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Quelle registrazioni che hanno cambiato tutto

Starace si dimette dalla Giunta regionale: il caso giudiziario incrina la linea del presidente Decaro
BARI – Dopo giorni di difesa politica e di dichiarazioni improntate alla prudenza, l’assessora regionale al Turismo della Puglia, Graziamaria Starace, ha rassegnato le dimissioni dalla Giunta guidata dal presidente Antonio Decaro. Una decisione che segna una svolta rispetto alla posizione iniziale del governatore, che aveva scelto di confermare la propria fiducia nell’assessora richiamando il principio della presunzione di innocenza.
Alla base della vicenda c’è l’inchiesta della Procura di Foggia che vede Starace indagata, insieme al sindaco di Vieste Giuseppe Nobiletti e a un tecnico comunale, Michele Ragno, con l’ipotesi di concussione. Si tratta di un’accusa ancora tutta da verificare nelle sedi giudiziarie e sulla quale gli indagati avranno modo di fornire la propria versione dei fatti.
L’indagine
Secondo l’ipotesi investigativa, Starace, Nobiletti e il tecnico comunale avrebbero concordato una serie di controlli amministrativi finalizzati alla revoca della concessione demaniale e di alcune autorizzazioni riguardanti il villaggio turistico dell’imprenditore Alessandro Corso, ex marito dell’assessora.
L’imprenditore ha denunciato presunte irregolarità nella gestione del procedimento amministrativo, sostenendo che i controlli sarebbero stati utilizzati come strumento di pressione nei suoi confronti.
Un elemento ritenuto rilevante dagli investigatori è rappresentato dalle registrazioni effettuate dall’assessore comunale Gaetano Antonio Paglialonga, che avrebbe inciso alcune conversazioni all’insaputa degli interlocutori. Nei mesi addietro gli indagati hanno ricevuto un avviso di accertamenti tecnici irripetibili proprio sul telefono cellulare contenente tali registrazioni, che saranno sottoposte ad analisi.
Tra le ipotesi formulate dalla Procura vi è anche quella che l’intera vicenda amministrativa possa essere stata influenzata da un contenzioso personale e familiare tra Starace e l’ex marito, con riferimento anche ai rapporti economici successivi alla separazione.
La difesa dell’assessora
Dal canto suo, Graziamaria Starace ha respinto ogni addebito, sostenendo pubblicamente che la vicenda trae origine esclusivamente da una difficile situazione familiare.
In un messaggio pubblicato sui social ha definito l’inchiesta «una questione strettamente familiare che mi perseguita da anni e mi vede come vittima», aggiungendo di avere affrontato la situazione «da donna e da madre» con forza e determinazione.
Una ricostruzione che rappresenta la posizione difensiva dell’ex assessora e che sarà oggetto di valutazione nel prosieguo delle indagini.
Perché Decaro ha accettato le dimissioni
La scelta iniziale del presidente Antonio Decaro era stata quella di non procedere ad alcuna revoca, ribadendo il rispetto della presunzione di innocenza. Tuttavia, con il passare dei giorni, il peso politico dell’inchiesta è aumentato.
L’esistenza di un’indagine per un reato contro la pubblica amministrazione, l’emersione delle intercettazioni ambientali registrate da un componente della stessa amministrazione comunale e la prospettiva di ulteriori sviluppi investigativi hanno reso sempre più difficile mantenere invariata la posizione politica iniziale.
Le dimissioni di Starace hanno quindi consentito al presidente della Regione di evitare uno scontro istituzionale e di preservare l’operatività della Giunta senza dover assumere personalmente una decisione di revoca.
Le conseguenze politiche
L’inchiesta apre inevitabilmente interrogativi sul funzionamento dell’amministrazione comunale di Vieste e sui rapporti tra politica e struttura tecnica.
Se le ipotesi della Procura dovessero trovare conferma, verrebbe messa in discussione non soltanto la posizione dell’ex assessora Starace, ma anche quella del sindaco Giuseppe Nobiletti, chiamato a chiarire il proprio eventuale ruolo nella pianificazione dei controlli amministrativi.
Analoga attenzione riguarda il tecnico comunale Michele Ragno, indicato dagli investigatori come il possibile esecutore materiale degli atti amministrativi contestati. Sarà tuttavia l’accertamento processuale a stabilire se il tecnico abbia operato esclusivamente nell’ambito delle proprie competenze oppure se abbia partecipato consapevolmente a un eventuale disegno illecito.
Gli scenari
L’indagine è ancora nella fase preliminare e gli elementi raccolti dalla Procura dovranno essere sottoposti al vaglio della difesa e, successivamente, dell’autorità giudiziaria.
Le registrazioni, gli accertamenti tecnici sui dispositivi elettronici e la documentazione amministrativa saranno determinanti per verificare se le contestazioni abbiano fondamento oppure se emerga una ricostruzione diversa dei fatti.
Sul piano politico, invece, le dimissioni di Graziamaria Starace segnano già un punto di svolta: la linea della fiducia inizialmente sostenuta dal presidente Decaro ha lasciato il posto alla necessità di tutelare l’immagine delle istituzioni regionali, mentre la magistratura prosegue il proprio lavoro nell’accertamento delle responsabilità individuali.Ad oggi la delega al turismo è in capo al Presidente di Regione e a quanto pare, non ha nessuna intenzione di assegnarla. Attenderà i risultati delle indagini? Vedremo.

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