Foggia-San Marco in Lamis:Appalti pubblici nel Foggiano, scattano perquisizioni e sequestri cresce l’ombra delle indagini sugli enti locali
Che fossero in corso approfondimenti investigativi era ormai una convinzione diffusa negli ambienti politici e amministrativi del territorio. Per mesi, tra dichiarazioni ufficiose e rassicurazioni pubbliche, presidenti, sindaci, assessori e tecnici hanno mostrato sicurezza e serenità, lasciando intendere che non vi fossero particolari preoccupazioni sul fronte giudiziario.
La realtà emersa nelle prime ore di questa mattina racconta però uno scenario ben diverso. I militari della Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Foggia stanno infatti eseguendo un decreto di perquisizione locale e domiciliare, con contestuale sequestro, disposto dalla Procura della Repubblica di Foggia nell’ambito di un’inchiesta che coinvolge diversi soggetti indagati per presunte irregolarità nella gestione di appalti pubblici.
Secondo quanto reso noto dagli investigatori, le ipotesi di reato contestate, a vario titolo, sono corruzione per l’esercizio della funzione, induzione indebita a dare o promettere utilità e falso documentale.
Tra gli indagati figurano il sindaco di San Marco in Lamis, Michele Merla, esponente del Partito Democratico, un dirigente pubblico in servizio presso lo stesso Comune e tre imprenditori residenti rispettivamente a San Marco in Lamis, San Giovanni Rotondo e Cerignola.
Al centro dell’attività investigativa vi sarebbero alcune procedure di affidamento di appalti pubblici sul territorio provinciale. Gli accertamenti riguardano in particolare contratti relativi ai servizi di disinfestazione, alla gestione del verde pubblico e ad altre gare finite sotto la lente degli inquirenti.
Le perquisizioni hanno interessato il primo cittadino sammarchese, il dirigente comunale e i tre imprenditori coinvolti nell’indagine.
Documenti acquisiti presso Comune e Provincia
Parallelamente alle perquisizioni, i finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Foggia e della Compagnia di San Severo stanno acquisendo una vasta mole di documentazione relativa a diverse procedure di gara ritenute di interesse investigativo.
L’attività riguarda sia il Comune coinvolto nell’inchiesta sia la Provincia di Foggia, entrambi in qualità di mandataria e l’altra come stazione appaltante dei contratti oggetto, ci sono degli approfondimenti disposti dall’autorità giudiziaria.
Ed è proprio questo uno degli aspetti che suscita maggiore attenzione. Da tempo, infatti, la Provincia risulta sotto osservazione per le modalità di gestione di alcuni appalti e per il ruolo svolto dai dirigenti provinciali nelle procedure amministrative. Gli investigatori dovranno accertare se le scelte compiute siano state il frutto di regolari valutazioni tecniche oppure se siano state influenzate da indicazioni esterne in grado di alterare il corretto svolgimento delle gare pubbliche.
Le criticità emerse
L’inchiesta mette in evidenza alcune criticità che da tempo alimentano il dibattito sulla trasparenza amministrativa nel territorio:
il crescente numero di enti locali coinvolti, direttamente o indirettamente, in attività investigative;
i dubbi sulla gestione di appalti e affidamenti pubblici in settori economicamente rilevanti;
il possibile condizionamento dell’azione amministrativa attraverso rapporti impropri tra politica, burocrazia e imprese;
la necessità di garantire procedure di gara pienamente trasparenti e verificabili;
il rischio di un ulteriore indebolimento della fiducia dei cittadini nelle istituzioni locali.
L’impressione che emerge è quella di un sistema amministrativo sottoposto a una pressione investigativa sempre più intensa, con Comune, Provincia e altri livelli istituzionali che negli ultimi anni sono stati oggetto di attenzione da parte della magistratura.
L’impegno contro gli illeciti nella pubblica amministrazione
L’operazione si inserisce nel più ampio quadro delle attività di contrasto agli illeciti che interessano la spesa pubblica e la pubblica amministrazione. La Guardia di Finanza ha sottolineato come l’intervento confermi il ruolo del Corpo quale polizia economico-finanziaria posta a tutela degli interessi dello Stato e della collettività.
L’inchiesta si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari. Come previsto dall’ordinamento italiano, tutte le persone coinvolte sono da considerarsi non colpevoli fino all’eventuale accertamento definitivo delle responsabilità con sentenza passata in giudicato.

