Gargano:Mafia garganica, il tempo non cancella i delitti nove arresti per tre omicidi della faida
FOGGIA – A distanza di anni dagli omicidi che hanno insanguinato il Gargano, la giustizia torna a colpire la mafia garganica. Nove persone sono state arrestate questa mattina in provincia di Foggia con l’accusa di aver partecipato, con ruoli e responsabilità differenti, all’organizzazione e all’esecuzione di tre omicidi di mafia commessi tra il 2011 e il 2016 nei territori di Manfredonia e Mattinata.
L’ordinanza di custodia cautelare è stata emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bari ed eseguita dai carabinieri del Raggruppamento Operativo Speciale (ROS), con il supporto del Comando provinciale di Foggia.
L’operazione rappresenta un nuovo e significativo sviluppo investigativo sulla storica e sanguinosa faida del Gargano, il conflitto mafioso che per anni ha visto contrapposti i clan Romito-Lombardi-Ricucci e Li Bergolis, provocando una lunga scia di sangue e numerosi omicidi rimasti irrisolti per molto tempo.
Secondo quanto emerso dalle indagini, i nove destinatari della misura cautelare avrebbero preso parte, con compiti diversi, alla pianificazione e alla realizzazione dei tre delitti. Due degli omicidi furono eseguiti con la modalità della cosiddetta “lupara bianca”, facendo scomparire i corpi delle vittime per cancellare ogni traccia del delitto. Il terzo episodio, risalente al 2014, fu invece un agguato armato riconducibile alle dinamiche della guerra di mafia che in quegli anni sconvolgeva il promontorio garganico.
Tra gli arrestati figurano tre soggetti già condannati in via definitiva per associazione mafiosa nell’ambito dell’indagine “Omnia Nostra” del ROS, l’inchiesta che ha ricostruito le attività del clan Romito-Lombardi-Ricucci nel periodo compreso tra giugno 2008 e luglio 2022. Per altri tre indagati, invece, il procedimento giudiziario è tuttora in corso.
L’impianto accusatorio si fonda su un articolato patrimonio probatorio raccolto nel corso degli anni. Decisivi sono stati gli esiti delle intercettazioni telefoniche e ambientali, i rilievi tecnici e gli accertamenti investigativi, le immagini acquisite dai sistemi di videosorveglianza, oltre a perquisizioni e sequestri. A rafforzare ulteriormente il quadro indiziario hanno contribuito le dichiarazioni convergenti di diversi collaboratori di giustizia, ritenute dagli investigatori riscontrate da ulteriori elementi oggettivi.
Quattro dei nove destinatari dell’ordinanza si trovavano già detenuti per altre vicende giudiziarie e hanno ricevuto il nuovo provvedimento cautelare direttamente in carcere.
L’operazione conferma come il lavoro investigativo nei confronti della criminalità organizzata garganica non si sia mai fermato. Anche a distanza di oltre un decennio dai fatti, gli investigatori continuano a ricostruire responsabilità e dinamiche degli omicidi che hanno segnato una delle stagioni più violente della mafia foggiana, dimostrando che il tempo trascorso non rappresenta un ostacolo all’accertamento della verità e all’individuazione dei presunti responsabili.

