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Gargano:Sanità sul Gargano, l’estate è iniziata ma il piano per l’emergenza resta fermo. I sindaci tornano a chiedere risposte


La sanità sul Gargano continua a vivere una condizione di fragilità che, con l’arrivo dell’estate, assume contorni ancora più preoccupanti. Mentre il territorio si prepara ad accogliere milioni di turisti, il Piano straordinario dell’emergenza-urgenza predisposto dall’Asl Foggia è ancora in attesa dell’approvazione della Regione Puglia.
Nelle scorse settimane la visita del nuovo direttore generale dell’Asl Foggia, la dottoressa Tiziana Di Matteo, al punto di primo soccorso di Vieste aveva fatto sperare in un’accelerazione delle procedure e in interventi concreti per affrontare le criticità ormai note del sistema sanitario garganico. Una visita istituzionale accolta con attenzione dagli amministratori locali e dagli operatori sanitari, ma che, almeno fino a oggi, non ha prodotto sviluppi tangibili.

Anche il presidente della Provincia di Foggia e sindaco di Vieste, Giuseppe Nobiletti, dopo aver espresso pubblicamente il proprio ringraziamento alla direttrice generale per l’attenzione dimostrata verso il territorio, non è più intervenuto sulla vicenda. Un silenzio che, alla luce dell’assenza di provvedimenti concreti, rischia di alimentare la sensazione che il problema sia stato archiviato senza essere realmente risolto.

La realtà, invece, racconta altro. Oggi i sindaci di otto comuni del Gargano hanno sottoscritto un nuovo e deciso sollecito indirizzato all’assessore alla Sanità della Regione Puglia, Donato Pentassuglia, chiedendo l’immediata approvazione del Piano straordinario dell’emergenza-urgenza elaborato dall’Asl Foggia.

La richiesta arriva a oltre un mese dalla Conferenza dei sindaci del Distretto socio-sanitario n. 53 di Vico del Gargano, svoltasi il 4 giugno 2026 alla presenza dello stesso assessore regionale, durante la quale il documento era già stato illustrato, condiviso e sottoscritto dai rappresentanti istituzionali del territorio. Da allora, però, il provvedimento attende ancora il necessario via libera della Regione.

Un ritardo che gli amministratori definiscono ormai incomprensibile e non più sostenibile, soprattutto nel pieno della stagione turistica, quando la popolazione del Gargano cresce in maniera esponenziale e la domanda di assistenza sanitaria aumenta inevitabilmente.

Il promontorio garganico presenta caratteristiche uniche che rendono il tema dell’emergenza-urgenza ancora più delicato. La particolare conformazione geografica, le strade tortuose, i lunghi tempi di percorrenza e la distanza dai principali ospedali di secondo livello impongono un’organizzazione sanitaria adeguata e tempestiva. In un simile contesto, ogni ritardo nell’assistenza può fare la differenza.

Il documento è stato sottoscritto dai sindaci Raffaele Sciscio (Vico del Gargano), Carmine D’Anelli (Rodi Garganico), Alessandro Nobiletti (Ischitella), Rocco Di Brina (Carpino), Anna Lisa Liscio (Isole Tremiti), Matteo Lombardi (Cagnano Varano), Luigi D’Arenzo (Peschici) e Giuseppe Nobiletti (Vieste).

Nel documento gli amministratori sono chiari:

“Non c’è più spazio per le lungaggini burocratiche o per i rinvii strategici. Il piano redatto dall’Asl Foggia, frutto di una concertazione attenta con i territori, contiene le risposte minime e indispensabili per garantire la sicurezza dei nostri cittadini e dei visitatori. Chiediamo all’assessore Pentassuglia un atto di responsabilità istituzionale immediato: la firma del provvedimento. Il Gargano non può e non deve essere lasciato indietro, soprattutto quando si parla di salvaguardia della vita umana.”
L’appello assume un significato ancora più forte considerando che la stagione estiva è ormai nel pieno del suo svolgimento. Le spiagge e le località turistiche del Gargano registrano già un notevole afflusso di visitatori, mentre le criticità della rete dell’emergenza restano immutate.
La vicenda ripropone una questione che il territorio denuncia da anni: il diritto alla salute non può essere condizionato dalla posizione geografica. Per il Gargano non si chiedono privilegi, ma strumenti adeguati per garantire un servizio essenziale in un’area che, durante l’estate, vede moltiplicarsi la popolazione e che, proprio per le sue caratteristiche morfologiche, necessita di un’organizzazione sanitaria straordinaria.

Ora l’attenzione si sposta sulla Regione Puglia. I sindaci attendono una risposta concreta, perché, come ricordano nel loro appello, sulla tutela della salute e sulla sicurezza dei cittadini non possono esserci ulteriori rinvii.

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