Omicidio a Vieste, ucciso Scirpoli. Il delitto riaccende i riflettori sulla mafia garganica
VIESTE – Un nuovo omicidio torna a scuotere il Gargano e riaccende i timori di una possibile recrudescenza della violenza mafiosa. Nella serata di ieri, a Vieste, è stato assassinato Scirpoli, già noto alle forze dell’ordine. L’uomo è stato raggiunto da diversi colpi di arma da fuoco in un agguato che, per modalità e contesto, viene attentamente esaminato dagli investigatori.
L’allarme è scattato immediatamente. Sul luogo dell’agguato sono intervenuti gli operatori sanitari del 118, supportati dall’elisoccorso, nel tentativo di salvargli la vita. Ogni soccorso, però, si è rivelato inutile: Scirpoli è deceduto a causa delle gravi ferite riportate.
Sul posto hanno operato per ore i carabinieri della Compagnia di Vieste, affiancati dagli specialisti della Sezione Investigazioni Scientifiche, che hanno eseguito i rilievi balistici e repertato ogni elemento utile alle indagini. Gli investigatori stanno acquisendo immagini degli impianti di videosorveglianza della zona e raccogliendo testimonianze per ricostruire gli ultimi movimenti della vittima e individuare gli autori dell’agguato.
Chi era Scirpoli
Scirpoli era una figura già conosciuta nell’ambito delle indagini sulla criminalità organizzata garganica. In passato era stato condannato in appello a quattro anni di reclusione con l’accusa di aver favorito la latitanza di Gianluigi Troiano. La sentenza di secondo grado non era definitiva e, successivamente, l’uomo era tornato in libertà.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori in quell’inchiesta, Scirpoli avrebbe fornito supporto logistico a Troiano durante il periodo di irreperibilità, contestazione che aveva portato alla condanna in appello.
I legami con il clan Raduano
La vicenda processuale di Scirpoli si inserisce nel più ampio contesto investigativo sulla mafia del Gargano.
Troiano è ritenuto dagli investigatori uno degli uomini più vicini a Marco Raduano, considerato uno dei principali esponenti della criminalità mafiosa garganica e per anni al vertice dell’omonimo gruppo criminale operante soprattutto nell’area di Vieste.
Raduano divenne noto a livello internazionale nel febbraio 2023 quando riuscì a evadere dal carcere di Nuoro calandosi dalle mura di cinta con lenzuola annodate. La fuga, documentata anche dalle telecamere di sorveglianza, fece il giro del mondo. Dopo oltre un anno di latitanza, il boss venne rintracciato e arrestato in Corsica nel febbraio 2024 grazie a un’operazione coordinata dalle autorità italiane e francesi.
Anche Gianluigi Troiano, indicato dagli inquirenti come uno dei fedelissimi di Raduano, era stato arrestato nel 2023 in Spagna dopo mesi di latitanza. Successivamente sia Raduano sia Troiano hanno intrapreso un percorso di collaborazione con la giustizia, circostanza che ha contribuito ad aprire nuovi scenari investigativi sugli equilibri della criminalità organizzata garganica.
Un clima di forte tensione
L’omicidio di Scirpoli arriva in un momento particolarmente delicato per il territorio. Da mesi, infatti, gli investigatori monitorano con attenzione possibili mutamenti negli equilibri della criminalità organizzata dopo gli arresti degli ultimi anni e le collaborazioni con la giustizia di alcuni esponenti di primo piano.
Nella comunità garganica cresce la preoccupazione che il delitto possa rappresentare un nuovo segnale di instabilità all’interno degli assetti criminali.
Già nei mesi scorsi si erano registrati episodi ritenuti indicativi di un clima di crescente tensione: il tentato omicidio avvenuto a marzo, il grave episodio verificatosi in pieno centro nel mese di giugno e ora l’uccisione di Scirpoli. Una successione di fatti che alimenta il timore di una nuova escalation di violenza e di possibili regolamenti di conti.
Al momento gli investigatori mantengono il massimo riserbo. Nessuna ipotesi viene esclusa e tutte le piste restano aperte, compresa quella che riconduce il delitto alle dinamiche della criminalità organizzata. Saranno gli accertamenti tecnici, le testimonianze e l’analisi degli elementi raccolti sulla scena del crimine a chiarire il movente dell’omicidio e a individuare i responsabili.

