nei vertici dell’Arma e all’interno del Ministero della Difesa, maturando una conoscenza trasversale delle strutture, delle procedure e dei delicati equilibri che caratterizzano l’apparato della sicurezza dello Stato.

Da Napoli a Roma
Il trasferimento a Roma segna dunque una nuova fase. All’“Ogaden” Masciulli lascerà il comando al Generale Rosario Castello, mentre lui sarà chiamato a confrontarsi con una responsabilità nazionale ancora più ampia.

La sua uscita di scena dal comando interregionale è stata accompagnata in queste settimane da una serie di visite di commiato. A Chieti ha incontrato i vertici e il personale dell’Arma abruzzese e molisana; a Potenza ha salutato i Carabinieri della Basilicata, richiamando ancora una volta il valore della presenza dello Stato sul territorio.

Il nuovo incarico alla DIA arriva quindi al termine di un percorso nel quale comando, territorio, legislazione e organizzazione si sono intrecciati per decenni.

Una combinazione di esperienze che potrebbe rappresentare uno degli elementi caratterizzanti della nuova direzione: non soltanto la capacità di leggere i fenomeni criminali, ma anche quella di comprenderne le trasformazioni, coordinare apparati complessi e costruire una risposta istituzionale capace di muoversi tra prevenzione, investigazione e cooperazione.

Dall’11 settembre, la sfida sarà nazionale. E per il Generale Nicola Massimo Masciulli si aprirà una delle responsabilità più delicate della sua lunga carriera al servizio dello Stato.

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