UncategorizedAttualitàCronacaPoliticaPugliaVieste

Vieste(FG):Il caso delle registrazioni e le accuse di concussione le dichiarazioni dell’ex assessore Paglialonga scuotono la politica locale


VIESTE – È un’inchiesta che sta producendo un forte terremoto politico-amministrativo quella che coinvolge il Comune di Vieste e che vede al centro presunte ipotesi di concussione legate alla gestione di una concessione demaniale marittima. A far esplodere il caso è stato l’ex assessore comunale Tano Paglialonga, oggi dimissionario da quattro giorni, indicato come promotore della vicenda investigativa che ruota attorno a una serie di registrazioni audio consegnate agli inquirenti.

Tra gli indagati figurano il sindaco di Vieste Giuseppe Nobiletti, l’assessora regionale al Turismo Graziamaria Starace e il tecnico comunale Vincenzo Ragno. Le accuse, secondo quanto emerge dagli atti dell’indagine, riguarderebbero presunte irregolarità nella revoca della concessione demaniale al villaggio turistico “Verdemare”, struttura riconducibile all’ex marito della Starace, successivamente restituita.
L’ex assessore Paglialonga ha rilasciato una intervista a Repubblica che riportiamo in parte spiegando il tutto.

Intervista rilasciata a Repubblica che riportiamo in parte.

“Alcune domande effettuate da Repubblica aprono nuovi scenari al Comune di Vieste che non fanno dormire sonni sereni””

“Mi sono messo a disposizione della magistratura”
Paglialonga è stato ascoltato dagli inquirenti come persona informata sui fatti. È lui stesso a raccontare il proprio ruolo iniziale nella vicenda:
«Sono stato chiamato dall’autorità giudiziaria e mi sono messo a disposizione, come dovrebbe fare qualunque cittadino che crede nella legalità e nel rispetto delle istituzioni».
L’ex assessore ribadisce di aver collaborato pienamente con la magistratura, sottolineando la volontà di contribuire all’accertamento dei fatti.
Le registrazioni e il nodo politico
Elemento centrale dell’inchiesta sarebbero alcune registrazioni effettuate da Paglialonga, in più occasioni, del sindaco Nobiletti e dell’assessora Starace, a loro insaputa. Materiale che oggi è sotto sequestro: telefono e registratore utilizzati sono stati acquisiti dagli inquirenti e sono in fase di analisi per verificare l’eventuale presenza di elementi utili alle indagini.
Proprio queste registrazioni avrebbero innescato la crisi politica culminata con la revoca dell’incarico assessoriale e il ritorno di Paglialonga in consiglio comunale.

Il rapporto con la giunta e la rottura
Entrato nella giunta Nobiletti nel 2023, Paglialonga racconta di non aver vissuto particolari tensioni iniziali con gli altri amministratori:
«No, non mi ero mai trovato in alcuna brutta situazione. In giunta c’erano stati normali screzi, discussioni poi appianate tra gli assessori».
La frattura, tuttavia, sarebbe arrivata nei mesi successivi, fino all’estromissione dall’esecutivo. L’ex assessore contesta le modalità della revoca:
«Pensavo l’avrebbe fatto nel consiglio comunale dell’8 giugno, affrontandomi personalmente. Invece sono venuto a conoscenza della revoca attraverso un post di Facebook del sindaco e dopo circa due ore mi è stata notificata da un funzionario del Comune».
Una modalità che, secondo la sua ricostruzione, avrebbe ulteriormente irrigidito il clima politico interno all’amministrazione.
Ho agito secondo coscienza”
Sulla scelta di non dimettersi prima della revoca, Paglialonga è netto:
«No, non avevo alcun motivo per dimettermi. Ho agito secondo coscienza e nel pieno rispetto dei miei doveri di amministratore e di cittadino».
E rispetto alle possibili conseguenze della sua decisione di collaborare con la magistratura aggiunge:
«Sapevo che sarei andato incontro a una bufera. In queste situazioni o volti le spalle, come fanno tanti, o collabori con la giustizia».
Il contesto e gli interrogativi aperti
Il caso ha inevitabilmente aperto un dibattito politico nella città garganica, non solo per la presenza di figure istituzionali coinvolte, ma anche per le possibili ricadute sulla gestione amministrativa degli ultimi anni. Nelle dichiarazioni dell’ex assessore emerge infatti la convinzione che le registrazioni rappresentino solo l’inizio di un quadro più ampio:
Secondo alcune letture politiche locali, la vicenda potrebbe infatti aprire ulteriori scenari sulla gestione degli appalti e delle concessioni pubbliche nel Comune negli ultimi anni. Si tratta tuttavia di ricostruzioni non confermate dagli atti giudiziari e che restano al momento sul piano delle ipotesi.

Non dirò nulla sulle registrazioni”
Sul contenuto degli audio, Paglialonga mantiene il massimo riserbo:
«Su cui io non dirò mezza parola. Quando l’indagine sarà chiusa e gli atti saranno pubblici, ne riparleremo».
Una chiusura netta che lascia ancora molti interrogativi aperti su uno dei casi più delicati che hanno coinvolto la politica locale di Vieste negli ultimi anni.
Le indagini proseguono ora sotto il coordinamento della magistratura, mentre l’attenzione pubblica resta alta in attesa degli sviluppi e delle eventuali determinazioni degli inquirenti.

Please follow and like us:
icon Follow en US
Pin Share

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *