Foggia:Sicurezza, potere e finanziamenti il «Non so, non ho letto» scuote il caso Nobiletti
Dall’emergenza sicurezza ai finanziamenti elettorali: le due facce del momento politico di Nobiletti
VIESTE – Da una parte la criminalità che torna a colpire con una serie di agguati e un omicidio che hanno riacceso l’allarme sul Gargano. Dall’altra le domande sulla trasparenza dei rapporti politici e dei finanziamenti elettorali. Giuseppe Nobiletti, sindaco di Vieste e presidente della Provincia di Foggia, si trova al centro di due vicende che, pur distinte, stanno alimentando il dibattito pubblico.
Ieri 9 luglio, al termine del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica convocato dal Prefetto di Foggia dopo l’omicidio di Antonello Scirpoli e i successivi agguati , Nobiletti non ha minimizzato la situazione: «Sì, si può parlare di un’emergenza».
Parole che certificano la gravità del momento attraversato da Vieste, una che negli ultimi anni ha cercato di costruire un’immagine legata al turismo e allo sviluppo economico ma che continua a fare i conti con il peso della criminalità organizzata.
Nello stesso intervento, il presidente della Provincia ha offerto una lettura politica del momento che sta vivendo il territorio.
«In questo momento siamo nel mirino perché Vieste è cresciuta molto, non solo dal punto di vista turistico ma anche politico. Abbiamo spostato l’asse da Foggia a Vieste e questo forse non è piaciuto.»
Una dichiarazione destinata a far discutere, perché attribuisce la particolare esposizione della città anche ai nuovi equilibri politici e istituzionali maturati negli ultimi anni.
Ma mentre il confronto pubblico resta concentrato sulla sicurezza, un altro tema è entrato prepotentemente nell’agenda politica.
Un quotidiano ha ricostruito, attraverso la documentazione depositata presso il Consiglio regionale, i finanziamenti dichiarati per la campagna elettorale della consigliera regionale Graziamaria Starace.
Secondo quanto riportato, la candidata avrebbe dichiarato contributi per complessivi 24 mila euro: 5 mila euro dalla madre Lavinia Cirillo, 5 mila dal fratello Giuseppe, 5 mila dal Consorzio Artigiani Romagnolo di Rimini e 9 mila euro da Giuseppe Nobiletti.
Si tratta di somme dichiarate secondo le norme vigenti. L’articolo, tuttavia, richiama l’attenzione sul principio della trasparenza, osservando che l’accesso ai dati avrebbe richiesto una ricostruzione non immediata, poiché il portale istituzionale renderebbe pubblici gli importi ma non consentirebbe una consultazione altrettanto chiara dei nominativi dei finanziatori.
È in questo contesto che assume rilievo la risposta fornita da Nobiletti ai cronisti. Alla richiesta di un commento sull’articolo, il presidente della Provincia avrebbe replicato: «Non so, non ho letto».
Una frase breve, che non entra nel merito della ricostruzione giornalistica e non affronta il tema dei contributi riportati nell’articolo. Una risposta che, sul piano della comunicazione politica, lascia inevitabilmente aperte le domande dell’opinione pubblica, soprattutto quando la vicenda riguarda informazioni depositate negli atti ufficiali previsti dalla legge.
Naturalmente, la pubblicazione del nominativo di un finanziatore non implica alcuna irregolarità: la normativa prevede proprio che tali contributi siano dichiarati affinché siano conoscibili dai cittadini. Proprio per questo, il tema non riguarda la legittimità del finanziamento in sé, bensì l’opportunità politica di fornire chiarimenti quando emergono ricostruzioni giornalistiche fondate su documenti ufficiali.
Oggi Giuseppe Nobiletti è chiamato a gestire contemporaneamente due sfide: rassicurare una comunità profondamente scossa dall’escalation della violenza e rispondere alle domande che riguardano la trasparenza della vita pubblica.
Per chi ricopre contemporaneamente il ruolo di sindaco di Vieste e presidente della Provincia di Foggia, la credibilità istituzionale si misura anche nella capacità di affrontare con chiarezza le questioni che vengono poste dall’informazione e dall’opinione pubblica. Per questo motivo, il «non so, non ho letto» è destinato a restare al centro del dibattito finché non arriveranno eventuali chiarimenti nel merito della vicenda.

