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Bari: 26enne aggredita ai bagni del Parco Rossani «Picchiata da due adulti e da dieci ragazzini»


BARI – Sarebbero già stati individuati dagli agenti della Polizia Locale di Bari i presunti responsabili dell’aggressione avvenuta nel tardo pomeriggio del 23 luglio nei bagni pubblici del Parco Rossani ai danni di una studentessa di 26 anni. La loro posizione è ora al vaglio degli inquirenti, che dovranno ricostruire con precisione il movente e la dinamica dei fatti. Secondo i primi accertamenti, tra le persone coinvolte ci sarebbero anche addetti alla custodia dei servizi igienici.
A raccontare quanto accaduto è stata la stessa giovane attraverso un video pubblicato sui social, nel quale appare con il volto segnato dalle ferite riportate durante il pestaggio.

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«Volevo utilizzare il bagno pubblico, sono stata accerchiata, buttata a terra da due adulti e picchiata con calci in faccia da dieci ragazzini, tra gli otto e i quattordici anni», racconta la 26enne. Secondo la sua ricostruzione, i due adulti coinvolti sarebbero i genitori di uno dei minori presenti. Si tratta di circostanze che saranno verificate nell’ambito delle indagini.

Il racconto della vittima descrive un’aggressione particolarmente violenta, resa ancora più inquietante dal presunto coinvolgimento di bambini e preadolescenti. Un aspetto che ha suscitato particolare attenzione e che sarà oggetto degli accertamenti degli investigatori.

La giovane ha riportato un trauma oculare e uno nasale. Dopo essere riuscita a chiedere aiuto chiamando personalmente il 118, è stata trasportata al Policlinico di Bari, dove le è stata diagnosticata una prognosi di poco superiore a un mese.

Nel video diffuso sui social, la studentessa racconta anche di aver dovuto chiamare lei stessa i soccorsi mentre era ancora a terra, sostenendo che nessuna delle persone presenti sia intervenuta per fermare l’aggressione o prestarle aiuto.

«I soccorsi li ho chiamati io mentre ero grondante di sangue, con una platea di gente che guardava», afferma. Da qui il suo appello: «Non state lì a guardare. Non siate spettatori della violenza e, soprattutto, non ne siate fautori».

L’indagine prosegue e saranno gli accertamenti della magistratura a chiarire le responsabilità delle persone coinvolte e a verificare quanto denunciato dalla vittima.

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