Foggia: Appalti e presunte irregolarità la Guardia di Finanza accende i riflettori su un sistema complesso. “Siamo solo all’inizio”
Un’inchiesta nata da una denuncia informale e cresciuta nel tempo fino a trasformarsi in un’indagine articolata che coinvolge amministratori, imprenditori e funzionari pubblici. È il quadro che emerge dal fascicolo aperto dalla Procura di Foggia, coordinata dal pm Giuseppe Mongelli, su un presunto sistema di irregolarità negli appalti pubblici che spazia dalla corruzione alla turbativa d’asta, fino a ipotesi di falso, frode e omissioni d’atti d’ufficio.
Come già riportato da YOUFOGGIA.com, l’inchiesta avrebbe avuto origine da una segnalazione iniziale non formale presentata da un imprenditore locale, per poi allargarsi progressivamente a una serie di procedimenti amministrativi e gare d’appalto, diventando un’indagine strutturata e complessa che tocca diversi livelli della pubblica amministrazione.
Un sistema di appalti sotto la lente: le criticità riscontrate
Nel corso delle verifiche, la Guardia di Finanza avrebbe evidenziato una serie di problematiche ricorrenti nella gestione delle gare pubbliche. Tra queste, secondo quanto emerge dalle attività investigative, figurerebbero possibili anomalie nella trasparenza delle procedure, ricostruzioni non sempre lineari nei flussi documentali e criticità nella tracciabilità delle fasi di affidamento.
Gli accertamenti si concentrano in particolare su appalti avviati dal 2022, tra cui interventi di rilevante impatto economico come la bonifica dell’ex discarica comunale. In più di un caso, gli investigatori stanno analizzando la coerenza tra bandi, aggiudicazioni e successiva esecuzione dei lavori, verificando eventuali scostamenti tra quanto previsto e quanto effettivamente realizzato.
Secondo l’informativa trasmessa alla Procura, sarebbero stati individuati “gravi indizi di reato” tali da giustificare perquisizioni e sequestri documentali.
Perquisizioni e documentazione: il lavoro delle Fiamme Gialle.

Nei giorni scorsi i militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Foggia, insieme al gruppo operativo di San Severo, hanno intensificato l’attività negli uffici della Provincia, acquisendo una vasta mole di atti amministrativi.
Il decreto di perquisizione e sequestro firmato il 15 giugno ha consentito agli investigatori di raccogliere documentazione relativa a gare, determine, affidamenti e comunicazioni interne. Un lavoro di analisi che punta a ricostruire eventuali collegamenti tra diverse procedure e a verificare la regolarità complessiva del sistema degli appalti.
L’origine dell’inchiesta e le prime segnalazioni
Il fascicolo avrebbe preso avvio nell’autunno 2024, quando un imprenditore locale si è rivolto ai Carabinieri di San Marco in Lamis denunciando il danneggiamento di un mezzo da cantiere. Nel contesto della denuncia sarebbero emerse anche dichiarazioni relative a presunti accordi tra imprese finalizzati a condizionare l’esito di una gara d’appalto, poi aggiudicata nel 2022.
Successivamente, ulteriori segnalazioni avrebbero riguardato presunti contatti tra soggetti privati e pubblici funzionari durante la fase di esecuzione dei lavori, elementi che hanno portato a un ampliamento del perimetro investigativo.
Le ipotesi di reato e le posizioni coinvolte
L’indagine ipotizza, a vario titolo, reati quali corruzione, turbativa d’asta, induzione indebita, falso, truffa e omissione di atti d’ufficio. Accuse che restano allo stato di contestazioni investigative e tutte da verificare nelle sedi competenti.
Tra gli indagati figurano il sindaco di San Marco in Lamis Michele Merla, il dirigente comunale Tullio Daniele Mendolicchio, l’imprenditore Giuseppe Caroprese e le società Orchidea srl e Cogebit srl, insieme alla moglie Rita De Maio.
Risultano inoltre iscritti nel registro degli indagati la dirigente provinciale Denise Decembrino, il funzionario comunale Giuseppe Martino e l’imprenditore Michele Urbano, titolare di Urbano Chimica srl.
Il ruolo della Provincia e la Stazione Unica Appaltante
Particolare attenzione è rivolta al funzionamento della Stazione Unica Appaltante di Palazzo Dogana, considerata uno snodo centrale nella gestione delle gare pubbliche del territorio. Gli investigatori stanno verificando se eventuali criticità riscontrate nei singoli appalti possano inserirsi in un quadro più ampio di anomalie procedurali.
“Siamo solo all’inizio”: l’indagine si allarga
Negli ambienti giudiziari e investigativi prevale la cautela. Le attività della Guardia di Finanza sono ancora in fase di analisi e ulteriori sviluppi non sono esclusi. La sensazione condivisa è che il lavoro investigativo sia soltanto all’inizio e che il fascicolo possa ampliarsi ulteriormente nelle prossime settimane.
Nel frattempo, resta fermo il principio di presunzione di innocenza per tutti gli indagati, mentre la Procura continua a esaminare documenti e riscontri per delineare con precisione l’eventuale sistema di relazioni tra imprese e pubblica amministrazione.

