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TPL in Puglia, l’eterna proroga: ventidue anni senza una gara. Fino a quando?


C’è una parola che accompagna ormai da oltre un decennio il trasporto pubblico locale in Puglia: proroga.
Ancora una volta, la Regione Puglia ha deciso di rinviare le gare per l’affidamento del servizio di Trasporto Pubblico Locale, che avrebbero dovuto concludersi entro il 31 dicembre 2026. La decisione, approvata all’unanimità, arriva dopo le richieste avanzate da Province, associazioni datoriali e organizzazioni sindacali. Tra le motivazioni richiamate vi sono le incertezze economiche e l’aumento dei costi di esercizio, compresi quelli dei carburanti.

Ma al di là delle ragioni contingenti, è impossibile ignorare il vero nodo della questione: l’ultima gara per il TPL in Puglia risale al 2004. Gli affidamenti avevano una durata di nove anni e sarebbero dovuti terminare nel 2013. Da allora si è assistito a una successione continua di proroghe che, anno dopo anno, hanno sostituito quello che avrebbe dovuto essere il normale ricorso a procedure pubbliche di affidamento.

La domanda, ormai, è inevitabile: è davvero possibile che per oltre vent’anni non si riesca a bandire una nuova gara?

Ogni rinvio viene giustificato da circostanze diverse: emergenze economiche, pandemia, aumenti dei costi energetici, instabilità internazionale. Situazioni certamente rilevanti, ma che non spiegano perché il sistema sia rimasto fermo così a lungo. Se le proroghe possono rappresentare uno strumento eccezionale, quando diventano la regola è legittimo chiedersi se il problema non sia strutturale.

Anche la Provincia di Foggia, come gli altri enti competenti, è chiamata a fornire risposte. Perché non si è ancora arrivati alla gara? Quali ostacoli amministrativi, tecnici o politici ne impediscono la pubblicazione? Esiste un cronoprogramma preciso oppure si assisterà all’ennesimo rinvio?

Sono interrogativi che riguardano non solo gli operatori del settore, ma soprattutto i cittadini e i pendolari, che ogni giorno utilizzano autobus e servizi pubblici e hanno diritto a un sistema moderno, efficiente e fondato su regole trasparenti.

Il rischio è che la parola “proroga” diventi una normalità amministrativa, trasformando quello che dovrebbe essere un provvedimento temporaneo in un meccanismo permanente. E questo non può lasciare indifferenti.

Dopo ventidue anni dall’ultima gara e oltre dodici anni di affidamenti prorogati, il tempo delle giustificazioni sembra essere finito. È il momento che la politica e le istituzioni dicano con chiarezza quando saranno finalmente bandite le gare e, soprattutto, perché ciò non è ancora avvenuto.

Perché il trasporto pubblico locale non può continuare a vivere di proroga in proroga. Ha bisogno di certezze, programmazione e trasparenza. E i cittadini hanno il diritto di ottenerle.

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