Vieste(FG):Indagine in corso dagli smartphone degli indagati possibili nuovi elementi”
Vieste, inchiesta sulla concessione balneare: sotto esame i cellulari degli indagati. Analisi delle chat può richiedere mesi
VIESTE – Prosegue l’inchiesta della Procura di Foggia sulla gestione di una concessione demaniale balneare, che ipotizza il reato di concussione e coinvolge l’assessora regionale al Turismo Graziamaria Starace, il sindaco di Vieste Giuseppe Nobiletti e un dirigente comunale.
Al centro dell’attività investigativa, in questa fase, c’è soprattutto un lavoro di analisi forense sui telefoni cellulari , considerati dagli inquirenti uno degli elementi chiave per ricostruire eventuali contatti, pressioni o interlocuzioni avvenute prima e durante la gestione della concessione.
Gli investigatori stanno esaminando chat, messaggi, contenuti multimediali e registrazioni audio acquisiti dai dispositivi, oltre ai dati eventualmente recuperabili da backup e sistemi di sincronizzazione. Questi tipi di rilievi si possono avere anche da remoto entrando nelle varie applicazioni che il cellulare ha.Un’attività particolarmente complessa che, secondo prassi, può richiedere settimane o anche diversi mesi, a seconda della quantità di dati e del numero di dispositivi da analizzare.
In casi di questo tipo, la verifica delle comunicazioni digitali non si limita a un singolo intervallo temporale: l’attenzione degli inquirenti si concentra principalmente sul periodo in cui si sarebbero svolti i fatti contestati, ma può estendersi anche ai mesi precedenti e successivi, fino a coprire archi temporali di due o tre anni, se ritenuto utile alla ricostruzione dei rapporti tra i soggetti coinvolti.
Secondo l’ipotesi accusatoria, ancora tutta da verificare, vi sarebbero state pressioni nell’ambito del procedimento amministrativo relativo alla concessione. Gli indagati, attraverso i propri legali, respingono ogni addebito e sostengono la piena correttezza dell’iter amministrativo, annunciando la produzione di documentazione a sostegno della propria posizione.
La fase attuale dell’inchiesta è quindi fortemente concentrata sulla lettura integrale dei dispositivi elettronici, considerata dagli investigatori potenzialmente decisiva per chiarire eventuali rapporti, incontri e scambi di messaggi non emersi nelle prime attività istruttorie.
Resta ora da capire cosa potrà emergere dall’analisi dei telefoni: le chat potrebbero confermare la regolarità delle procedure amministrative oppure, secondo l’ipotesi investigativa, fornire ulteriori elementi utili a ricostruire la dinamica dei fatti. Al momento, tuttavia, si tratta di accertamenti in corso e nessuna conclusione è stata ancora tratta dagli inquirenti.
La vicenda si inserisce in un contesto più ampio che include anche rapporti personali e procedimenti paralleli, ma le diverse posizioni restano giuridicamente distinte.
L’inchiesta è ancora nella fase delle indagini preliminari e, come previsto dalla legge, tutti gli indagati sono da considerarsi presunti innocenti fino a sentenza definitiva.

