Foggiano ostaggio degli ecocriminali: un’altra maxi discarica abusiva devasta le sponde del torrente Carapelle
FOGGIA – Non è un’emergenza, è un sistema. Ancora una volta le campagne del Foggiano diventano la destinazione finale di rifiuti scaricati illegalmente da chi trasforma il territorio in una discarica a cielo aperto. L’ultima scoperta è l’ennesimo schiaffo all’ambiente: migliaia di vestiti e scarpe sono stati abbandonati lungo l’argine del torrente Carapelle, tra Orta Nova e Borgo Mezzanone.

Un quantitativo così ingente da renderne impossibile persino una stima.
Le immagini raccontano uno scenario desolante. Cumuli di indumenti disseminati lungo il corso d’acqua, un paesaggio rurale sfregiato e una natura costretta ancora una volta a pagare il prezzo dell’illegalità.

E la cosa più grave è che non si tratta di un episodio isolato. Solo pochi mesi fa, lungo le sponde del Carapelle, nel territorio dell’omonimo comune, erano stati rimossi altri enormi accumuli di abiti e scarpe. Oggi tutto ricomincia, come se nulla fosse accaduto.
Dietro questi abbandoni non c’è soltanto inciviltà. C’è un business criminale che sceglie la strada più semplice e meno costosa: liberarsi dei rifiuti evitando le procedure di recupero e smaltimento previste dalla legge. Un risparmio illecito per chi inquina che si traduce in un conto salatissimo per i cittadini.

Ogni discarica abusiva significa migliaia di euro di denaro pubblico da spendere per la bonifica, il trasporto e il corretto smaltimento dei materiali. Costi sostenuti dalle amministrazioni e, quindi, dall’intera collettività. Soldi che potrebbero essere investiti in scuole, strade, servizi o tutela del territorio e che invece vengono utilizzati per cancellare le tracce di un reato ambientale.

Ma il danno economico è solo una parte del problema. Gli indumenti, esposti per mesi alle intemperie, si degradano lentamente rilasciando fibre sintetiche, microplastiche e sostanze chimiche che penetrano nel terreno e possono raggiungere il torrente, alterando gli ecosistemi e mettendo a rischio fauna, flora e qualità delle acque. Ogni pioggia può trascinare parte dei rifiuti lungo il corso d’acqua, ampliando l’area contaminata e rendendo ancora più complessi e costosi gli interventi di bonifica.

A subire le conseguenze è anche l’immagine di un territorio che vive di agricoltura e che dovrebbe fare della qualità ambientale uno dei suoi punti di forza. Le campagne del Foggiano, anziché rappresentare un patrimonio da valorizzare, finiscono ancora una volta sulle cronache per episodi di degrado che mortificano i cittadini onesti e gli imprenditori che rispettano le regole.
Di fronte all’ennesimo scempio non possono bastare indignazione e bonifiche. È necessario colpire chi alimenta questo fenomeno con controlli più efficaci, sistemi di videosorveglianza nelle aree maggiormente esposte, attività investigative mirate e pene realmente dissuasive. Perché finché scaricare illegalmente rifiuti continuerà a essere più conveniente che smaltirli correttamente, il rischio è che il Foggiano continui a essere considerato la discarica di chi pensa di poter inquinare nell’impunità.
L’ambiente non può continuare a pagare il prezzo dell’illegalità. Ogni discarica abusiva è un reato contro il territorio, contro la salute pubblica e contro il futuro di una provincia che merita di essere difesa, non saccheggiata.
Questa versione ha un tono più forte, vicino a quello dei principali quotidiani d’inchiesta, mettendo l’accento sulle responsabilità, sul danno ambientale ed economico e sul fenomeno degli ecocrimini.

