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Foggia:La nomina di Michele Salatto all’Urbanistica accende il dibattito nella coalizione tra chiarimenti e segnali di tensione politica


La nomina dell’architetto Michele Salatto come nuovo assessore all’Urbanistica del Comune di Foggia sta producendo, nelle ultime ore, un acceso confronto politico all’interno della coalizione di governo cittadino, tra precisazioni ufficiali e posizioni che, pur dichiarando compattezza, lasciano emergere alcune differenti sensibilità.
A intervenire direttamente è la sindaca Maria Aida Episcopo, ha voluto ricostruire i passaggi della nomina e respingere alcune ricostruzioni circolate.
“ molti punti che non corrispondono all’andamento dei fatti”, ribadisce la prima cittadina, che poi elenca una serie di precisazioni: dal consenso “della stragrande maggioranza dei gruppi di coalizione” alla natura “non identitaria di alcun partito da vari lustri” del profilo scelto, fino al richiamo al fatto che il Movimento 5 Stelle avrebbe “espresso rispetto” per la decisione, pur avendo indicato propri nominativi poi non confluiti in una sintesi condivisa.
La sindaca sottolinea inoltre la piena regolarità amministrativa dell’operazione, richiamando l’art. 78 comma 3 del TUEL e spiegando che la riorganizzazione dell’assessorato all’Urbanistica è avvenuta solo recentemente, nel marzo 2026. Infine, evidenzia la discontinuità programmatica del nuovo assessore rispetto alla precedente impostazione sul social housing.
A confermare una linea di collaborazione istituzionale è anche il capogruppo consiliare del Movimento 5 Stelle e consigliere provinciale Mario Dal Maso, che pur prendendo atto della nomina, ribadisce l’impegno sui dossier strategici: “In ottica di leale collaborazione siederemo ai tavoli tecnici insieme a lui e al Consiglio comunale per lavorare sulla realizzazione del PUG… Esprimiamo il nostro augurio all’assessore di buon lavoro”.
Nonostante i toni ufficiali improntati alla collaborazione, all’interno della coalizione emergono tuttavia interrogativi politici non del tutto sopiti. In particolare, osservatori e ambienti consiliari rilevano come la scelta non abbia prodotto una convergenza pienamente lineare tra tutte le forze che sostengono l’amministrazione, con differenti valutazioni sul metodo e sulla sintesi politica raggiunta.
A colpire è anche il silenzio dell’eurodeputato Mario Furore, figura di riferimento del Movimento in ambito territoriale, che al momento non ha rilasciato dichiarazioni pubbliche sulla nomina. Un’assenza comunicativa che, in un contesto politico già articolato, alimenta ulteriori letture sulle dinamiche interne al campo progressista.
Ufficialmente, dunque, la coalizione ribadisce compattezza e continuità amministrativa. Sotto la superficie, però, la vicenda Salatto sembra aver riaperto il tema degli equilibri politici interni e della capacità di sintesi tra le diverse anime che sostengono la giunta, soprattutto in vista delle prossime sfide legate alla pianificazione urbanistica e al PUG.

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