San Severo(FG):Lascia il carcere il boss Giuseppe La Piccirella concessi i domiciliari con braccialetto elettronico
SAN SEVERO – Giuseppe La Piccirella, storico esponente della criminalità organizzata sanseverese conosciuto con i soprannomi di “il ragioniere” e “il professore”, lascia il carcere e passa agli arresti domiciliari con l’applicazione del braccialetto elettronico. Lo ha deciso la Corte d’Appello di Bari, che ha accolto l’istanza presentata dal collegio difensivo composto dagli avvocati Luigi Marinelli e Gian Gregorio De Pascalis.
La condanna nel processo “Ares”
La Piccirella, 67 anni, è ritenuto uno degli storici protagonisti della criminalità organizzata di San Severo e figura di vertice del clan Testa-La Piccirella, organizzazione considerata alleata del gruppo riconducibile a Rocco Moretti, noto come “il porco”, tra i nomi più influenti della mafia foggiana.
Nel novembre 2025, la Corte d’Appello di Bari aveva parzialmente riformato la sentenza di primo grado pronunciata nell’ambito del processo “Ares”, rideterminando nei confronti di La Piccirella la pena in 16 anni e un mese di reclusione.
In primo grado l’imputato era stato condannato a 30 anni di carcere per una lunga serie di reati contestati, tra cui associazione mafiosa, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, tentato omicidio, lesioni personali, detenzione di armi, estorsione, furto e ricettazione.
Lo stesso procedimento aveva portato anche alla riduzione della pena per Giuseppe Spiritoso, noto pregiudicato foggiano soprannominato “Papanonno”, condannato a nove anni di reclusione.
Le motivazioni della Corte
Nel provvedimento, i giudici della Terza Sezione Penale della Corte d’Appello di Bari evidenziano come continuino a sussistere esigenze cautelari legate sia alla gravità delle contestazioni sia alla personalità dell’imputato.
Secondo il collegio, tuttavia, tali esigenze non avrebbero più carattere di eccezionale rilevanza e potrebbero essere adeguatamente fronteggiate attraverso una misura meno afflittiva rispetto alla detenzione in carcere.
Tra gli elementi ritenuti rilevanti nella valutazione della Corte vi sarebbe anche la scelta del luogo in cui eseguire la misura alternativa: un’abitazione situata fuori dalla Puglia e lontana dal contesto territoriale nel quale La Piccirella avrebbe operato in passato.
Domiciliari in Abruzzo e rigide prescrizioni
La Corte ha quindi disposto la sostituzione della custodia cautelare in carcere con gli arresti domiciliari presso un’abitazione in Abruzzo, prevedendo il controllo mediante braccialetto elettronico.
Il provvedimento impone prescrizioni particolarmente stringenti. A La Piccirella è fatto divieto assoluto di allontanarsi dall’abitazione senza autorizzazione dell’autorità giudiziaria. Non potrà inoltre comunicare con persone diverse dai conviventi e dai soggetti espressamente autorizzati.
Sono stati inoltre vietati il possesso e la detenzione di armi, munizioni, sostanze stupefacenti e telefoni cellulari, nel quadro di un sistema di controllo finalizzato a garantire il rispetto delle prescrizioni imposte dall’autorità giudiziaria.

