San Severo(FG):Debiti fuori bilancio, una voragine nei conti milioni di euro bruciati tra contenziosi e occasioni perdute
SAN SEVERO – C’è una domanda che da anni attende una risposta: perché il Comune di San Severo continua a pagare milioni di euro in debiti fuori bilancio per servizi e lavori che, in molti casi, i giudici hanno riconosciuto come regolarmente eseguiti?
Una domanda che pesa come un macigno sulle casse comunali e, soprattutto, sulle tasche dei cittadini. Perché ogni euro destinato a pagare interessi, spese legali e sentenze è un euro sottratto alla manutenzione delle strade, alle scuole, ai servizi sociali e agli investimenti per la città.
Il fenomeno dei debiti fuori bilancio non nasce oggi. È il risultato di una lunga catena di decisioni amministrative che attraversa diverse stagioni politiche e che oggi ricade sulle spalle del commissario prefettizio, chiamato a gestire conseguenze maturate nel corso degli anni e non riconducibili alla sua amministrazione.
Le sentenze del Giudice di Pace, del Tribunale di Foggia e della Corte d’Appello di Bari hanno riconosciuto, in numerosi casi, il diritto delle imprese a essere pagate per servizi realmente svolti. Eppure quei servizi, pur essendo stati eseguiti, non sarebbero stati tempestivamente riconosciuti o liquidati dagli uffici competenti, dando così origine a lunghi contenziosi.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: debiti che con il passare degli anni sono aumentati per effetto di interessi, rivalutazioni monetarie e spese processuali, trasformando importi iniziali in esborsi ben più pesanti per le casse comunali.
Dagli atti emerge inoltre un altro elemento che merita attenzione. In alcuni procedimenti i giudici avrebbero invitato il Comune a valutare una soluzione transattiva per chiudere le controversie e contenere il danno economico. Ma, secondo la documentazione disponibile, quelle occasioni non sarebbero state colte. Una scelta che solleva inevitabilmente interrogativi: quanto sarebbe costato chiudere quelle vertenze anni prima? E quanto, invece, è costato lasciarle arrivare fino alla sentenza definitiva?
Sono domande alle quali i cittadini hanno il diritto di ricevere una risposta.
Se le procedure amministrative erano corrette, perché i servizi non sono stati riconosciuti? Se i crediti erano fondati, perché si è preferito affrontare anni di cause invece di valutare accordi economicamente più convenienti? E soprattutto: chi ha deciso questa linea e con quali motivazioni?
Il punto centrale non è soltanto il pagamento dei debiti, ormai imposto dalle sentenze. Il vero nodo è capire se quei milioni di euro avrebbero potuto essere risparmiati attraverso una gestione diversa dei contenziosi.
Ancora più sorprendente è il silenzio della politica. Maggioranza e opposizione, negli anni, raramente hanno affrontato il tema con la necessaria determinazione. Eppure gli atti amministrativi, le determine, le note degli uffici e i fascicoli giudiziari consentirebbero di ricostruire l’intera vicenda e di verificare, nelle sedi competenti, se vi siano state eventuali responsabilità amministrative o erariali.
Oggi il commissario prefettizio non può cancellare debiti ormai consacrati da sentenze definitive. La legge gli impone di riconoscerli e pagarli. Può però fare qualcosa di altrettanto importante: ricostruire ogni singolo contenzioso, verificare se vi siano ancora cause definibili con accordi che limitino ulteriori esborsi, rafforzare i controlli interni e trasmettere gli atti agli organi competenti qualora emergano profili di responsabilità.
Perché il vero rischio non è soltanto pagare gli errori del passato. Il rischio è continuare a produrne di nuovi.
I cittadini di San Severo non chiedono soltanto che i debiti vengano saldati. Chiedono di sapere come si è arrivati a questa situazione, perché nessuno sia riuscito a interrompere una spirale che ha prosciugato risorse pubbliche e, soprattutto, chi risponderà di una gestione che ha avuto un costo così elevato per l’intera comunità.
La trasparenza, oggi, non è più un’opzione. È un dovere verso una città che continua a pagare il prezzo di scelte compiute molti anni fa.

