Aggiornamento/San Ferdinando di Puglia(BT):Chiosco fatto esplodere nella notte di Ferragosto un attentato scuote la città e fa pensare
Come abbiano pubblichiamo noi di Youfoggia.com stamani in merito all’attentato svolto nelle prime ore del mattino a San Ferdinando di Pugliaq(BT).
Il chiosco fatto esplodere nelle prime ore di questa mattina ha scosso San Ferdinando di Puglia
Avevano abbassato la saracinesca la sera del 14 agosto, pronti a chiudere per qualche giorno di ferie. Poche ore dopo, quel chiosco non esisteva più come prima. Alle 4 del mattino del 15 agosto, in piazza della Costituzione a San Ferdinando di Puglia, nella Bat, un ordigno ha fatto esplodere l’attività commerciale adibita alla vendita di alimenti e street food, provocando ingenti danni alla struttura.
Un’esplosione violenta, nel cuore della notte di Ferragosto, che non ha provocato feriti soltanto perché all’interno del chiosco non c’era nessuno. L’attività, infatti, aveva cessato il servizio poche ore prima. Una circostanza che ora assume un peso particolare nell’ambito delle indagini.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Barletta, insieme agli specialisti della Sezione investigazioni scientifiche del Nucleo investigativo del Reparto operativo di Trani e agli artificieri del Nucleo investigativo di Bari. Gli specialisti hanno effettuato i rilievi necessari per ricostruire la dinamica dell’esplosione e stabilire con precisione la natura e le caratteristiche dell’ordigno utilizzato.
Il quadro dei danni è ancora in fase di definizione. Dai primi accertamenti non risultano conseguenze per le altre attività commerciali o per le strutture presenti nella piazza. Per il chiosco, invece, la quantificazione dei danni è ancora in corso.
Le telecamere possono diventare decisive
L’attenzione degli investigatori si concentra ora anche sui sistemi di videosorveglianza presenti nella zona. I carabinieri stanno acquisendo le immagini delle telecamere, che potrebbero consentire di ricostruire gli spostamenti nelle ore precedenti alla deflagrazione e individuare eventuali persone che si siano avvicinate al chiosco prima dell’esplosione.
È un passaggio investigativo particolarmente importante. Chi ha piazzato l’ordigno ha agito quando l’attività era chiusa e, soprattutto, quando non c’era nessuno all’interno. Un elemento che gli investigatori dovranno valutare insieme a tutti gli altri dati raccolti sulla scena.
Un atto criminale che non può essere derubricato a semplice danneggiamento
L’esplosione rappresenta un grave atto criminale che ha colpito un’attività commerciale nel cuore del paese. Non si tratta soltanto dei danni materiali subiti dal titolare: un gesto di questa natura alimenta inevitabilmente paura e preoccupazione in una comunità dove attività commerciali e abitazioni convivono a pochi metri di distanza.
Sul movente, al momento, non ci sono elementi certi. Gli investigatori stanno scavando anche nel passato del proprietario del chiosco, verificando eventuali precedenti contrasti, rapporti personali o commerciali e qualsiasi circostanza che possa aiutare a comprendere perché l’attività sia stata presa di mira.
C’è poi un interrogativo destinato ad assumere un ruolo centrale nell’inchiesta: chi sapeva che il chiosco avrebbe chiuso la sera del 14 agosto e che il proprietario sarebbe andato in ferie?
La circostanza, se confermata come elemento rilevante per l’azione criminale, potrebbe restringere il campo delle verifiche. Al momento, tuttavia, non ci sono elementi per attribuire responsabilità a persone determinate né per stabilire che gli autori conoscessero con certezza i programmi del titolare.
Il silenzio di una comunità
San Ferdinando di Puglia è una realtà dove ci si conosce e dove le informazioni possono circolare rapidamente. Ma proprio quando un episodio criminale di questa gravità colpisce una comunità, può prevalere il silenzio. La paura, il timore di esporsi o di essere coinvolti possono spingere chi potrebbe aver visto o sentito qualcosa a non parlare.
Ed è anche per questo che le immagini delle telecamere potrebbero rivelarsi fondamentali. Ma altrettanto importante potrebbe essere la collaborazione di chi, nelle ore precedenti all’esplosione, abbia notato movimenti insoliti, persone sospette o mezzi aggirarsi nella zona.
L’obiettivo degli investigatori è ora ricostruire ogni dettaglio: dalla modalità con cui è stato collocato l’ordigno agli spostamenti degli autori, fino all’eventuale movente. La domanda resta una: perché proprio quel chiosco?
A poche ore dalla deflagrazione, la risposta non c’è ancora. Ma l’atto criminale ha lasciato una ferita evidente nel cuore di San Ferdinando di Puglia e l’indagine dovrà ora stabilire se dietro quella notte di paura ci sia un’intimidazione, una ritorsione o un’altra precisa ragione.

